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“Roma plastic free entro il 2020”. Ma non è abbastanza

Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, annunciava il 27 luglio l’addio alla plastica monouso nel 2020. Quindi, in linea teorica, nel giro di 17 mesi Roma sarà plastic free. Si tratta di una sfida molto ardua, considerata la situazione in cui versa la città. Quello che più viene da chiedersi è se ciò potrà anche placare lo stato di degrado generale, basterà stoppare la plastica per fermare le criticità della città? In primis, pare evidente andrebbe riformulato un piano realistico e realizzabile per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, tutti. Perché spesso ci si imbatte in cumuli di spazzatura e cattivi odori in molti angoli della città, specie nei periodi di festa ed estivi. Viene da pensare ad un ammutinamento di massa tra gli operatori ecologici della capitale. Si potrebbero tirare fuori anche i misteriosi incendi nelle discariche, ma ai quali è impossibile addentrarsi visti i troppi lati oscuri. Al momento non è abbastanza proclamare il plastic free a Roma, servono più iniziative.

roma plastic free

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Un altro dei punti critici della città verte sullo stato allarmante del verde pubblico, il più vasto d’Europa. Verrebbe da dire anche quello più malconcio. Pare siano troppi i 3.932 ettari da poterli mantenere in uno stato dignitoso. Basterebbe organizzazione e una buona gestione delle risorse. Al momento sembrano non esserci né l’una né l’altra. Nel frattempo, chi vive la città si imbatte in vere e proprie paludi sporche che deturpano il valore immenso di una delle mete più visitate al mondo. In più, il degrado porta degrado.

Pochi spiragli di luce oltre al plastic free

Per cominciare, la raccolta porta a porta introdotta da Ama nei soli municipi VI e X, è un po’ poco. Nel primo di questi pare addirittura che stiano tornando gli amati cassonetti su strada a causa della malagestione della raccolta dei rifiuti. Nel 2019 sembra assurdo che una formula di raccolta usata in tante città non riesca ad avere seguito nella capitale. Migliorerebbe di gran lunga la qualità della vita e il decoro urbano. Di recente, l’azienda dei trasporti Atac, famosa più per i disservizi che per altro, ha introdotto un modello green che ricorda quello usato da alcuni supermercati, ovvero il riciclo di bottiglie attraverso delle macchine che in cambio emettono biglietti. A meno di una settimana dal lancio dell’iniziativa si è registrato un grande successo, come riporta RomaToday, con 11.000 bottiglie raccolte. Qualche notizia positiva ogni tanto arriva anche da loro, nella speranza che se ne sentano più spesso.

Anche il Vaticano ha dato il suo contributo, mettendo al bando la plastica monouso. Una voce importante che si unisce al coro del plastic free.

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È evidente che si debbano fronteggiare tutte le criticità legate all’inquinamento e il degrado urbano, per questo sembra piuttosto poco quello che si sta facendo al momento. Le iniziative positive ancora si contano sul palmo di una mano.

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