fbpx

Gli incendi che stanno devastando la California

Per anni è stato definito il “Golden State”, un paradiso in terra. Oggi la California ha invece sembianze più simili all’inferno, tanto che il San Francisco Chronicle non ha avuto paura ad affermare che “parti della California sono diventate troppo pericolose per abitarci” o, ancora, che ormai “è diventato un deserto invivibile”. In questi giorni più di 200.000 persone sono state evacuate a causa degli incendi che stanno devastando lo stato. Uno scenario a cui i californiani dovranno abituarsi.

incendi-california
Photo: U.S. Air Force photo/Tech. Sgt. Roy. A. Santana

Dichiarata l’emergenza per gli incendi in California

Gli accadimenti, che ormai sarebbe superficiale definire “sfortunati”, hanno spinto il governatore Gavin Newsom a dichiarare lo stato di emergenza il 27 Ottobre scorso. Migliaia di pompieri sono da giorni al lavoro per spegnere gli incendi sparsi per la California senza che se ne possano vedere risultati tangibili. I roghi più grandi sono quelli scatenatisi a Santa Clarita Valley ed il Kincade Fire nella contea di Sonomy. Sono centinaia di migliaia le persone che sono state costrette a lasciare le proprie case. Nell’ordine dei milioni, invece, il numero di quelle rimaste senza elettricità. I ripetuti blackout hanno infatti spinto la società energetica locale a sospendere i servizi per limitare i danni alle infrastrutture, già altamente danneggiate dagli eventi.

Leggi il nostro articolo: “Brasile: ucciso guardiano della Foresta Amazzonica”

Lo scopo di questa decisione è anche quello di scongiurare lo scatenarsi di nuovi roghi a causa delle scintille che i cavi elettrici in funzione potrebbero innescare. Nello scorso weekend i venti hanno toccato i 160 chilometri orari contribuendo ad alimentare ulteriormente il fuoco peggiorando drasticamente la situazione. Steve Anderson, meteorologo del National Weather Service  assegnato alla zona di San Francisco, ha dichiarato di “non aver mai visto, in 30 anni di servizio, niente di simile”.

Gli incendi della California sono il nuovo normale?

La California non è nuova ad eventi di questo tipo, soprattutto nella stagione autunnale. Il dato più sorprendente riguarda infatti la ridotta portata degli incendi di quest’anno rispetto alle annate passate. La conta dei morti del biennio 2017/18 si attesta a 130. Quest’anno, per fortuna, il numero di vittime è ancora fermo a zero ma i problemi sussistono. Sono moltissime infatti le persone che avevano da poco finito di ricostruire la propria casa e che sono state costrette ad evacuarla di nuovo, nell’attesa di scoprire se questa volta resisterà o meno agli incendi.

Cosa c’entra col cambiamento climatico?

In un report della California Natural Resources Agency, datato 27 agosto 2018, gli esperti hanno confermato che l’inasprimento della stagione degli incendi in California è legata agli effetti del cambiamento climatico. La regione sarà infatti sempre più soggetta a periodi di lunga siccità che causano la morte degli alberi rendendone gli arbusti estremamente secchi. Queste condizioni rendono vaste aree verdi il nido ideale per il proliferare di incendi di questa portata. Se a tutto ciò aggiungiamo l’aumento nella forza dei venti che invadono la California nel periodo autunnale, viene da sé che i roghi diventano difficilmente arginabili proprio per la velocità e l’intensità con cui si espandono in un lasso di tempo relativamente breve.

La spiegazione del Guardian

Per non parlare di ciò che potrebbe accadere nella stagione invernale. Oltre ad essere vulnerabile agli incendi, la regione californiana è stata in passato anche colpita da diverse alluvioni. Questo potrebbe generare grossi problemi in termini di ricollocazione degli sfollati e di ricostruzione delle infrastrutture.

Leggi il nostro articolo: “Greta rifiuta premio da 47.000 euro:”Al pianeta non serve”

I soldi non bastano per salvarsi dai cambiamenti climatici

Fino ad oggi il benessere del pianeta è stato di fatto sacrificato in favore del proliferare dell’economia di alcuni paesi. L’ironia della sorte ha voluto che proprio in quella che è la quinta regione al mondo per PIL si manifestassero prima che in altri posti gli effetti dei cambiamenti climatici. Va tuttavia specificato come proprio nel “Golden State” sia già da qualche anno nata una forte coscienza ecologica che ha spinto sia il settore pubblico sia quello privato ad investire ingenti somme di denaro nella green economy, senza che questo sia bastato a salvarli.

Leggi il nostro articolo: “Cos’è rimasto della strage di alberi del Nord Italia un anno dopo”

Questa successione di eventi spinge a trarre un’unica conclusione. Con l’avanzare del riscaldamento globale le aree del pianeta più vulnerabili ad esso saranno di fatto inabitabili, poco importa se e quanto la comunità locale avrà agito per risolvere il problema. Siamo di fronte ad un circolo vizioso di ingiustizia sociale che non colpirà solo la California.

Leggi il nostro articolo: “Il tempo dei dubbi è finito. I cambiamenti climatici sono qui, ora”

In Zimbabwe, recentemente, sono stati toccati i 51 gradi centigradi ed alcune zone delle Cascate Vittoria, uno dei bacini idrici più importanti dell’Africa, sono quasi a secco. Si tratta della peggiore siccità che ha colpito l’area negli ulitmi 40 anni. Sono 7 milioni le persone che rischiano di pagarne le conseguenze ed alcune di esse lo faranno con la vita. Questo solo per citare due degli avvenimenti più recenti. Siccità, alluvioni, uragani, ondate di calore, gelate o, più in generale, fenomeni atmosferici più marcati. Che ne dicano i negazionisti questi sono tutti scenari ampiamente previsti dagli scienziati e sono legati ai cambiamenti climatici. Vedremo cos’altro dovrà accadere prima che se ne accorgano tutti.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *