Overtourism: turismo irresponsabile e alternativa sostenibile

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Molti dei nostri lettori avranno visto le foto impressionanti del sovraffollamento turistico di questa estate, soprattutto per quanto riguarda le code nei sentieri delle principali mete alpine. Si tratta del cosiddetto Overtourism, il fenomento che si verifica quando l’impatto dei turisti influisce eccessivamente sui luoghi visitati, alterando in negativo la vita della comunità o dell’ambiente. Abbiamo intervistato Andrea Pasqualotto, operatore turistico di Kailas Trekking Viaggi, che ha cercato di offrire proposte escursionistiche alternative e rispettose dell’ambiente.

Overtourism definizione: il turismo “mordi e fuggi

Il termine Overtourism, anche detto “turismo insostenibile”, è diventato di moda negli ultimi anni. Infatti, a causa dell’avvento dei social network, il turismo ha notevolmente cambiato le sue caratteristiche, diventando sempre più “mordi e fuggi”. Flussi imponenti di visitatori si recano nelle mete più famose, come per esempio il Lago di Braies nelle Dolomiti, per scattare foto mozzafiato e poi dirigersi verso un altro luogo da immortalare e postare sui social. Ciò produce effetti devastanti sull’ambiente e sulle comunità locali: la flora e la fauna sono le prime vittime, a causa dell’inquinamento e dell’accumulo di rifiuti. Ma anche dal punto di vista sociale l’overtourism rappresenta una vera e propria minaccia. Le città diventano invivibili a causa dell’aumento dei prezzi; tutte le attività lavorative vengono finalizzate a favore della soddisfazione del turista e i residenti tendono a fuggire e a trasferirsi altrove.

L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) definisce la capacità di tenuta del turismo come “il numero massimo di persone che possono visitare una meta turistica nello stesso momento senza causare la distruzione dell’ambiente fisico, economico o socio-culturale e un decremento inaccettabile nella qualità di soddisfazione dei visitatori”. Il turismo può essere quindi definito “sostenibile” solo se nella sua gestione si tiene conto tanto dei visitatori quanto dei residenti del luogo, flora e fauna comprese. Il turismo sostenibile non è un’utopia, può essere realizzato tramite un’attenta gestione dei flussi, la diversificazione delle destinazioni e la valorizzazione di realtà virtuose. In questo senso, abbiamo voluto dare voce a un operatore turistico attivo nelle montagne alpine, le zone più interessate dal fenomeno dell’overtourism.

Leggi il nostro articolo: “Turismo sostenibile: la chiave per l’estate 2020”

Intervista a Andrea Pasqualotto. Il turismo responsabile è possibile

Andrea, com’è nata la tua passione e che cosa ti ha avvicinato alla sostenibilità?

La sostenibilità è un chiodo fisso che ho sempre cercato di mettere al centro delle mie attività, facendo diventare la mia passione – la natura, il camminare e la montagna – la mia professione. Ho studiato scienze ambientali per capire come funziona la nostra casa e come essere utile; poi ho scelto la strada dell’accompagnamento in natura, dell’educazione ambientale, ed in generale del turismo. Organizzo escursioni, trekking e viaggi da circa dieci anni. Partendo dalle Dolomiti, le montagne di casa dove torno appena riesco, ho avuto l’opportunità di lavorare sulle montagne più belle del mondo, dalla Patagonia all’Himalaya, dall’Islanda alle Montagne Rocciose. Vedo situazioni terribili e meravigliose in tutto il pianeta. Non credo esista un turismo sostenibile in assoluto, basta pensare che appena ci spostiamo con un mezzo produciamo un impatto. Credo però che esista una direzione da seguire per rendere il turismo più sostenibile e responsabile, e molti modi semplici e concreti per farlo”.

Escursione sulle Dolomiti guidata da Andrea Pasqualotto con Kailas Trekking Viaggi. Foto: Andrea Pasqualotto

Gli effetti della pandemia sul turismo

Da quello che hai potuto osservare, in che modo la pandemia ha modificato il turismo nelle montagne italiane?

Posso dire quello che ho visto con i miei occhi sulle Dolomiti e quello che mi hanno raccontato gli operatori turistici che ho incontrato. Le Dolomiti sono sempre piuttosto affollate in estate, ma quest’anno molti si sono avvicinati per la prima volta alla montagna, con il desiderio di vivere esperienze nuove, di cercare l’aria pulita e fresca che generalmente attribuiamo alla montagna, e sempre di più di collezionare cartoline. Tutti abbiamo visto le immagini delle code nelle Dolomiti, ma vi assicuro che i luoghi realmente affollati non sono tanti; sono perlopiù i Top 10 della Lonely o delle riviste patinate.

Ognuno è libero di vivere la montagna come meglio crede, non è necessario raggiungere la cima della Marmolada lungo una via ferrata per fare esperienza delle Dolomiti, e stimo tantissimo le persone che sono consapevoli dei propri limiti. Tuttavia, ho notato molta superficialità e fretta di raggiungere i luoghi più famosi e panoramici. Un giorno una persona mi ha chiesto il modo più veloce per raggiungere un determinato luogo panoramico, non il modo più facile o meno faticoso, ma proprio il modo più rapido per spuntare in pochi giorni un elenco di luoghi da vedere. Ecco, credo che questa non sia la direzione giusta, e non sto parlando di fatica e sudore, ma proprio di intensità dell’esperienza”.

Come rendere un’escursione sostenibile

Quali criteri hai adottato per rendere le tue escursioni “sostenibili”?

Di solito in piena estate non frequento le Dolomiti, sono impegnato in altri paesi, ma per ovvi motivi ho dovuto ricalibrare le mie attività in chiave nazionale. La sfida però era quella di organizzare trekking ed escursioni in luoghi meno noti delle Dolomiti e dimostrare che non si va a perdere in bellezza. Anzi, si va a ad arricchire l’esperienza. Così ho scelto le escursioni che piacciono a me, che ancora mi sorprendono, in particolare nelle valli meridionali delle Dolomiti. Abbiamo invitato le persone a raggiungere Belluno in treno, da lì ci siamo mossi con un mezzo unico in un piccolo gruppo. Per i pernottamenti e la ristorazione abbiamo scelto piccole strutture a gestione familiare, in alcuni casi abbiamo dormito in 2-3 posti diversi. Le persone sono rimaste sorprese, in dodici giorni abbiamo visitato luoghi straordinari spesso sconosciuti anche a molti residenti locali; chiaramente abbiamo dovuto fare un po’ di fatica.

Ho fatto il conto, con due gruppi, in totale 14 persone, abbiamo coinvolto direttamente 30 strutture, tra B&b, ristoranti e rifugi, indirettamente almeno altre 20 aziende agricole, quindi circa un centinaio di persone che la montagna la abitano e la vivono. E per rendere l’esperienza ancora più profonda ci mettiamo del nostro: parliamo di geologia, ecologia, storia, mitologia. Non mi interessa tanto che le persone imparino la storia geologica delle Dolomiti, ma che le guardino con uno sguardo nuovo, che intravedano il valore per l’intera umanità di questi luoghi, che vadano oltre la cartolina.

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Escursione sulle Dolomiti guidata da Andrea Pasqualotto con Kailas Trekking Viaggi. Foto: Andrea Pasqualotto

Dolomiti patrimonio dell’UNESCO nonostante l’overtourism

L’UNESCO ha riconosciuto l’unicità delle Dolomiti grazie alla presenza di luoghi ancora integri, nonostante gli impatti derivanti dall’eccesso di turismo. Cosa ci attira della montagna? «Verticalità ed immobilità», diceva lo scrittore Dino Buzzati. Intorno a tanta maestosità c’è tanta gente che vive e lavora, credo che le persone che erano con me lo abbiano capito. Il 15 agosto siamo saliti su una cresta panoramica e per tutto il giorno abbiamo incrociato meno di 10 persone; intorno a noi alcune delle cime più famose delle Dolomiti. La bellezza ed il silenzio della montagna possono andare d’accordo anche sulle Dolomiti, anche il giorno di Ferragosto. Incredibile vero?”.

Leggi il nostro articolo: “Turismo responsabile. I migliori siti per prenotare la tua vacanza green”

La pandemia ha migliorato o peggiorato l’impatto del turismo?

Le parole di Andrea Pasqualotto sembrano confermare ciò che era stato previsto ad inizio estate. Molti italiani hanno scelto località naturalistiche del belpaese per trascorrere le proprie ferie. Le motivazioni, come già detto, possono essere state diverse: dall’impossibilità di partire per l’estero al desiderio di riavvicinarsi alla natura; dalla ristrettezza economica dovuta alla pandemia alla voglia di valorizzare il proprio paese. Se molti hanno visto in questo fenomeno un fattore positivo di rafforzamento dell’economia locale, altri esperti del settore hanno segnalato le distorsioni che ne sono derivate. Il termine overtourism ben ci descrive il tipo di turismo che sta predominando: turisti frettolosi e incuranti dell’ambiente, con il desiderio primario di scattarsi belle foto.

Come hanno riportato diverse ricerche raccolte dalla CNN Travel, la pandemia ha certamente messo freno alle emissioni legate al turismo. Ciò è avvenuto soprattutto grazie allo stop dei voli intercontinentali, uno dei fattori più incisivi sull’impronta ecologica individuale. Questo guadagno però potrebbe risultare effimero se, a pandemia terminata, tutto tornerà come prima. Inoltre, il risparmio di emissioni di questi mesi a nulla servirà se il turismo insostenibile si riversa sulle comunità locali. È bene che il turismo sia sempre più locale, ma ricordiamo che esistono delle semplici linee guida da poter seguire per effettuare escursioni responsabilmente: raggiungere la località in treno invece che in macchina, scegliere mete poco frequentate; dormire in strutture a gestione familiare e ricercare aziende agricole virtuose del territorio. Così si aiuterà a valorizzare in pieno il nostro paese e tutte le bellezze che contiene.

Turismo responsabile: i migliori siti per prenotare la tua vacanza green

viaggi sostenibili

Quale migliore occasione di quest’anno per abbinare la propria vacanza italiana a un alloggio ecosostenibile? Quello dei turismo responsabile e sostenibile è un settore in netta crescita nel nostro paese ed alcuni dati ce lo di mostrano. Secondo il rapporto “Sustainable Travel Report 2019” di Booking.com ben il 73% degli italiani vorrebbe provare una di queste strutture. Approfondiamo allora il tema elencando alcuni dei siti che offrono questo tipo di soggiorni.

Leggi anche: “Come ridurre la plastica in viaggio”

turismo responsabile

L’ospitalità green di Ecobnb

Uno dei siti con la più vasta offerta di alloggi ecosostenibili in Italia è Ecobnb. Una piattaforma online dal 2013, inizialmente sotto il nome di ViaggiVerdi, grazie ad un intuizione di Simone Riccardi che, grazie ad un bando della regione Trentino e all’aiuto di Silvia Ombellini, è riuscito a creare una realtà comprendente oltre 3.000 ospitalità ecosostenibili in Europa. Il tutto a portata di click.

Per meglio capire quali siano i requisiti e le idee che stanno alla base del turismo responsabile di Ecobnb, abbiamo intervistato Silvia, Content manager e Ux designer della piattaforma.

Intervista a Silvia, fondatrice di Ecobnb

Secondo voi, oggi, cosa vuol dire fare turismo sostenibile?


“Viaggiare tenendo in considerazione i 3 pilastri della sostenibilità: ambientale, sociale, economica. Dalla scelta della destinazione, al mezzo di trasporto utilizzato, dalla scelta della struttura ricettiva in cui soggiornare, fino agli acquisti durante il viaggio… le nostre scelte possono fare la differenza per ridurre le emissioni di CO2 e proteggere la natura, arricchire i luoghi che visitiamo e le economie locali. In questo articolo abbiamo raccolto 40 suggerimenti per fare turismo sostenibile”.

Cosa significa promuovere un alloggio sostenibile?

Penso che per promuovere una struttura ricettiva eco-sostenibile sia indispensabile:

  • Creare consapevolezza: far conoscere alle persone i problemi legati alle emissioni di carbonio e ai cambiamenti climatici, creare consapevolezza su quanto ogni piccola azione quotidiana, anche in vacanza, possa fare la differenza. 
  • Comunicare in modo trasparente: far conoscere in modo chiaro, semplice e immediato quali sono le scelte di sostenibilità adottate dalla struttura ricettiva e perché sono importanti. Allo stesso tempo essere molto trasparente sull’esperienza proposta dalla struttura ricettiva, su quello che il viaggiatore può aspettarsi.
  • Far conoscere i vantaggi per il pianeta: scegliendo di prenotare una struttura ricettiva eco-sostenibile rispetto ad una struttura tradizionale si risparmia acqua, si riducono le emissioni di CO2, ma soprattutto si promuovono realtà virtuose che hanno investito nella sostenibilità (energia pulita, bioarchitettura, ecc.), che rappresentano il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Come si posiziona il mercato del turismo responsabile italiano in Europa e nel mondo?

Ecobnb raccoglie circa 3 mila ospitalità eco-sostenibili in tutto il mondo. Di queste 1.500 sono in Italia.  Nel nostro paese ci sono realtà incredibilmente virtuose e attente al tema della sostenibilità.

Come siete riusciti a realizzare questa cosa?

L’idea è partita da Simone Riccardi più di 7 anni fa, quando il tema dell’ospitalità sostenibile non era ancora così diffusa, ed inizialmente si chiamava “ViaggiVerdi”. Il progetto è nato da un’esigenza concreta: quando viaggiavamo per lavoro o per vacanza volevamo incontrare persone che la pensavano come noi, che fossero attente alla sostenibilità e che fossero impegnate a rendere il mondo un luogo migliore. Ci eravamo accorti che queste realtà esistevano ed erano meravigliose, ma erano difficili da trovare. Così è nata l’idea di sfruttare le enormi potenzialità che internet ci offre per creare un punto di incontro tra viaggiatori responsabili e strutture ricettive che stavano investendo in un futuro migliore.

La realizzazione del progetto è stata un’avventura che è partita nel 2013, quando ci siamo trasferiti per un anno in California con una borsa di studio Fulbright Best, e si è concretizzata in seguito grazie al progetto europeo “EcoDots” e alla creazione di numerose partnership importanti a scala europea, tra cui Perle Alpine, Dalmatia Green, Istria, ecc. Abbiamo ricevuto un importante finanziamento di Trentino Sviluppo con bando Seed Money e ci siamo trasferiti tra i boschi del Trentino dove l’azienda ha sede, anche se chi lavora con noi collabora da remoto, da diverse parti d’Italia e del mondo.

Oltre alla ricerca di un alloggio, avete introdotto o pensato di introdurre anche una parte relativa a esperienze eno-gastronomiche?

Qualche anno fa abbiamo sviluppato una sezione di Esperienze Green, dedicate ad un concorso “Per un mondo più verde“, che hanno avuto molto successo e puoi vedere in questa pagina. Non si tratta solo di esperienze enogastronomiche ma anche itinerari a piedi, in bici o a dorso d’asino, corsi di cucina naturale, sessioni di yoga o meditazione nella natura.. e molto altro. Questo progetto ci ha confermato quanta creatività e innovazione ci sia nelle proposte delle strutture ricettive di Ecobnb.

Pensate che gli ospiti che soggiornano presso le strutture di EcoBnB acquisiscano o migliorino i loro comportamenti pro-sostenibilità? Se sì, come?

Penso che la possibilità di cambiamento sia racchiusa nel confronto con chi ci ospita e nell’esperienza stessa. Quando siamo in viaggio siamo più aperti e ricettivi rispetto a quello che ci sta attorno, disponibili a cambiare le nostre abitudini. Se durante una settimana di vacanza vengo abituato a fare la raccolta differenziata, mangiare vegano o utilizzare prodotti naturali, è probabile che sarò incuriosito e disposto a rifare la stessa esperienza tornato a casa. Chi viaggia con Ecobnb è sensibile al tema della sostenibilità, o semplicemente curioso di scoprire nuovi modi di viaggiare. Quando fa’ un’esperienza di viaggio green quasi sempre rimane piacevolmente colpito e vuole ripetere l’esperienza in futuro.

Sappiamo che chi viaggia con Ecobnb, anche se non è particolarmente sensibile al tema della sostenibilità, è il più delle volte soddisfatto dell’esperienza fatta e disponibile a ripetere l’esperienza in futuro, prenotando nuovamente con noi.
In più, alcuni Ecobnb offrono la possibilità di fare vere e proprie esperienze dedicate alla sostenibilità: da corsi di cucina vegana, ai laboratori per creare saponi naturali, dalle esperienze yoga, fino ai workshop di riciclo creativo.

Per concludere, ci può indicare alcuni degli alloggi ecosostenibili più caratteristici tra quelli presenti sul vostro sito?

Ci sono così tante strutture ricettive insolite e sostenibili su Ecobnb, che è davvero difficile scegliere! Dieci Ecobnb particolari che amiamo e in cui ci piacerebbe andare un giorno in vacanza sono:

I requisiti per entrare a far parte della rete di Ecobnb

Per fare parte della rete di Ecobnb le strutture devono rispettare almeno cinque di queste caratteristiche:

1- cibo biologico o a km0

2- Bioarchitettura

3- Energia da fonti rinnovabili al 100%

4- Pannelli solari per l’acqua calda

5- Prodotti per la pulizia ecologici

6- Raccolta differenziata oltre l’80%

7- Raggiungibilità con mezzi pubblici

8- Lampadine a basso consumo

9- Riduttori di flusso per l’acqua

10- Recupero e riuso delle acque meteoriche

Fairbnb, la piattaforma cooperativa per un turismo responsabile gestito dalla comunità

Un’altra piattaforma nelle quale è possibile trovare una vasta offerta di alloggi ecosostenibili è Fairbnb.coop, nato nel 2016 come movimento con l’obiettivo di creare un’alternativa più equa rispetto alle piattaforme di home sharing esistenti. Partito inizialmente da Venezia, Amsterdam e Bologna, non ci è voluto molto prima che altri gruppi da tutta Europa aderissero al progetto. A fine 2018 è poi stata fondata una cooperativa come entità legale di supporto, cioè un’organizzazione aperta in cui, nel prossimo futuro, si accoglieranno tutti gli attori di questo ecosistema.

Come altre piattaforme, Fairbnb.coop applica una commissione agli ospiti che prenotano un alloggio. Questa è pari al 15%, di cui metà viene trattenuta per mantenere le proprie attività, mentre l’altra metà viene utilizzata per finanziare progetti della comunità locale. Così si offre sia ai proprietari di casa, sia agli ospiti l’opportunità di partecipare a un modello di turismo più equo.

Date le recenti circostanze, Fairbnb.coop ha messo la sua piattaforma al servizio delle comunità e organizzazioni sanitarie delle città in cui opera. Vale a dire che, prenotando ora un soggiorno sulla loro piattaforma, faremo sì che il 50% della commissione venga donata ai fondi per l’emergenza Coronavirus. Un’iniziativa rispettabile e che la dice lunga sullo spirito dei suoi fondatori.

Le altre alternative per un turismo responsabile: bed & breakfast, agriturismi e certificazioni per la sostenibilità

Nel caso in cui nessuna delle località che avete scelto per le vostre vacanze estive abbia delle strutture registrate su questi due siti, non demordete. Potete comunque trovare un alloggio che rispetti alcuni criteri di sostenibilità. Servirà solo una piccola di ricerca. Se si volesse optare per un alloggio più classico, anche Bed-and-breakfast.it tiene conto della sostenibilità ambientale: Il 98,5% dei B&B Italiani fa la raccolta differenziata e utilizza degli accorgimenti ecocompatibili come le lampadine a basso consumo (94,6%), i rubinetti rompigetto (50,8%), prodotti biodegradabili e biologici (39,2% e 33,7%), pannelli solari (31,2%) e poi, in percentuali minori: vernici ecologiche, detersivi alla spina, cancelleria e carta riciclata, auto e bici elettriche.

La stessa famiglia (Studio Scivoletto srl) gestisce anche Agriturismo.farm, in cui possono essere trovati alloggi già di per sé incentrati su vari aspetti ecologici. Qui troviamo agriturismi, masserie, casali e resort di campagna a prezzi vantaggiosi, perché non si applicano commissioni sulle prenotazioni. Attività naturalistiche come escursionismo, trekking, mountain bike, e rafting, ma anche lezioni per imparare a cucinare i piatti tipici e le attività artigianali locali, potenziano la conoscenza in tema di sostenibilità.

Infine, molte delle strutture presenti non solo in questi ultimi siti, posseggono una certificazione ambientale o un “ecolabel”, le quali vengono spesse segnalate sui siti. Alcune delle principali certificazioni sono Ecolabel Fiore Europeo, Aiab Agriturismo Bioecologico, Eco Bio Turismo ICEA, Steinbock Label, La Clef Verte, Eco- certification Malta, Audubon International, Bioshpere, Nordic Ecolabel or Swan e altre.

Il nostro consiglio

Scegliere un alloggio ecosostenibile per la propria vacanza è una scelta di cui non vi pentirete. Non solo ridurrete l’impatto ambientale del vostro viaggio, ma investirete i vostri soldi in un settore più etico, alimentandone quindi gli ingranaggi ed aiutandolo a guadagnare quote di mercato. Inoltre le strutture sono spesso immerse in dei contesti meravigliosi dal punto di vista naturalistico e sono in grado di arricchire la vostra conoscenza sul tema della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.

Spesso i proprietari sono dei “nerd” dell’ambientalismo e saranno ben contenti di spiegarvi i motivi delle loro scelte ed anche qualche piccolo trucchetto da poter adottare anche al vostro ritorno a casa. Inoltre sono spesso a conoscenza di attività extra che, a loro volta, verranno svolte nel massimo del rispetto della natura possibile. Una scelta etica che, verosimilmente, finirà anche per arricchirvi di più. E allo stesso prezzo.

Turismo sostenibile: la chiave per l’estate 2020

Il turismo sostenibile è sulla bocca di tutti. Sembrerebbe che la pandemia abbia finalmente messo in luce le problematiche e le opportunità che legano il turismo alla questione ambientale. L’incertezza legata all’estate 2020 ha infatti modificato le preferenze degli italiani, favorendo mete naturalistiche e poco affollate. Sono anche nate numerose iniziative, come quella targata Tourist For Future, per favorire un modello di turismo che valorizzi il territorio, i piccoli operatori turistici e i prodotti locali. Altri progetti invece, come il blog Viaggiatori Ecologici, già da tempo dimostrano che il desiderio di viaggiare può essere del tutto compatibile con l’amore per l’ecologia.

Turismo e clima: un rapporto interdipendente

Il turismo sostenibile è nato dalla crescente consapevolezza che il clima e il turismo hanno un rapporto interdipendente in cui il primo influenza il secondo e viceversa. Questo legame è stato ben descritto nel saggio Tourism and Climate Change: Risks and Opportunities. Il clima è da sempre stato un fattore importante nella scelta della destinazione. Oggi lo è ancor di più poiché la crisi climatica sta modificando nel profondo gli equilibri di molte zone del pianeta. Infatti, gli operatori del settore turistico sono sempre più preoccupati rispetto ai rischi legati alle variazioni climatiche, che portano incertezza e incapacità di programmare sul lungo termine.

Leggi il nostro articolo: “Caldo record in Siberia. 25 gradi a maggio”

D’altra parte, il turismo è un settore che implica numerose attività ad alto tasso di emissioni. Si crea quindi un effetto a catena secondo cui il turismo incide sul cambiamento climatico, che a sua volta mette a rischio il sistema turistico. Questo avviene soprattutto in quelle zone del mondo che vengono definiti “climate-tourism hotspots”. Ovvero, luoghi in cui l’arrivo di turisti apporta un grande contributo all’economia locale, ma che allo stesso tempo sono diventate zone fragili per cambiamenti dovuti al clima. Basti pensare a Venezia e alle perdite avute lo scorso anno a causa dell’acqua alta.

Turismo sostenibile: la scelta degli operatori turistici

Il turismo sostenibile implica quindi una maggiore attenzione alla correlazione fra clima e attività turistiche. Non è un caso che molti amministratori e operatori turistici lo abbiamo scelto come linea guida per l’estate che sta arrivando. La crisi appena passata ha infatti messo in luce la fragilità del sistema in cui viviamo. Una prima indagine sui dati Airbnb di questa estate conferma il trend in ascesa per questo settore: l’82% degli italiani trascorrerà le vacanze in Italia, contro un 55% del 2019. La casa indipendente è l’opzione più ricercata e il periodo di villeggiatura si allunga: per l’estate 2020 il turista medio preferisce allungare i tempi, soggiornando anche per più di una settimana. Negli anni precedenti invece, venivano favoriti i soggiorni corti con prevalenza nel weekend. Vengono favorite specialmente le case isolate immerse nella natura o in piccoli borghi.

Qualitytravel spiega questo fenomeno alla luce delle nuove necessità sorte durante l’emergenza Coronavirus: “oggi con entrambi i genitori che lavorano e molti giorni di ferie utilizzati durante il confinamento, molte famiglie cercano di sfruttare la possibilità di lavorare da remoto per trascorrere l’estate in una casa che riesca a combinare le esigenze lavorative degli adulti con quelle di svago dei più piccoli: piscina e wi-fi sarà l’accoppiata perfetta”. Si nota però anche una forte volontà di valorizzare il territorio, favorendo le piccole realtà. Turismo sostenibile che diventa inevitabilmente anche consumo sostenibile.

2020: l’anno del turismo a km0. Natura, borghi e prodotti del territorio

A questo proposito, vorremmo segnalare il contributo di Valentina Pierucci, autrice del blog “Una marchigiana in viaggio”. Le Marche sono state selezionate come seconda regione al mondo da visitare nel 2020 nella classifica “Top Regions – Best in Travel” della Lonely Planet. Qualche settimana fa, in un’intervista dell’Emporio ae, Valentina ha detto la sua su come l’estate 2020 offra delle opportunità irripetibili per valorizzare il nostro paese tramite il turismo sostenibile: Il 2020 sarà l’anno del turismo a km0. Credo infatti che potrebbero risultare vincenti proprio quelle pratiche di accoglienza che mettono al centro i prodotti del territorio, alimentari ed enogastronomici. Valorizzandoli ed offrendo al turista la possibilità di fare delle vere e proprie esperienze di gusto, anche andando direttamente nei luoghi in cui i prodotti vengono realizzati ed entrando a diretto contatto con il produttore stesso. Questa sicuramente sarà una grande opportunità da sfruttare nel prossimo futuro”.

Leggi anche: “Biodiversità 2020: la strategia UE per salvare la natura”

Tourist For Future: un viaggio per valorizzare il turismo sostenibile

Proprio in nome del turismo sostenibile, stanno nascendo tantissime iniziative interessanti. Fra poche settimane partirà il viaggio di Tourists For Future. L’idea è nata da un gruppo di persone dal diverso profilo professionale – esploratori, guide turistiche, antropologi, naturalisti e filosofi – che sono rimaste momentaneamente disoccupate a causa della pandemia e che vogliono mettere le loro passioni a frutto per “valorizzare il turismo sostenibile in Italia e portare sorrisi e speranza”. Il viaggio durerà tre mesi, partendo dalla Sicilia e approdando a Bergamo con l’uso di diversi mezzi: alcuni tratti verranno percorsi a piedi, mentre altri avverranno tramite bici, barca e treno. Per compensare l’anidride carbonica che verrà emessa durante l’itinerario, Tourist For Future si impegna a piantumare degli alberi nelle Dolomiti, dove c’è stata la Tempesta Vaia, in collaborazione con Trentino Tree Agreement.

Così si raccontano nel loro sito: “Tourists 4 Future è un viaggio che vuole lanciare un messaggio di solidarietà e sostenibilità, che vuole raccontare un’Italia autentica, che esce da un periodo di sofferenza più forte di prima anche grazie al turismo ambientale, sostenibile e responsabile. Nei tre mesi di viaggio il team attraverserà parchi naturali, visiterà borghi, paesini, agriturismi, scoprirà tradizioni, luoghi e persone. L’obiettivo è dare voce ai piccoli operatori del turismo italiano, dalle strutture turistiche alle guide e alle associazioni locali, che hanno vissuto un lungo periodo di crisi”.

Viaggiatori Ecologici: due ragazzi in camper per sensibilizzare all’ecologia

Un’altra iniziativa di questo genere che è nata ben prima dell’emergenza Coronavirus riguarda il blogViaggiatori Ecologici”. Valentina e Edoardo sono due giovani sognatori di Torino appassionati all’ambiente. Hanno lasciato la loro vita urbana per intraprendere un viaggio lungo la penisola con il camper. Ogni giorno documentano l’esperienza sui social (potete trovarli su Instagram, Facebook e Youtube). Il loro intento è sensibilizzare le persone sulla questione ecologica, dimostrando che è possibile visitare luoghi senza lasciare segni indelebili del nostro passaggio. Abbiamo chiesto loro che cosa significa essere viaggiatori ecologici. Dalle loro parole si può cogliere una sorta di decalogo del turismo sostenibile:

Come sappiamo il turismo alimenta molto l’inquinamento ambientale e lo fa partendo da abitudini sbagliate che si hanno già nei posti in cui si vive abitualmente. Un esempio è l’abbandono dei mozziconi o l’utilizzo di soluzioni usa e getta, che per giunta a volte non vengono neanche smaltite nel modo giusto ma disperse nell’ambiente. Essere viaggiatori ecologici significa viaggiare rispettando consapevolmente tutto ciò che si ha intorno per non distruggere o danneggiare la natura con la quale interagiamo.

Il decalogo del viaggiatore ecologico

Noi cerchiamo di esserlo innanzitutto evitando le soluzioni usa e getta e prediligendo tutto ciò che è riutilizzabile: utilizziamo bottiglie di vetro o borracce, che tra l’altro mantengono la temperatura dell’acqua fresca e non sprigionano microplastiche entrando in contatto con il calore; contenitori e posate riutilizzabili e sacchi di tela per far la spesa. In questo modo risparmiamo ed evitiamo di produrre rifiuti inutili. Cerchiamo sempre informazioni sul posto che raggiungeremo così da essere informati sui mercati comunali in cui solitamente si riesce a far la spesa alimentando i produttori locali. Il cibo è generalmente più salutare di quello della grande distribuzione e siamo in grado di evitare imballaggi in plastica inutili grazie alla possibilità di comprare prodotti sfusi.

https://www.youtube.com/watch?v=zh0JDDQGxmE

Autoproduciamo tutto quello che possiamo: questa è una cosa che contribuisce tantissimo a ridurre il nostro impatto ambientale. Inoltre è divertente, si risparmia e, potendo scegliere che ingredienti utilizzare, otteniamo dei prodotti per la pulizia della casa o per la cura del corpo molto meno impattanti e spesso biodegradabili. Un’altra bella abitudine è quella di portarsi dietro un sacchetto quando si va a camminare in montagna, nel bosco o in spiaggia così da poter raccogliere i rifiuti che si trovano (purtroppo se ne trovano sempre). Ed infine pur vivendo su di una casa a 4 ruote riduciamo al minimo i nostri spostamenti. Infatti, dopo aver raggiunto il posto in cui scegliamo di vivere, ci spostiamo esclusivamente a piedi o in bici, approfittandone per far bene anche al nostro corpo.

Viaggiare e rispettare l’ambiente è possibile

Quando si viaggia, così come nella vita in generale, è importante orientarsi su quelle realtà che hanno come presupposto la sostenibilità, che si tratti di strutture turistiche, negozi o stabilimenti balneari. Ogni consumatore ha la responsabilità di alimentare l’economia e scegliere chi va verso la direzione giusta, quindi quella dell’ecologia. Così facendo si contribuisce ad un grande cambiamento”.

Leggi il nostro articolo: “Ridurre la plastica in viaggio: ecco come fare”

Non ci resta che seguire e sostenere Valentina ed Edoardo. Allo stesso modo monitoreremo i ragazzi di Tourist For Future, che fra poco partiranno per la loro avventura. Essere cittadini ecologici non significa rinunciare a viaggiare. Significa adottare una serie di accorgimenti che rendano il nostro soggiorno compatibile con gli equilibri del territorio che andremo a visitare. Inoltre, puntare sul turismo sostenibile e responsabile aiuterà tutte quelle piccole realtà che sono appena ripartite dopo un lungo periodo di difficoltà. Scegliamo di spendere le nostre vacanze in Italia e facciamolo nel rispetto dell’ambiente.