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20 film sulla natura e l’ambiente tra finzione e realtà

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Tempo di lettura 5 minuti

Dopo la selezione dei migliori documentari sull’ambiente, vi offriamo oggi una lista di film che parlano direttamente o indirettamente di questioni ambientali. Il mondo del cinema ha infatti un enorme potere nella lotta all’emergenza climatica. Gli attori e i registi possono veicolare forti messaggi attraverso scenari fantastici o storie di vita vera. Fantascienza, commedie, film-inchiesta tratte da storie vere: un elenco di titoli utili da guardare in famiglia o da far vedere a scuola per riflettere sul rapporto uomo-natura.

Qui di seguito l’elenco dei 20 film sulla natura e sull’ambiente da noi selezionati. Potete trovare tutti i trailer nel nostro canale Youtube cliccando al seguente link.

1. The day after Tomorrow (2004)
2. The age of Stupid (2009)
3.
Il ragazzo che catturò il vento (2019)
4.
Erin Brockovich (2000)
5. Downsizing (2017)
6. Into the Wild (2007)
7. Cattive acque (2020)
8. Avatar (2009)
9. Waterworld (1995)
10.
Captain Fantastic (2016)

11. Biutiful Cauntri (2007)
12. Un posto sicuro (2015)
13. Dove sognano le formiche verdi (1984)
14. La donna elettrica (2018)
15. Un mondo fragile (2015)
16. Interstellar (2014)
17. Re della terra selvaggia (2012)
18. Qualcosa di straordinario (2012)
19. Snowpiercer (2013)
20. I figli degli uomini (2006)

Fantascienza: film sulla natura del futuro

Un genere che ha unito realtà e fantasia per parlare di cambiamento climatico è la fantascienza. Esistono numerosi titoli di film in cui vengono presentati scenari apocalittici, dove l’innalzamento della temperatura o la scarsità di cibo mettono in pericolo il destino dell’umanità. Presentiamo ora le pellicole più famose, partendo dal kolossal hollywoodiano Interstellar (2014). Il protagonista Matthew McConaughey viene inviato sullo spazio per cercare una soluzione alla scarsità di cibo. Restano solo due decenni per salvare l’umanità e trovare un pianeta alternativo dove andare a vivere.

Vincitore di tre premi Oscar, Avatar (2009) è altrettanto un film distopico in cui gli umani partono in missione verso il pianeta Pandora, dove la flora e la fauna abbondano rispetto alle scarse risorse della Terra e soprattutto dove c’è un minerale per risolvere la crisi energetica in atto sul nostro pianeta. L’arrivo degli umani porterà ad uno scontro fra indigeni e stranieri, fra tecnologia e natura.

Fantascienza e crisi climatica

The Day after Tomorrow (2004) presenta invece la crisi climatica al contrario, ovvero parte dagli avvertimenti di un climatologo riguardo un’imminente glaciazione. Molto veritiero in questo film è il ruolo della politica: il Vicepresidente americano non crede infatti alle previsioni dello scienziato e dichiara che l’economia non è abbastanza florida per investire nella lotta al cambiamento climatico. Un’altra similitudine con la realtà è l’allagamento di Manhattan. Quel che si pensava solo uno scenario di fantascienza nel 2004 e che è poi diventato reale nel 2012 durante l’uragano Sandy.

Anche Snowpiercer (2013) è ambientato in una futura era glaciale. Raffigura un mondo decimato per colpa di falliti tentativi per fermare il cambiamento climatico. I pochi sopravvissuti viaggiano su un treno alimentato da un moto perpetuo. Di datazione più vecchia ma con scenari simili, troviamo Waterworld (1995). Siamo nell’anno 2468: il mondo è stato completamente sommerso dalle acque a causa dell’innalzamento dei mari e i pochi superstiti vivono in città galleggianti. Infine, per il capitolo fantascienza resta da nominare il film I figli degli uomini (2006). In questa pellicola si affronta il tema della natalità e del pericolo di estinzione della razza umana.

film sulla natura tratti da storie vere

Tutto un altro filone riguarda i film che raccontano storie realmente accadute. Un must di questo genere è Erin Brockovich (2000). Una giovane Julia Roberts nei panni di una segretaria di uno studio legale che finisce per indagare la contaminazione delle acque di Hinkley per mano della Pacific Gas and Eletric Company. Sempre sull’inquinamento idrico è uscito quest’anno Cattive Acque (2020) con protagonista Mark Ruffalo. Il film si riferisce al caso dell’avvocato Robert Bilott contro il colosso DuPoint.

Il ragazzo che catturò il vento (2019) narra invece di un giovane ragazzo del Malawi che trova un’ingegnosa soluzione per fermare la siccità e la carestia che da anni flagella il paese: sfruttare la forza del vento. La pellicola si si basa sui fatti realmente accaduti all’inventore e scrittore William Kamkwamba. Un’altra storia incredibile ma vera viene raccontata in Qualcosa di straordinario (2012). Rachel Kramer (Drew Barrimore),attivista ecologista, accompagna l’ex compagno e report televisivo in una missione in Alaska per salvare tre esemplari di balene grigie. Il regista si è ispirato all’ Operation Breakthrough del 1988. Into the Wild – Nelle terre selvagge (2007) riporta il viaggio straordinario di Christopher McCandless attraverso l’America. Il protagonista abbandona la vita di città e il consumismo per ritrovare un rapporto autentico con la natura, passando quindi da un estremo all’altro verso un destino inesorabile.

Commedie: film sulla natura per riflettere

Tornando alle pellicole con sceneggiature inventate, presentiamo ora un genere più leggero che può però offrire spunti di riflessione: la commedia. In Captain Fantastic (2016) ricorre il tema della fuga nella natura. Un padre di famiglia decide di non piegarsi al conformismo della moderna società consumistica e cresce i suoi figli nei boschi dello stato di Washington. Downsizing – Vivere alla grande (2017) vede Matt Damon nei panni di un personaggio sottoposto a un esperimento di rimpicciolimento. Nel mondo ci sono infatti troppe persone e l’unica maniera per risolvere il problema della sovrappopolazione è la diminuzione in scala della presenza umana, che consumerà così di meno risorse e produrrà meno spazzatura. La donna elettrica (2018) tratta di un’ecoterrorista impegnata a sabotare le linee elettriche degli impianti siderurgici, fino a quando il desiderio di maternità la metterà davanti a una scelta cruciale.

film sulla natura tra finzione e realtà

Continuiamo con dei titoli di film dalla sceneggiatura inventata ma che trovano riscontro nella realtà. Un mondo fragile (2015) parla del ritorno di un campesino alla sua terra per aiutare la famiglia abbandonata 17 anni prima. Lo scenario che trova davanti a sé è ben diverso da quello che aveva lasciato: gli abitanti lavorano ora in una grossa monocultura di canna da zucchero, piegati dai diktat del “progresso”. Di vecchia datazione sono invece La foresta di smeraldo (1985) e Dove sognano le formiche verdi (1984). Il primo dipinge un’ambientazione purtroppo molto attuale: la disputa fra un’impresa ingegneristica e una popolazione di indigeni nella foresta amazzonica. Il secondo film narra invece la vicenda del territorio conteso fra gli aborigeni australiani e una compagnia mineraria, in parte rifacendosi alla reale disputa legale “Milirrpum contro Nabalco Pty Ltd”.

I protagonisti del film Re della terra selvaggia (2012) sono Hushpuppy e Wink, una bambina e suo padre che vivono nelle paludi della Lousiana. Il territorio è soggetto a continue alluvioni, in peggioramento a causa del surriscaldamento globale. L’innalzamento della temperatura aumenta infatti la probabilità di eventi estremi come gli uragani. Wink scopre di avere una grave malattia e cerca di insegnare alla figlia come sopravvivere senza di lui.

Docu-film sulla natura e sui disastri ecologici

Anche Un posto sicuro (2015), seppur romanzato in alcune parte, riprende i fatti storici del caso italiano Eternit. Amore e dolore ruotano attorno alle vicende di Casale Monferrato, dove moltissime persone furono colpite da malattie polmonari a causa della lavorazione dell’amianto. L’inchiesta aperta negli anni Settanta porterà alla chiusura dell’impianto e alla dismissione della fabbricazione di amianto in Italia. Sempre di produzione italiana, Biùtiful cauntri (2007) affronta il tema dei rifiuti in Campania. Ecomafia, discariche abusive, inquinamento: un’analisi dettagliata di un problema ambientale e sociale che affligge una delle più belle regioni italiane.

Per ultimo, proponiamo il docu-film The Age of Stupid (2009). In questa pellicola il regista Franny Armstrong mescola immagini reali, parte recitate e pezzi d’animazione per dipingere una sceneggiatura distopica simile a quelle descritte sopra per i film di fantascienza. Il protagonista vive in un pianeta devastato nel 2055 e osserva i comportamenti degli uomini di cinquant’anni prima, ponendosi la seguente domanda: “Perché non abbiamo fermato il riscaldamento globale quando ne avevamo l’opportunità?”.

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Ricordiamoci della realtà quando la tv si spegne

Abbiamo scelto di menzionare questo film alla fine di un lungo elenco per ricordare che gli scenari sopradescritti – uragani, città allagate, carestie dovute alla siccità, contese fra popolazioni indigene e grandi imprese – non esistono solo nella finzione, ma sono reali e in aumento in varie parti del mondo. I titoli elencati possono dunque stimolarci ad approfondire, indagare e capire la realtà scientifica che sta dietro alle immagini che vediamo nello schermo della televisione o del pc. Soprattutto durante queste feste, vedere un film sulla natura e sul cambiamento climatico è un ottimo passatempo che possiamo adottare per accrescere la nostra conoscenza sulle tematiche ambientali.

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di Federica Bilancioni
Dic 23, 2020
Nata nel 1994 a Fano, si laurea in Storia all’Università di Bologna. Decide poi di iscriversi alla magistrale Global Cultures ed è grazie ad una materia specifica di questa magistrale che si appassiona alla tematica ambientale. Dal 2017 infatti, Federica fa ricerca sul cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile. Dopo l’Erasmus a Lund (Svezia), la sua vita si orienta ancora di più in questa direzione, organizzando conferenze e dibattiti sulle tematiche ecologiche. Nel 2019 si iscrive al Master di I livello Comparative Law Economics and Finance presso l’International University College di Torino. Negli anni universitari collabora con Limes Club Bologna e scrive articoli per limesonline e Affari Internazionali. Attualmente insegna lettere e collabora con L’Ecopost per aumentare la copertura di stampa sulla crisi ecologica e diffondere buone pratiche per mitigarla.

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