Elezioni comunali in Francia: i verdi stravincono

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In Francia l’onda verde che sta travolgendo l’Europa negli ultimi anni si è trasformata in tsunami, per usare un’espressione dei media della nazione guidata da Emmanuel Macron. Quest’ultimo, che dopo le recenti elezioni comunali, ha constatato il nuovo vento ecologista tra la popolazione francese e ha promesso un nuovo cambio di rotta, questa volta in favore dell’ambiente.

Elezioni in Francia: i comuni che hanno scelto l’ecologia

Nonostante sia presto per parlare di un dominio totale dei verdi, considerando che in molti comuni questi hanno vinto grazie alle coalizioni, lo schieramento del sindaco di Parigi a fianco dell’ambiente fa pensare che un cambiamento sia davvero in atto. La prima cittadina parigina, Anne Hidalgo, è infatti stata rieletta al secondo turno grazie alla coalizione con il partito verde Europe Ecologie-Les Verts (Eelv) guidato da David Belliard. In questo modo Hidalgo ha raggiunto il 48,7% dei voti contro il 33,8% del partito conservatore e il 13,3% del macroniano La République en marche. Insieme, quindi, il partito della Hidalgo e quello ecologista di Belliard, governeranno insieme la capitale francese, una delle città più importanti e influenti d’Europa.

A Lione, la seconda città più importante della nazione, il partito ecologista ha vinto con più del 50% dei voti, così come a Bordeaux, dove l’ambientalista Pierre Hurmic ha superato l’alleanza tra il partito conservatore e quello di Macron, che prima erano a capo della città sancendo così la storica propensione a destra della cittadina.

Anche a Marsiglia si respira un’aria nuova, dopo 25 anni di dominio della destra. Anche qui la vittoria è stata ottenuta grazie a una coalizione tra socialisti, comunisti, Eelv e il partito di sinistra radicale. L’esponente di Eelv Michèle Rubirola non può però ancora cantare completa vittoria, poiché ancora è lontano dalla maggioranza assoluta.

Grenoble, un altro importante snodo cittadino francese, ha rieletto il sindaco esponente dei verdi Eric Piolle. Altri comuni che hanno tinto di verde i muri della città sono stati Strasburgo, Tours, Poitier e Besançon.

Elezioni in Francia. Da cosa deriva la vittoria dei verdi

Come si legge sul Guardian, la pandemia di Covid-19 ha stimolato la sensibilità di molti verso le tematiche ambientali. Le cause della diffusione del virus, ormai si sa, derivano dagli allevamenti intensivi e dal traffico di animali selvatici. Questo ha portato tutta l’Europa a una rinnovata attenzione alla sicurezza alimentare e ai prodotti locali che rispettino l’ambiente.

Il calo drastico dell’inquinamento e la conseguente pulizia dell’aria che respiriamo, ha portato le persone ad apprezzare un mondo più sano e pulito. Non è dispiaciuta nemmeno la rivoluzione della vita urbana, fatta di piccoli spostamenti, di predilezione delle piccole realtà locali, di lavoro da casa. Il tutto ha poi incentivato lo stanziamento di nuovi fondi pubblici per forme di trasporto più ecologiche. E i benefici, probabilmente, hanno iniziato a farsi sentire, sia per le tasche dei cittadini, sia per la loro salute fisica e mentale.

I benefici dell’ambientalismo

Vi è poi una motivazione più profonda e meno legata ai recenti avvenimenti legati al Covid-19, ovvero la constatazione, da parte dei cittadini “comuni” dei benefici dati dal rispetto per l’ambiente, al di là di ogni colore politico. Le misure promesse e, si spera, un domani adottate dai nuovi sindaci francesi non potranno che giovare alla vita dei francesi.

Piste ciclabili e mezzi pubblici

I nuovi sindaci verdi mirano infatti a ridurre lo spazio dedicato alle auto all’interno delle loro città, aumentando le opzioni per la mobilità leggera, come la bicicletta, in monopattino o anche pedonale. Lione vuole creare per 450 chilometri di pista ciclabile e ridurre la velocità a 30 km/h all’interno del centro città. Lo stesso vale per Bordeaux e Strasbourg, dove i sindaci vogliono creare molti più spazi adibiti alle due ruote. Il sindaco di Marsiglia vuole duplicare i mezzi pubblici e creare delle corsie apposite in città.

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Spazi puliti e vivibili

Sono poi tutti sulla stessa linea nel ripensare i centri urbani e renderli non solo cumuli senza anima fatti di abitazioni e persone, ma spazi vivibili, aperti e puliti. Verranno poi arrestate le nuove costruzioni nei campi o in terreni precedentemente incontaminati. A Bordeaux e Tours, i verdi vogliono rendere più sopportabili le alte temperature estive piantando “micro-foreste”, circa 200 metri quadrati ciascuna, così da ombreggiare e raffreddare l’aria. L’amministrazione entrante di Bordeaux vuole far sì che ogni cittadino trovi uno spazio verde ogni 10 minuti a piedi.

Parola chiave: investimenti

Con le nuove amministrazioni verdi, i fondi pubblici potranno essere utilizzati per ridurre il consumo di energia e le emissioni, isolare meglio le case e piantare alberi. A Strasburgo, ad esempio, verrà finanziato l’isolamento termico di 8.000 case all’anno, mentre Lione si è impegnata per 10.000 all’anno.

Forte della citata nuova sensibilità verso la salute e il supporto dell’economia locale, Lione si è infine impegnata a rendere il i pasti scolastici 100% biologici. Inoltre almeno il 50% di tutti gli ingredienti provenienti dal territorio vicino. Anche il nuovo sindaco di Bordeaux vuole investire nella creazione di posti di lavoro e servizi per includere le aree circostanti le città, condividendo le risorse urbane con le città più piccole.

E l’Italia?

Come afferma senza mezzi termini il giornale “Il cambiamento”, l’ondata ambientalista che sta raggiungendo le nazioni europee interesserà l’Italia solo in un lontano futuro. Ad oggi la nostra nazione è ancora nelle mani della mafia la quale dipende dai profitti delle aziende inquinanti, degli azionisti e dei politici corrotti che li sostengono. Profitti che, ovviamente, non vengono reinvestiti in progetti virtuosi, ma gonfieranno le tasche degli stessi pochi beneficiari.

Proprio per questa perenne, incessante corruzione, l’Italia manca di un leader forte che, anche se non ambientalista, quantomeno contrasti l’esuberanza degli slogan salviniani. Questi donano infatti un veloce conforto a molti nostri compatrioti, debilitati dal disagio economico e sociale ancora più critico dopo il Covid. L’aria pulita e e la fauna ritrovata nei canali veneziani non sono bastati. Le persone vogliono il pane.

I nostri media non valicano, però, il muro della superficialità, e non riescono a diffondere un messaggio molto semplice: il pane dipende dall’ambiente in cui viviamo. Non dai soldi che lo stato intasca facendo passare la crescita economica come unica opportunità di aumentare i posti di lavoro. Per fare un esempio, anche se non relativo alla realtà italiana, ogni dollaro investito nel settore dei trasporti pubblici potrebbe portare a un 30% di posti di lavoro in più rispetto a un investimento analogo nella costruzione di nuove strade e ponti.

Media clickbait e giovani assenti

I media, invece, seguono l’argomento clickbait più usato da Salvini per distogliere l’attenzione e ottenere voti, ovvero quello dell’immigrazione. Un problema che esiste, ma che costituisce davvero un problema più per le persone che si trovano su quelle barche che per i cittadini italiani, comodi in panciolle sul divano che guardano le partite di calcio.

Infine, l’anagrafica del nostro paese non può aiutare nella transizione. Per un cambiamento che è più culturale che economico servono visioni, idee, lungimiranza, competenza, coraggio, onestà intellettuale e soprattutto la capacità di mettere in pratica tutto ciò. E, senza nulla togliere alla saggezza dei nostri nonni, chi potrebbe attuare il cambiamento meglio di giovani entusiasti, neo-laureati o bramosi di lavorare per avere un futuro migliore? Ma, finché i giovani italiani restano una categoria sfruttata, poco considerata, poco supportata e vogliosa soltanto di cambiare nazione, l’Italia verde dovrà attendere.

Europee: i Verdi sono il secondo partito della Germania.

verdi

I risultati parlano chiaro e sono anche meglio del previsto: ai verdi tedeschi (Alliance 90/The Green Party) spetteranno 22 seggi nel Parlamento Europeo. Questo fa di loro la seconda maggiore coalizione della Germania dopo quella del Partito Popolare Europeo, che occuperà 29 seggi. Questo trend green non è una novità per la Nazione centroeuropea, tanto che nelle elezioni regionali del 2018 i verdi sono stati il secondo partito più votato in Baviera e in Assia il consenso è passato dall’11,1 al 19,8 per cento. A questo punto la domanda sorge spontanea: perché un partito che in Italia e in molte altre nazioni europee è considerato minoritario se non addirittura oggetto di scherno, (Europa Verde ha avuto il 2,3% dei voti) qui ha avuto questo successo?

Un equilibrio stabile

La parola d’ordine è equilibrio. Secondo il Financial Times, il partito verde tedesco sta cercando di scollarsi l’etichetta di partito di sinistra radicale, idealista e poco concreto, per spostarsi verso il centro e coinvolgere più partiti possibili nella loro battaglia per l’ambiente. Nell’analisi del giornale inglese emerge la strategia dei Verdi di puntare sui problemi sociali legati all’ambientalismo, per coinvolgere e convincere le persone dei problemi reali ai quali loro stessi andranno incontro. “I Verdi sono l’unico partito che combina questioni sociali e ambientali”, dice in un’intervista del Telegraph Isabell Welle, una ragazza di 27 anni che si è recentemente unita ai Verdi in Turingia. Anche per lei, il cambiamento climatico e la questione dei migranti sono intrecciati. “Il cambiamento climatico farà sì che sempre più aree della terra diventino inabitabili”.

Oltre a questo tema nel loro programma politico è presente l’idea di un governo fondato sull’integrazione e sull’ immigrazione controllata e promuove politiche in favore delle donne.  “Questa flessibilità – ha rivelato il presidente del partito Robert Habeck al Financial Times – è una ragione importante per cui il movimento potrebbe prosperare in un’epoca di frammentazione politica.

Tutti ma non l’estrema destra

Vi è un unico partito con il quale però non sono disposti a scendere a compromessi ed è quello di estrema destra Alternative for Germany. “I Verdi sono stati l’unico partito a prendere posizione contro l’AfD – dice Leonard Hissen, un 22 enne candidato come membro del partito – mentre le altre parti come la CDU si sono mosse in loro favore. Penso che questo sia il motivo per cui stiamo assistendo a un’ondata di giovani che decidono di farsi coinvolgere in politica e si uniscono ai Verdi”.

Se quindi i Verdi sono oggi un partito fatto da giovani, ma soprattutto per i giovani, forse è anche per questo che in un Paese dalla mentalità retrograda e poco incline ai cambiamenti come l’Italia, il partito dei verdi ha avuto pochissimi voti.

Europee 2019 – l’ambiente nei programmi elettorali: PD

Il Partito Democratico di Nicola Zingaretti è candidato alle elezioni europee insieme al partito di Carlo Calenda Siamo Europei. La loro coalizione si inserisce nel gruppo parlamentare europeo dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D). Di stampo fortemente europeista, S&D crede nell’unione tra i Paesi come strumento fondamentale per lo sviluppo del nostro continente. Il PD apre il suo programma proprio con questa idea:

Solo con un’Unione forte, democratica e solidale i Paesi europei potranno affrontare con successo le sfide del mondo contemporaneo: l’economia e il lavoro che cambiano, l’ambiente da proteggere e valorizzare, un pianeta da governare.

L’ambiente un punto importante

Un’ Unione Europea riformata e democratica è lo strumento essenziale per superare le disuguaglianze, perseguire la giustizia fiscale, affrontare le minacce poste dai cambiamenti climatici, sfruttare il potenziale dell’economia digitale, assicurare una trasformazione sostenibile ed equa dell’agricoltura, gestire i flussi migratori e garantire la sicurezza per tutti i cittadini europei.

Nel programma del PD l’ambiente è un punto importante, anche se non centrale. La lotta ai cambiamenti climatici è infatti integrata con quella alle disuguaglianze sociali e di genere, oltre che alla povertà. L’ambiente è quindi solo un ramo dell’albero, il cui tronco consiste in un unico concetto: innovazione sostenibile. Un esempio è la volontà di accrescere l’occupazione nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Un altro è l’investimento nei giovani che in quanto tali sarebbero parte integrante di potenziali progetti innovativi.

Per rilanciare la crescita, l’occupazione e affrontare le sfide della sostenibilità sociale e ambientale occorre un piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture materiali, immateriali e sociali, energie rinnovabili, welfare.

Nicola Zingaretti, Segretario Nazionale del Partito Democratico.

Concretamente

Concretamente, il PD propone di avviare il processo di decarbonizzazione del sistema energetico, favorendo invece le energie rinnovabili, l’economia circolare, la riduzione delle emissioni. Vorrebbe infatti dimezzare le emissioni entro il 2030 e azzerarle entro il 2050. Un altro esempio è la proposta del PD di anticipare al 2025 la data in cui la plastica in commercio potrà essere soltanto riciclata oppure compostabile.

Con la definizione di un Piano straordinario, l’Ue dovrà essere capace di mobilitare i 290 miliardi l’anno di investimenti necessari per la completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo. […] I più alti obiettivi di riciclaggio che abbiamo introdotto si devono accompagnare con misure concrete di prevenzione della generazione di rifiuti a partire dalla progettazione eco-compatibile.

Made in Italy e integrazione

Importante dal punto di vista ambientale è anche la proposta di tutelare e valorizzare, sempre all’interno del mercato unico, il made in Italy, specialmente contro il sottocosto cinese. Come si legge nel programma, per farlo serve una rivoluzione digitale nel settore manifatturiero e agricolo, per renderlo più efficiente e competitivo.

La prossima Politica agricola comune dovrà essere adeguatamente finanziata con un bilancio almeno pari ai livelli attuali, per essere in grado di continuare a sostenere il nostro modello agricolo familiare, incoraggiando i nostri agricoltori alla transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili. Vogliamo stimolare un modello produttivo basato sulla qualità e sulla valorizzazione della biodiversità, promuovendo una intensificazione sostenibile, il miglioramento varietale non OGM e la diversificazione produttiva.

Il PD inoltre vorrebbe che l‘Europa sia più unita e accogliente nei confronti delle persone che arrivano dal Mediterraneo in cerca di asilo. Come sappiamo, molti di questi scappano da situazioni di invivibilità causate dai cambiamenti climatici, come siccità o disastri naturali. Per questo l’integrazione può essere considerata come una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

Serve un sistema europeo imperniato sui principi di solidarietà e di equa ripartizione, che tuteli i diritti e le libertà fondamentali e sanzioni i paesi che non fanno la loro parte. Bisogna arrivare a una gestione comune delle frontiere europee e alla definizione di vie legali della migrazione che consentano la gestione dei flussi e la realizzazione di politiche di integrazione a partire del rafforzamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.