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Italia sara’ prima nel mondo a insegnare clima nelle scuole

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Se vi è qualcosa in cui l’Italia eccelle è l’alto livello di conoscenze teoriche che la scuola infonde nei giovani, con tutte le conseguenze sia positive che negative del caso. Non stupisce, quindi, che il nostro Paese sia il primo al mondo a voler introdurre nelle scuole una nuova materia di studio: il Clima.

Un’ora a settimana

“Da settembre prossimo – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti – tutte le scuole dedicheranno 33 ore all’anno, circa un’ora a settimana, ai cambiamenti climatici”. Ma non finisce qui. Fioramonti ha aggiunto che “molte materie tradizionali, come geografia, matematica e fisica, saranno studiate in una nuova prospettiva legata allo sviluppo sostenibile”. Ha aggiunto inoltre che “l’intero ministero sta cambiando affinché la sostenibilità e il clima siano al centro del modello educativo”.

Il fatto di introdurre lo studio dello sviluppo sostenibile anche in altre materie è sicuramente positivo. La speranza è che sia un incentivo per integrare quella che è l’istruzione tradizionale italiana, molto teorica, con una più pratica e attuale.

Alcuni rischi

Vi è anche però il rischio che accada il contrario, ovvero che il clima e lo sviluppo sostenibile siano trattati in maniera puramente informativa, senza incentivare gli alunni a mettere in pratica le nuove conoscenze. Il ministro pentastellato non ha rivelato nulla riguardo, per esempio, al metodo con cui questa materia verrà insegnata, né con quali criteri verranno selezionati gli insegnanti. Sopratutto, non si sa da dove attingeranno i fondi per pagare persone adeguatamente qualificate.

Vincenzo Cramarossa, portavoce di Fioramonti, ha dichiarato alla CNN che, per iniziare, un gruppo di esperti scientifici, tra cui Jeffrey D. Sachs, direttore del Center for Sustainable Development della Columbia University e il teorico social-economico americano Jeremy Rifkin, aiuteranno il ministero a riqualificare il curriculum nazionale così da prestare maggiore attenzione ai cambiamenti climatici e alla sostenibilità.

Leggi il nostro articolo: Scienziati: “Emergenza clima. Ci aspettano sofferenze indicibili”

Viene però da chiedersi se un’ora alla settimana sia sufficiente per un argomento che tratta di una crisi impellente, che deve essere risolta, o gestita, il più velocemente ed efficacemente possibile. Fioramonti stesso ha dichiarato che i giovani devono essere consapevoli di quello che stiamo vivendo. Sopratutto devono sapere cosa ci riserva il futuro se non verranno attuate determinate azioni per invertire la tendenza.

Un’ora a settimana, però, è quella solitamente dedicata all’ora di religione. Molti potrebbero vederla come una materia aggiuntiva poiché trattata velocemente, senza probabilmente un sistema di valutazione adeguato agli standard delle altre materie. Inoltre, integrare lo sviluppo sostenibile agli altri insegnamenti sarà compito di ogni singolo insegnate. Questo, vista l’assenza in Italia di una preparazione in materia, potrebbe quindi non prendere particolarmente in considerazione questa direttiva.

Meglio di niente

Criticare, però, una decisione potenzialmente positiva e ancora in stato embrionale non sarebbe costruttivo. Il ministro Fioramonti sta sicuramente agendo in buona fede, cercando forse di imprimere un cambiamento nell’educazione italiana in modo dolce e senza strappi.

D’altra parte il Ministro ha sempre supportato i giovani di Fridays for Future e ha anche proposto l’introduzione della tassa sui voli aerei, sulla plastica e gli alimenti zuccherati, ricevendo per questo non poche critiche. E, in ogni caso, un’informazione capillare di qualunque tipo, sopratutto a livello scolastico, è sempre meglio di nessuna informazione.

Leggi anche: Tasse su voli e merendine: la prima mossa del neoministro Fioramonti?

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di Iris Andreoni
Nov 18, 2019
Nata a Milano nel 1991 ma bergamasca di adozione, è tornata nella sua città natale per conseguire la laurea specialistica in Lettere Moderne, un corso di studi che ha cambiato la sua vita e il suo punto di vista sul mondo. Ha infatti imparato ad approfondire e affrontare criticamente argomenti di varia natura e dare in questo modo priorità a ciò che nella vita è davvero importante. Il rispetto per l’ambiente è una di queste cose e, grazie ad alcuni libri e documentari, ma anche dopo due viaggi in Asia, Iris si interessa in modo particolare a questo ambito. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Collabora come redattrice con il giornale Bergamo Post e ha poi l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Qui conosce altri aspiranti giornalisti e insieme decidono di dare il loro contributo per informare l’Italia riguardo all’emergenza ambientale cui stiamo assistendo e di cui non molti sembrano essersi accorti. Per l’Ecopost Iris si occupa della redazione di contenuti e comunicazione sui Social Media.

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