Europee 2019 – L’ambiente nei programmi elettorali: Europa Verde

Manca meno di un settimana alla chiamata alle urne per eleggere il nuovo Parlamento Europeo per il quinquennio 2019-2024. In un periodo politicamente, socialmente ed economicamente tumultuoso come quello attuale è particolarmente importante fare scelte consapevoli. Soprattutto per quel che riguarda l’ambiente. Per questo noi di L’Ecopost abbiamo deciso di presentarvi un riassunto degli obiettivi in materia d’ambiente dei programmi dei maggiori partiti politici candidati alle elezioni per l’Italia. In questo articolo analizziamo Europa Verde.

Europa Verde: un’introduzione

Europa Verde non è un partito ma una lista, contenente al suo interno Possibile e la Federazione dei Verdi (o semplicemente i Verdi). Un nuovo esperimento politico insomma. Oltre all’ecologismo, i credo che caratterizzano questo schieramento politico sono l’europeismo, la solidarietà e la parità dei sessi.

Possibile

I colori e il logo di Associazione Possibile
Il logo di Possibile è formato da un cerchio color lampone (il colore centrale dell’immagine) con due linee parallele e orizzontali a rappresentare il simbolo dell’uguale e il nome “POSSIBILE” immediatamente sotto.

Nasce nel 2013 da una costola militante del Partito Democratico, con il nome di Associazione People, per passare poi a Possibile un anno dopo. Al momento del passaggio da associazione a partito politico a tutti gli effetti, Giuseppe Civati, fuoriuscito dal PD, viene eletto primo Segretario nel 2016 in seguito a un congresso. Segreteria durata poco più di due anni. Il partito si dichiara promotore dei “valori della democrazia, dell’antifascismo, della partecipazione, dell’uguaglianza e della concorrenza, della laicità e dello svolgimento delle funzioni pubbliche nell’esclusivo interesse dei cittadini, rispettando e promuovendo i principi e le regole dell’etica pubblica“.

Federazione dei Verdi

Logo "Sole che ride" dei Verdi italiani
Logo dei Verdi italiani con lo storico simbolo del Sole che ride, originario del Movimento antinucleare danese e donato al partito italiano dal leader radicale Marco Pannella.

Non vanta una storia politica né particolarmente di successo, né priva di contraddizioni. Nati negli anni 80′, hanno inizialmente goduto di un significativo supporto elettorale (anche grazie al disastro di Černobyl’), raccogliendo oltre il milione dei voti alle prime elezioni europee (1989) e un milione alle elezioni parlamentari del 1996. Da allora il partito è affossato nel quasi totale anonimato dello spettro nazionale, non riuscendo più a eleggere onorevoli in parlamento, anche a causa di una certa instabilità politica che li ha visti associarsi a varie formazioni durante gli anni, sempre all’interno della cosiddetta sinistra. Il loro consenso è andato quasi scomparendo (a differenza di quanto accade nei paesi del centro e del nord d’Europa). Specialmente nell’ultimo decennio con l’entrata in scena del Movimento 5 Stelle che anche sulle tematiche ambientali ha costruito il suo sostegno iniziale.

“Non c’è un Pianeta B, non c’è una lista B” – il programma di Europa Verde

Europa Verde è affiliata all’European Green Party (Partito Verde Europeo), di cui ha sottoscritto il Manifesto Comune, in cui è contenuta la propria visione politica. Il che lo rende un partito transnazionale, con una visione d’europa globale e non limitata ai confini nazionali.

L’ambiente è uno, il primo, dei dodici punti in cui si suddivide il programma. Il tema principale non poteva che essere il cambiamento climatico. La risposta è l’energia rinnovabile al 100% e l’economia a zero emissioni (-55% entro il 2030). L’eliminazione graduale di energia da fossile e nucleare e la cessazione immediata dei sussidi per queste due fonti energetiche, i quali verrebbero poi rigirati sui finanziamenti a soluzioni sostenibili (p.e. efficienza energetica, treni transfrontalieri e agricoltura sostenibile).

Tra le richieste vi sono una legge sul clima che preveda bilanci di carbonio vincolanti e il ripristino di carbonio nelle foreste e nel suolo, così come un prezzo minimo considerevole sul carbonio nel sistema di scambio delle quote di emissioni (per controbilanciare i Paesi non UE che si rifiutano di limitare le emissioni). Anche il fracking (le trivellazioni per l’estrazione di risorse energetiche fossili dal sottosuolo) sarà bandito.

Gli altri punti sono: trasporti; ambiente e protezione della natura; economia circolare; agricoltura, cibo e animali; e giustizia ambientale.

12 punti del programma di Europa Verde
I punti programmatici di Europa Verde alle elezioni europee del 26 maggio 2019

Trasporto

L’ampliamento del trasporto su rotaia e le attuali rotte navali rappresentano l’alternativa migliore per non evitare ulteriori danni. Sia per il trasporto di persone che di merci. I treni dovranno essere più accessibili e convenienti, inclusi treni veloci e notturni. I veicoli di qualsiasi tipo dovranno diventare a zero emissioni.

Ambiente e protezione della natura

La protezione ambientale passa per l’agricoltura sostenibile, la messa al bando di sostanze chimiche pericolose, l’espansione delle aree protette (+20% di aree marine protette), e la lotta al disboscamento insostenibile e illegale, con l’aiuto di nuove norme e nuovi, più efficaci strumenti. I combustibili pesanti vietati nelle regioni artiche e antartiche.

Economia circolare

Lotta all’usa&getta (“La nostra attuale economia si basa sul ciclo seguente: si prendono le risorse dalla natura, si fabbricano prodotti, si usano e si buttano via” dal Manifesto Comune), con prodotti con una vita e una garanzia più lunga e facili da riparare. Tassazione o divieto d’utilizzo delle materie plastiche non riciclabili e aumento del riciclaggio e del riutilizzo. Limiti per l’esportazione di rifiuti e tasse sull’estrazione e l’importazione di materie prime.

Agricoltura, cibo e animali

Riforma della Politica agricola comune europea (PAC) verso soluzioni sostenibili, come il biologico e le agro-ecologie. Salvare le api, rivitalizzare le aree rurali (e stop all’espansione urbana) e mettere in sicurezza gli alimenti. Condizioni eque e meritocratiche per gli agricoltori. Niente più pesticidi nocivi. Maggiore trasparenza e rintracciabilità del prodotto e promozione di un’alimentazione con meno carne e più vegetali.

Stop periodico e categorico alla pesca. Soppressione della pesca a strascico di fondo e altre metodologie dannose per gli ecosistemi. Stop al maltrattamento degli animali, al trasporto di animali su lunga distanza, agli allevamenti da pelliccia, ai sussidi alla zootecnica industriale. Agli animali da allevamento dovrebbe essere garantita una vita il più naturale possibile.

Giustizia ambientale

Istituzione di un tribunale internazionale per l’ambiente che si pronunci sulle violazioni più gravi. Promozione del diritto all’informazione e dell’accesso alla giustizia ambientale per tutta la società civile. Grandi opere possibili solo se in accordo con comunità locali.

Il commento sul programma ambientale di Europa Verde

Questo punto programmatico può apparire scontato per chi si interessa di ambiente (e legge L’Ecopost), ma non lo è. Infatti l’effettiva realizzazione di questi obiettivi, sempre più centrali nel dibattito politico di molti paesi europei ed extraeuropei, richiede una coesione e una volontà ferree. Tutto il resto sono delle misure incidentali. Senza questo cambio di marcia qualunque politica sarà limitata nel tempo, poiché il pianeta non sarà più lo stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *