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Oggi, 22 aprile 2020, si celebra il cinquantesimo anniversario dell’Earth Day, la Giornata della Terra. Anche se, a dirla tutta, non ci sarebbe nulla da festeggiare, vista la condizione nella quale si trova ancora il pianeta dopo mezzo secolo di manifestazioni, lotte e insufficienti provvedimenti da parte dei politici di tutto il mondo per contrastare quella che è diventata la sfida più grande dell’umanità: il cambiamento climatico.

La storia dell’Earth Day

Gli anni ’70 ci hanno insegnato molto in merito alla capacità degli uomini comuni di far sentire la propria voce, a discapito dei potenti. Per anni, infatti, molti popoli della terra sono stati tacciati, a cominciare dai regimi totalitari e successivamente con il potere lobotomizzante del consumismo e la globalizzazione. Nel famoso ’68, coloro che non volevano più far parte della massa inchinata a ideali pericolosi hanno iniziato a riempire strade e piazze per far sentire la propria voce. Hanno iniziato, insomma, ad agire.

Maggio 1970. Manifestanti davanti alle Casa Bianca contro la guerra in Vietnam.

Ed è così che nel 1970, alle migliaia di manifestazioni contro la guerra del Vietnam, contro la globalizzazione, a favore della liberalizzazione della sessualità e dell’espressione personale, si sono uniti anche gli ambientalisti. Nell’aprile di quell’anno è stato istituito il primo Earth Day, anche se in conseguenza a un evento poco piacevole.

Un anno prima una piattaforma petrolifera californiana si guastò e causò il riversamento di un’elevata quantità di petrolio nel canale di Santa Barbara. Il danno all’ambiente fu enorme e queste tante, troppe gocce nere fecero traboccare il vaso di quello che diventerà ufficialmente il movimento ambientalista. Potremmo quasi considerarli i precursori di quelli che oggi sono i Fridays For Future. Infatti, la maggior parte dei 20 milioni di manifestanti negli Stati Uniti erano studenti e giovani preoccupati per il futuro loro e del pianeta. E che, allora come oggi, stavano facendo la differenza.

La prima pagina del New York Times il 23 Arile 1970.

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Politica, economia e ambiente: collaborazione difficile

Per quanto però sia importante la spinta dal basso per dare il via al cambiamento, questi devono essere sigillati da chi tiene le redini del carro, ovvero i politici e chi detiene il potere. Dopo la nascita dei movimenti ambientalisti, sono stati fatti molti progressi, sono state redatte le prime leggi ambientali e sono nati i primi enti intergovernativi.

  • Il più importante è stato fondato nel 1988 con il nome di Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento climatico. Ancora una volta, fa specie pensare che l’IPCC sia nato più di trent’anni fa e che oggi siamo ancora qui, in piena emergenza. Le conferenze che si sono susseguite negli anni seguenti sono state importanti, anche se non decisive. Di queste ne ricordiamo alcune.
  • Nel 1992 a Rio de Janeiro è stata adottata la Convezione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera. Questa entra in vigore senza alcun vincolo per le nazioni.
  • Nel 1997 viene adottato il Protocollo di Kyoto che prevede riduzioni o limitazioni quantitative delle emissioni di gas serra per trentotto paesi industrializzati più l’UE, con la possibilità di utilizzare lo scambio di quote di emissioni. Il protocollo, però, entra in vigore solo nel 2005.

Dopo il fallimento una piccola svolta

  • Nel 2009 si tiene a Copenaghen la più fallimentare tra tutte le conferenze sul clima. L’obiettivo della COP era quello di stabilire un ambizioso accordo globale sul clima. Nel testo dell’accordo, messo a punto dai capi di stato di USA e Cina, con il contributo di India, Brasile e Sud Africa, si introduce per la prima volta la necessità di evitare il superamento della soglia dei 2°C di temperatura media del pianeta. In più si prevede di stabilire il Fondo Verde per il Clima, ovvero un ingente impegno finanziario da parte dei paesi industrializzati verso quelli più poveri. Di fatto, però, l’accordo non risulta vincolante né operativo e viene tutto rimandato al 2015 (sei anni dopo!!).
  • Nel 2015 a Parigi finalmente si riaccende la speranza. L’obiettivo del famoso accordo di mantenere la temperatura «ben al di sotto dei 2 °C», diventa inderogabile. Una delle disposizioni chiave dell’accordo è la creazione di un meccanismo di revisione per gli impegni dei vari paesi che avrà luogo ogni cinque anni.
Foto scattata a Parigi alla fine della Cop21, dopo che è stato firmato l’Accordo

Cop25 e Cop26. Due fallimenti consecutivi

Ma nel 2019 la COP25 di Madrid è stato un ennesimo fallimento, sopratutto a fronte del fatto che nel 2018 gli Stati Uniti, ovvero uno dei paesi più inquinanti del pianeta si sono sfilati dall’accordo di Parigi.

Inoltre, il tetto massimo delle emissioni globali doveva necessariamente essere abbassato, poiché è scientificamente provato che, con le politiche attuali, il riscaldamento del pianeta raggiungerà i 3,1-3,7°C. Cina, India, Brasile, Sudafrica e Australia però si sono rifiutate di aggiornare il loro limite delle emissioni. Non fosse che ad oggi Cina e India sono i paesi più inquinanti in assoluto.

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I capi di Stato hanno quindi deciso, per l’ennesima volta, di rimandare le decisioni al 2020. Ironia della sorte, la COP26 che si sarebbe dovuta svolgere a Glasgow a novembre è stata rimandata al 2021 per la pandemia globale.

Ancora più tristemente ironico è il fatto che il diffondersi su larga scala dell’epidemia di coronavirus è dovuta molto probabilmente ad alcuni dei fattori che hanno determinato il riscaldamento globale. Questi sono, principalmente, l’inquinamento e gli allevamenti di animali selvatici per il consumo della loro carne da parte dell’uomo.

In più, quest’anno segnava l’inizio del decennio determinante per il pianeta. Restano infatti ormai soltanto otto anni per poter diminuire drasticamente le emissioni di gas serra e prevenire una catastrofe climatica.

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L’importanza dell’Earth Day

Ecco perché l’Earth Day quest’anno è ancora più importante. Sia perché dobbiamo tornare a far sentire che i popoli, che negli anni ’70 hanno iniziato questa protesta, non hanno perso la loro voce. Sia perché, anche durante questa tragica emergenza sanitaria, non bisogna dimenticarci di un’altra emergenza, potenzialmente più distruttiva: quella climatica.

Il tema dell’Earth Day di quest’anno è la “climate action“, l’azione climatica. Anche in questo caso la sorte ci ha sbeffeggiato e ha voluto che questo tema fosse protagonista di un periodo nel quale le possibilità di azione sono molto limitate. In realtà, però, stiamo facendo più adesso per il clima di quanto sia mai stato fatto nella storia recente. Gli aerei sono stati bloccati, abbiamo limitato ogni acquisto inutile, abbiamo ridotto gli sprechi, il sistema economico basato sui principi del capitalismo e della crescita infinita è stato bloccato.

Questa quarantena, però, prima o poi finirà. Non dobbiamo quindi sederci sugli allori, ma dobbiamo usare questo tempo per continuare a far sentire la nostra voce, e informarci riguardo al pianeta e al suo futuro. Ecco quindi cosa puoi fare durante la giornata di oggi.

Gli eventi on-line

Eventi in inglese

  • Sul sito ufficiale dell’Earth Day si terrà l’EarthDay Live, una diretta live non-stop dal 22 aprile al 24 aprile. Durante la diretta vi saranno attivisti, artisti, leader politici che cercheranno di ispirare le persone alla mobilitazione e all’azione climatica. Qui si possono consultare tutti gli eventi ufficiali in tutto il mondo.
  • La NASA ha messo a disposizione sul suo sito giochi online, quiz, video informativi, video in diretta dallo spazio.
  • One Earth Film Fest permette di vedere, dopo la registrazione, uno o più film sull’ambiente gratis e di partecipare a discussioni con esperti attraverso la chat di zoom.
  • Su Apple+ è disponibile il nuovo corto sull’ambiente di Apple. Di seguito il trailer.

Eventi in italiano

  • One people One planet è un palinsesto creato da Earth Day Italia e Movimento dei Focolari, che andrà in onda il 22 aprile su Rai Play. Si tratta sostanzialmente della stessa staffetta digitale di Earth Day Live, ma in lingua italiana. Qui si uniranno artisti, scienziati, giornalisti, rappresentanti istituzionali e gente comune che interverranno in una sorta di gigantesca conferenza sul clima alla quale si può assistere gratuitamente dal nostro divano.
  • Flash Mob di Legambiente “Abbracciamola”. L’iniziativa prevede che chiunque voglia aderire posti sui social una propria foto aggiungendo gli hashtag #Abbracciamola ed #EarthDay. “Spazio alla fantasia – dice Legambiente – aprendo alla possibilità di dimostrare il proprio amore per il Pianeta anche abbracciando ad esempio un mappamondo, una foto o disegno della Terra, ma anche una mappa geografica o una versione del pianeta scolpita”.
  • Yoga per la Terra. Extinction Rebellion Verona organizza un evento di Yoga live su zoom per tutti i livelli. L’incontro live si terrà dalle 19:00 alle 20:30. Qui il link all’evento Facebook.

Cosa fare a casa

Infine, ti consigliamo, durante questa giornata, di mettere in atto piccole azioni che fanno bene all’ambiente. Cerca, poi, di far sì che siano l’inizio di un cambiamento e non solo un evento circoscritto. Ecco alcuni esempi.

Il fatto che i piatti vegani siano poco invitanti o senza sapore non corrisponde alla realtà.
  • Cucina e consuma solo cibo vegetariano o vegano.
  • Invece della solita serie TV, scegli di guardare un film o un documentario sull’ambiente. Sul sito di Fridays For Future trovate la sezione “Quarantena For Future” dove ne sono elencati moltissimi. Anche nella nostra sezione “documentari sull’ambiente” potete trovare molti film e serie con le relative recensioni.
  • Sempre sul nostro sito, nella selezione dell’Ecopost, potete trovare i link per acquistare molti libri sull’ambiente. Leggendo un libro consumerete meno energia elettrica rispetto al vedere un film e vi terrà compagnia più a lungo.
  • Svuotate il vostro armadio e liberatevi di ciò che non vi serve, con la promessa di utilizzare, d’ora in poi, soltanto l’essenziale. I vestiti che scartate non buttateli. Dateli in beneficenza oppure consultate il sito di Armadio Verde. Si tratta di una bella iniziativa di scambio di vestiti usati che evita moltissimi sprechi
  • Fate movimento, come Yoga o Pilates. Oppure meditate. Sono attività utili per riconnettersi con noi stessi e con il mondo intorno a noi, non dandolo per scontato. E, ancora una volta, si tratta di pratiche che non comportano eccessivi consumi.
  • Parlate di ambiente con i vostri genitori, i vostri bambini, o i vostri amici, oppure condividete una riflessione o un articolo postandolo sui social. Potreste essere il primo anello di una catena o infondere in qualcuno una nuova consapevolezza ambientale.
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