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Le abitudini degli scienziati per combattere il cambiamento climatico

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Cosa posso fare, nel mio piccolo, per ridurre le emissioni legate al mio stile di vita?”. É questa una delle domande più frequenti su cui si interroga chi è riuscito a comprendere fino in fondo l’urgenza del cambiamento climatico. E spesso la risposta non è così immediata. Tuttavia il modo migliore per darle una risposta è seguire l’esempio di chi ha dedicato ai cambiamenti climatici un’intera vita professionale. Gli scienziati che studiano il clima, ben consci dell’importanza del tema, hanno infatti a loro volta attuato degli accorgimenti nella loro vita di tutti i giorni per abbassare la propria impronta ecologica e fare la loro parte nella lotta al cambiamento climatico. Quali sono? Scopriamolo insieme.

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Gli scienziati che non volano per mitigare il cambiamento climatico

In un articolo del “The Guardian” il giornalista ambientale Danel Masoliver ha chiesto a 5 scienziati, che da anni studiano il cambiamento climatico, come questi abbiano modificato il proprio stile di vita per essere coerenti con le loro scelte professionali. E le risposte di tutti non lasciano spazio a dubbi. Gli intervistati hanno dichiarato, nella loro totalità, di aver smesso, o quasi, di prendere voli. Gli aerei sono infatti il mezzo di trasporto che ha il più alto impatto ambientale per passeggero.

Leggi il nostro articolo: “KLM: la prima compagnia aerea che invita a non volare”

Tom Bailey, il primo degli intervistati, ha dichiarato di viaggiare solo via terra in Europa e di prendere un volo di lunga tratta solamente una volta ogni 3 anni. Dave Reay, docente dell’Università di Edimbrugo, non vola dal 2004. Il Dr. Kimberly Nicholas, dell’Università di Lund, ha ridotto i suoi viaggi in aereo dell’80%. Diverse soluzioni e diversi approcci per un unico problema. La necessità di diminuire drasticamente la quantità di aerei che circolano sul pianeta Terra. Inutile aggiungere che tutti gli scienziati, interrogati sulla questione automobile, hanno dichiarato di non utilizzarla o di averne acquistato una elettrica.

Leggi il nostro articolo: “Mobilità elettrica: perchè conviene”

La dieta come mezzo per ridurre la propria impronta ecologica

Un altro fattore che ha messo d’accordo tutti gli scienziati interpellati per spiegare come ognuno possa ridurre il proprio impatto sul cambiamento climatico è quello della dieta. Tutti gli intervistati hanno deciso di abbandonare la carne e, molti, anche i latticini. Secondo il Dr. Kimberly adottare una dieta vegana per un anno può far risparmiare 150 volte più emissioni rispetto all’utilizzo di una borsa da shopping riulitizzabile nello stesso arco di tempo. Un dato molto significativo e che mostra chiaramente come questo aspetto delle nostre vite sia assolutamente prioritario nella lotta al cambiamento climatico.

Leggi il nostro articolo: “Dieta e sostenibilità: una guida pratica”.

Un cambiamento delle proprie abitudini alimentari deve andare di pari passi con un cambio delle proprie abitudini di consumo. Tom Bailey, nell’intervista, ci dice infatti che in Europa ogni persona consuma in media circa 3.500 calorie al giorno con tutte le problematiche relative alla necessità del pianeta di fornire queste risorse che, semplicemente, non sono necessarie. Allo stesso modo l’Europeo medio compra, mediamente, 24 nuovi capi d’abbigliamento ogni anno. Bailey ne compra 3 e, quando possibile, di seconda mano.

Siobhan Pereira, invece, parla del modo in cui è riuscito a diventare plastic-free grazie all’utilizzo di detergenti solidi, sia per la casa sia per l’igiene personale, all’acquisto di uno spazzolino in bambù e di diversi contenitori in vetro ricaricabili.

Leggi il nostro articolo: “Ridurre la plastica nell’igiene personale”

Tutti possiamo fare la nostra parte

Spesso ci si sente piccoli di fronte ad un problema di portata apocalittica come il riscaldamento globale. Ma i dati ci dicono che il cambiamento può, e deve, partire dalle nostre scelte. Il Dr. Kimberly afferma infatti che il 72% delle emissioni a livello globale sono generate dalle decisioni che ognuno prende in ambito privato. Queste includono le scelte sulla mobilità, in particolare l’utilizzo di aerei e automobili, quelle sulla dieta e quelle relative ai metodi di fornitura energetica delle nostre case. Viene da sé che, già agendo solamente su questi tre fattori, ognuno di noi è in grado di fare, eccome, la sua parte.

Leggi il nostro articolo: “Casa a impatto zero: quali soluzioni”

Una sfida che, anche grazie ai consigli degli esperti, non è impossibile da vincere. Soprattutto per chi decide di affrontarla con convinzione e con la consapevolezza che dare l’esempio è l’unico vero modo per poter fare la differenza. Tutti quanti possiamo dire la nostra e per farlo serve solo ascoltare quello che la scienza ci dice da anni. Per fermare i cambiamenti climatici e le conseguenze devastanti che avranno sulle nostre vita occorre cambiare. E non c’è più molto per farlo.

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di Luigi Cazzola
Lug 25, 2019
Nato nel 1991 a Fano, laureato in Lingue e Comunicazione. Marketer di professione e diverse esperienze all’estero alle spalle. Da ormai qualche anno ambientalista convinto, a Settembre 2018 arriva la svolta che stava aspettando. Viene selezionato per il “Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti”, dove può finalmente approfondire tematiche relative tanto al giornalismo quanto all’ambiente. Fermamente convinto che la lotta al cambiamento climatico sia la più importante battaglia della sua generazione, decide di mettere le competenze acquisite al servizio di tutti per accrescere la consapevolezza legata a questo tema e fornire consigli pratici per orientare le scelte dei singoli verso un approccio più green grazie ad un consumo più critico e consapevole. Per L’Ecopost si occupa di redazione di contenuti, sviluppo Front-End e comunicazione sui Social Media.

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