Tasse su voli e merendine: la prima mossa del neoministro Fioramonti?

Il governo giallorosso si è presentato davanti alla Camera e al Senato per chiedere la fiducia. La nuova maggioranza parlamentare, formata da PD e Movimento 5 stelle, si preannuncia nel nome di una forte discontinuità di contenuti. Per quanto riguarda la tematica ambientale, entrambi i partiti hanno definito prioritaria l’esigenza di attuare una svolta verde che combatta il cambiamento climatico. Già dalle prime dichiarazioni si può cogliere qualche segnale in questa direzione. In particolare, stanno facendo molto discutere le intenzioni espresse dal neoministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti di voler inserire tasse su voli aerei, merendine e bibite gassate per poter finanziare istruzione e ricerca.

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Meno voli, più istruzione. Le tasse verdi per la scuola

È sufficiente leggere il curriculum del ministro appena designato per poter scorgere la sua sensibilità ecologica. Lorenzo Fioramonti, classe 1977, ricercatore economico con cattedra a Pretoria, coordina il più grande centro sullo sviluppo sostenibile in Africa. Ha sposato l’attivista ambientale Janine Schall Emdem, con cui ha girato il documentario The Age of Adaptation. Nel film si sostiene che il primo passo per risolvere la crisi climatica sia riconoscere che l’attuale modello economico non è più sostenibile.

Ora ministro dell’istruzione del governo Conte bis, Fioramonti ha risposto così a chi gli chiedeva come intende finanziare la stabilizzazione dei precari e nuovi fondi alla ricerca: “Vorrei delle tasse di scopo: per esempio sulle bibite gasate e sulle merendine o tasse sui voli aerei che inquinano”. Parole che hanno fatto scatenare già parecchi malumori, a fiducia parlamentare non ancora espressa. Che cosa c’entrano nuove tasse su voli e merendine con la scuola? Hanno criticato gli oppositori. La proposta può invece avere senso se si guarda al complessivo benessere dei cittadini nel lungo termine.

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Il peso ecologico di alcune scelte

Partiamo dalla tassa sui voli. La maggior parte delle persone non è affatto consapevole di quanto si inquini con un solo volo intra-continentale preso per passare il weekend altrove. Una ricerca del Guardian attesta che un viaggio Londra-Roma produce più di quanto emesso da alcuni cittadini del mondo in un anno intero. Alzare le tariffe dei voli avrebbe quindi il duplice scopo di aumentare la consapevolezza nei passeggeri e allo stesso tempo stimolarli a prendere mezzi alternativi. Fino a poco tempo fa sembrava un’utopia dei più convinti ecologisti. Ora sta diventando addirittura una moda: “fligskam” o “Flight-shaming”, che letteralmente significa la “vergogna di volare”. Certamente ha aiutato l’esempio di Greta Thunberg, in questi giorni a New York per partecipare al Summit dell’Onu sul Clima in programma per il prossimo 23 settembre. L’attivista svedese ha trascorso 15 giorni su una barca vela per attraversare l’Atlantico ed evitare l’uso dell’aereo.

Allo stesso modo, mettere mano all’alimentazione aiuterebbe in larga misura a combattere il cambiamento climatico. Il mercato del cibo è responsabile per un terzo delle emissioni globali di anidride carbonica; gran parte di queste emissioni sono legate al sistema industriale su larga scala gestito da grandi catene e grandi firme come McDonald e CocaCola. Tassare merendine e bibite gassate assume quindi un valore innanzitutto educativo, ma punta anche a individuare nel monopolio delle multinazionali una delle cause maggiori della crisi climatica. Oltre ovviamente alle ricadute positive che avrebbe sulla salute, dato che nel mondo ci sono 2 miliardi di persone considerate in sovrappeso o affette da obesità.

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Gli altri paesi che hanno aumentato le tasse sui voli

Perciò, le proposte avanzate dal neoministro Fioramonti assumono rilevanza se inquadrate in un disegno politico ben più ampio, che miri al benessere dei cittadini e del pianeta. Altri paesi hanno già adottato misure simili: per esempio, l’introduzione di una tassa sullo zucchero è avvenuta durante il mandato Obama negli Stati Uniti. In quel caso aveva giocato un ruolo chiave la First Lady Michelle Obama, impegnata in campagne nazionali di educazione alimentare come Let’sMove!. Più recente è la decisione della Francia, che ha deciso di porre una tassa di 1.5€ sui voli europei e di 3€ sui voli extra-continentali; cifre ancora maggiori verranno imposte ai voli business, per limitare tutte quelle persone che volano quotidianamente solo per presenziare ad una riunione e poi tornare a casa in serata.

Una “svolta verde” globale

Le perplessità sollevate dai critici non possono essere ignorate. Non si può infatti sperare che con una tassa di 1.5€ il cittadino medio preferisca viaggiare da Napoli a Parigi con il treno piuttosto che con l’aereo. Né si possono cambiare le abitudini alimentari di milioni di bambini aumentando di poco la tariffa di un McChicken. Questi provvedimenti sono solo l’inizio. Bisogna attuare campagne di educazione di massa sull’impatto che il proprio stile di vita può avere sulla salute e sul cambiamento climatico. Solo così le proposte di Fioramonti assumono valenza concreta per il Ministero dell’Istruzione da lui presieduto. Certo è che, se il buongiorno si vede dal mattino, questo governo potrebbe finalmente compiere azioni decisive per la “svolta verde” voluta dalla maggior parte degli italiani. Alle parole del neoministro devono seguire azioni concrete sul piano nazionale; infine, gli sporadici interventi dei vari stati devono essere convogliati verso un piano globale di emergenza climatica.

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