Una delle regole da seguire per viaggiare creando meno rifiuti plastici possibili è proprio quello di evitare l’utilizzo dei flaconcini monouso degli hotel. Di qui a breve tempo resistere alla tentazione sarà molto più semplice.
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Obiettivo plastic-free
Il ministro dell’ambiente Sergio Costa (M5s) ha dichiarato in un comunicato stampa di aver partecipato a “un incontro interlocutorio ma operativo affinché le strutture alberghiere aderenti a Federalberghi si liberino dalla plastica monouso“. L’intenzione, ambiziosa, è che gli hotel italiani possano diventare totalmente plastic-free. Considerando chi era presente durante l’incontro, forse non sarà un obiettivo così ambizioso. Il meeting infatti si è svolto tra il ministro Costa, la presidente del WWF Donatella Bianchi, il vice presidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli, il fotografo subacqueo e documentarista Alberto Luca Recchi e la deputata M5s della Commissione Ambiente Paola Deiana.

Ad oggi è già attivo un protocollo che prevede l’eliminazione della plastica negli alberghi di Roma. Questa decisione era stata presa grazie a Luca Recchi, esploratore e fotografo, che ha dato vita al progetto nel 2018, conquistando l’adesione di alcuni noti alberghi di Roma. Anche qui Recchi aveva avuto il supporto dal WWF, che è da anni in prima linea nella lotta contro la plastica. Nell’accordo di giugno però, agli alberghi romani si sono aggiunti quelli nazionali. Importante infatti la presenza di Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma e Vicepresidente vicario di Federalberghi Nazionale, a cui aderiscono circa 27 mila hotel italiani su 33 mila.
Miliardi di flaconcini ogni anno
L’eliminazione della plastica dagli alberghi è un provvedimento importante, che non può aspettare la direttiva europea del 2001. In ogni hotel vengono utilizzati ogni anno 200 mila flaconi usa e getta per l’igiene personale. Moltiplicati per i 33mila alberghi italiani, sono 6 miliardi e 600 milioni di flaconcini all’anno, e che hanno, forse, un giorno di vita, se non solo qualche minuto.
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La soluzione più efficace per ovviare a questo problema sarebbe eliminare del tutto i piccoli vizi ai quali la società del benessere ci ha abituati. La più realistica è quella accarezzata dal ministro Costa nella sua intenzione di “creare un nuovo mercato“. Se stia parlando di prodotti in plastica biodegradabile, prodotti solidi (shampoo e balsamo solidi), o grandi dispencer di cosmetici in ogni camera non è ancora chiaro. Quello che è certo è che l’ambiente, specialmente i nostri mari, non potranno che beneficiare di questa decisione.

