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Il risultato (deludente) del Summit ONU

Tempo di lettura 3 minuti

Il summit ONU sul clima del 23 settembre mi e’ sembrato paragonabile a una di quelle riunioni di ufficio inutili, che potrebbero essere riassunte con una email. Ovviamente, il potenziale dell’evento era altissimo. Una grande opportunita’ di affrontare problemi tutt’altro che risolvibili a distanza. Purtroppo pero’ nessuno, se non la giovane Greta Thunberg e il presidente delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dimostrato una spiccata preoccupazione per quello che sta accadendo al nosro pianeta.

Leggi il nostro articolo “Il discorso di Greta all’Onu e i numeri della politica”

Chi sbaglia non paga

Il risultato migliore e stato l’annuncio da parte di 77 Paesi di impegnarsi ad azzerare le emissioni entro il 2050. Di questi, pero, la maggior parte ha contribuito solo in minima parte alle emissioni totali di anidride carbonica. I Paesi invece che maggiormente hanno contribuito e contribuiscono tuttora all’aumento della temperatura terrestre come Cina, Stati Uniti, India, Russia e Giappone non hanno mostrato la volonta di voler fare di piu’, il che sarebbe totalmente in loro potere. Semplicemente si atterranno agli accordi di Parigi.

Dal canto suo, il presidente americano Donald Trump non ha cambiato idea rispetto alla sua decisione dello scorso anno di sfilarsi dagli accordi sul clima di Parigi. Anzi, inizialmente aveva persino annunciato di non volersi presentare al Summit. A sorpesa, invece, e’ entrato in aula, fermandosi per circa 15 minuti, giusto il tempo di ascoltare gli interventi di Angela Merkel e Narendra Modi, il primo ministro indiano. Nessuna parola, nessun impegno, nessun ripensamento. La sua presenza e’ stata penso paragonabile a quella di un bambino col muso che per capriccio minaccia di non prendere parte alla cena di famiglia. Ma, appena questa si riunisce, esce di soppiatto dalla cameretta e si affaccia in cucina per richiamare l’attenzione. Come se volesse dire al mondo che, per quanti sforzi si facciano, in mancanza degli Stati Uniti vi e’ poco da sperare. E vorrei con tutta me stessa che non avesse ragione.

Brasile, India e Turchia sul filo del rasoio

Il suo compagno di giochi, il presidente brasiliano Bolsonaro, non ha invece avuto remore nell’invocare il diritto sovrano a gestire la questione Amazzonia come meglio crede, affermando: “L’Amazzonia non è patrimonio dell’umanità”.

Leggi il nostro articolo: Bolsonaro vuole distruggere l’Amazzonia

Il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, ha detto che la sua nazione si impegnerà ad aumentare la quota di energia proveniente da rinnovabili entro il 2022. Non ha fatto pero’ alcun riferimento alla riduzione della dipendenza da carbone. Nemmeno il Presidente della Turchia Erdoğan ha annunciato nessun piano per diminuire l’utilizzo del carbone, né ha espresso l’intenzione di ratificare gli Accordi di Parigi. Vorrebbe invece che la Turchia fosse riclassificata come Paese in via di Sviluppo, cosi’ da poter accedere a fondi speciali.

Bill Gates e gli altri

Le uniche iniziative significative ma, purtroppo, non sufficienti, sono state proposte dal mondo della finanza, privati e aziende. Diversi gestori di fondi infatti proveranno a presentare piani finanziari improntati a emissioni zero entro il 2050, e decine di compagnie private si allineeranno agli obiettivi della COP21. La Bill and Melinda Gates Foundation, insieme alla Banca Mondiale hanno annunciato impegni finanziari per 790 milioni di dollari. L’obiettivo e’ di migliorare la resilienza di oltre 300 milioni di piccoli produttori alimentari che devono affrontare l’impatto sul clima. Infine, più denaro è entrato nelle casse del Green Fund, il fondo destinato ad aiutare le nazioni in via di sviluppo nelle questioni climatiche: grazie all’impegno di Islanda, Svezia, Danimarca, Norvegia, Francia, Regno Unito e Canada, ora vi sono stanziati 7 miliardi di dollari.

Intanto, a discapito delle non-decisioni dei grandi, il movimento ambientalista popolare si fa largo per le strade di tutto il mondo e non sembra rinunciare alla richiesta di essere, un giorno, ascoltato.

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