La marcia Europea di Greta Thunberg continua

Mentre gli effetti del cambiamento climatico si stanno facendo sentire in ogni parte del mondo, la piccola Greta Thunberg continua a percorrere in lungo e in largo il vecchio continente per incontrare politici, pronunciare discorsi sulla giustizia climatica e, non dimentichiamolo, continuare il suo sciopero con le delegazioni di Fridays For Future presenti in varie città europee.

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Venerdì scorso, ad esempio, la giovane attivista svedese, ha scioperato con i ragazzi di Fridays For Future – Berlin ad Invaliden Platz. Ma tantissimi sono anche gli impegni istituzionali a cui deve prendere parte.

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Greta Thunberg e il Prix Libertè

Domenica 21 luglio Greta è stata in Normandia dove ha ricevuto il Prix Libertè. Il giorno prima, sempre nella regione francese, ha preso parte alle celebrazioni del D-Day.  In quest’occasione la giovane Thunberg ha potuto assistere anche all’intervento del veterano nativo americano Charles Norman Shay, che sbarcò proprio su quelle coste nel fatidico giorno. Un discorso che la piccola attivista svedese ha gradito, a ragion veduta, e che ha condiviso su Facebook sottolineando come quelle fossero “le parole più potenti che abbia mai sentito riguardo alla crisi climatica ed ecologica”.

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Tra le parole di Shay le più azzeccate riguardano proprio l’irresponsabilità della razza umana verso la natura: “Tutti i danni che stiamo causando a Madre Natura mi rendono triste. Ho visto soldati morire, ho combattuto per la libertà dell’umanità intera 75 anni fa. Ma tutto questo non avrà più senso se Madre Natura è gravemente ferita e se la nostra civiltà si sta piegando a causa dell’inappropriato comportamento da parte della razza umana.”

Il discorso al parlamento francese

Successivamente, il 23 luglio, la giovane attivista svedese si è presentata al cospetto del Parlamento francese, così come già successo anche in Italia, Germania ed Inghilterra, per tenere uno dei suoi discorsi indirizzati alla classe politica sottolineando la sua responsabilità verso un problema che deve essere messo in cima alla lista delle priorità dai governi di tutto il mondo.

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In questa occasione Greta ha ribadito il concetto della necessità di prendere una posizione netta e di iniziare da subito a mettere mano al problema della crisi ecologica: “Se entro il 2030 non facciamo nulla, saremo probabilmente in una posizione in cui avremo passato un punto di non ritorno e non saremo più in grado di fare retromarcia sui cambiamenti climatici. Molti dicono di non essere d’accordo, dicono che noi bambini esageriamo, che siamo allarmistici. Quello su cui basiamo le nostre richieste sono dati scientifici. Voi avete una soluzione diversa per mantenerci al di sotto del previsto innalzamento delle temperature?”.

La rabbia del Front National di fronte al discorso di Greta Thunberg

L’intervento ha suscitato le proteste di un’ampia fetta dell’opposizione tra le cui fila siede, non a caso, il Front National di Marine le Pen: il partito che più in Europa si avvicina alla Lega di Matteo Salvini e che, insieme ad esso, fa parte di quell’insieme di forze politiche che nega, senza il supporto di alcun dato scientifico rilevante, l’esistenza del cambiamento climatico. Ma Greta non è intenzionata a fermarsi. Già in diverse occasioni ha accolto con favore le aspre critiche di forze politiche che negano l’evidenza dei fatti, facendosi forza e dichiarando che queste non sono altro che la dimostrazione di come le vecchie forze politiche abbiano paura di ciò che sta nascendo. Un movimento democratico e di tutti che ha come priorità la difesa del pianeta e, quindi, di tutte le classi sociali che compongono la nostra società.

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La speranza si tinge di Greta

Un pensiero ben lontano da quello che da anni è a capo delle politiche mondiali, molto più attente ad assecondare le richieste di una manciata di personaggi ricchi piuttosto che quelle della collettività intera. Il “rumore dei nemici” non fa paura alla piccola Greta che continua imperterrita la sua marcia conscia di essere dalla parte giusta della storia e di avere alle sue spalle un movimento forte, maturo e che sta spaventando chi da anni si trova in cima alla piramide sociale nutrendosi di devastazione ambientale e delle sofferenze dei più poveri. A meno di un anno dal suo primo sciopero la portata del movimento di cui è simbolo ha raggiunto dimensioni mai viste prima in un arco di tempo così breve. La speranza, oggi, ha un nuovo volto. Un volto giovane, puro e che non si fermerà di fronte a niente.

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La lettera di 250 scienziati al governo italiano

É intitolata “No alle false informazioni sul clima” ed è stata promossa da Roberto Buizza, professore alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. A pochi giorni dalla sua pubblicazione oltre 250 scienziati e ricercatori italiano hanno già firmato la lettera come risposta alla “Petizione sul riscaldamento globale antropico” con la quale 70 firmatari hanno negato il legame tra i cambiamenti climatici e le emissioni di gas serra antropogenici. Un’iniziativa atta a contrastare la disinformazione dilagante sul tema e che, al termine della raccolta delle firme, verrà inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del senato, al Presidente della Camera dei Deputati e al Presidente del Consiglio dei Ministri con la speranza che possa sortire gli effetti desiderati.

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I firmatari a confronto

Già solamente andando a leggere chi sono i firmatari delle due lettere è facile capire quale tra le due si avvicini più dell’altra alla verità scientifica. All’interno del testo della petizione negazionista è possibile leggere, nel paragrafo finale, che “posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per l’approvvigionamento energetico dell’umanità, suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera”. Casualmente, tra i firmatari del documento, è possibile trovare, tra gli altri, Achille Balduzzi, Pino Cippitelli e Franco di Cesare. Una mossa non particolarmente oculata visto che tutti e 3 sono dipendenti dell’Eni, l’azienda più inquinante dell’intero paese. Un conflitto d’interessi è, quindi, quanto meno sospettabile. Sugli 82 firmatari della petizione, inoltre, troviamo un solo climatologo.

Al contrario la lettera promossa da Roberto Buizza, oltre ad essere stata sottoscritta da molti più scienziati, può contare sulla firma di più di 20 climatologi. Va ricordato come, nel momento in cui si parla di cambiamenti climatici, sia proprio questa la qualifica più autoritaria per esprimere un giudizio credibile. Inoltre i dati scientifici a supporto della natura antropogenica dei cambiamenti climatici ormai sovrastano, in termini sia quantitativi sia qualitativi, quelli dei negazionisti. Non si tratta più di opinioni, ma di prendere atto dell’esistenza di un problema che va risolto con urgenza.  

Il testo integrale della lettera sottoscritta da Buizza e dagli altri scienziati

È urgente e fondamentale affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici. Chiediamo che l’Italia segua l’esempio di molti paesi Europei, e decida di agire sui processi produttivi e il trasporto, trasformando l’economia in modo da raggiungere il traguardo di ‘zero emissioni nette di gas serra’ entro il 2050. Tale risultato deve essere raggiunto per i seguenti motivi:

  • Dati osservati provenienti da una pluralità di fonti dicono che il sistema Terra è oggi sottoposto a variazioni climatiche molto marcate che stanno avvenendo su scale di tempo estremamente brevi

  • Le osservazioni indicano chiaramente che le concentrazioni di gas serra in atmosfera, quali l’anidride carbonica e il metano, sono in continua crescita, soprattutto a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, in seguito ad un utilizzo sempre più massiccio di combustibili fossili e al crescente diffondersi di alcune pratiche agricole, quali gli allevamenti intensivi

  • Le misure dell’aumento dei gas-serra e delle variazioni del clima terrestre confermano ciò che la fisica di base ci dice e quanto i modelli del sistema Terra indicano: le attività antropiche sono la causa principale dei cambiamenti climatici a scala globale cui stiamo assistendo

  • Migliaia di scienziati che studiano il clima del sistema Terra, la sua evoluzione e le attività umane, concordano sul fatto che ci sia una relazione di causa ed effetto tra l’aumento dei gas serra di origine antropica e l’aumento della temperatura globale terrestre, come confermato dai rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che riassumono i risultati pubblicati dalla comunità scientifica globale

  • I modelli numerici del sistema Terra basati sulle leggi della fisica sono gli strumenti più realistici che abbiamo a disposizione per studiare il clima, per analizzare le cause dei cambiamenti climatici osservati e per stimare possibili scenari di clima futuro; questi modelli sono sempre più affidabili grazie all’accrescimento della rete di osservazioni utilizzate per validare la loro qualità, al miglioramento della nostra conoscenza dei fenomeni che influenzano il clima e alla disponibilità di risorse computazionali ad alte prestazioni

  • L’esistenza di una variabilità climatica di origine naturale non può essere addotta come argomento per negare o sminuire l’esistenza di un riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra; la variabilità naturale si sovrappone a quella di origine antropica, e la comunità scientifica possiede gli strumenti per analizzare entrambe le componenti e studiare le loro interazioni

  • Gli scenari futuri “business as usual” (cioè in assenza di politiche di riduzione di emissioni di gas serra) prodotti dai tutti i modelli del sistema Terra scientificamente accreditati, indicano che gli effetti dei cambiamenti climatici su innumerevoli settori della società e sugli ecosistemi naturali sono tali da mettere in pericolo lo sviluppo sostenibile della società come oggi la conosciamo, e quindi il futuro delle prossime generazioni

  • Devono essere pertanto intraprese misure efficaci e urgenti per limitare le emissioni di gas serra e mantenere il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici ad esso associati al di sotto del livello di pericolo indicato dall’accordo di Parigi del 2015 (mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, e perseguire sforzi volti a limitare l’aumento di temperatura a 1,5 °C)

Queste conclusioni sono basate su decine di migliaia di studi condotti in tutti i Paesi del mondo dagli scienziati più accreditati che lavorano sul tema dei cambiamenti climatici. È sulla base di queste conclusioni che vanno prese decisioni importanti per la lotta ai cambiamenti climatici piuttosto che su documenti, come la lettera datata 17 giugno e firmata da un gruppo formato quasi esclusivamente da non-esperti sulla scienza dei cambiamenti climatici (come comprovato dai loro curricula di pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali), in cui è stato messo in discussione con argomentazioni superficiali ed erronee il legame tra il riscaldamento globale dell’era post-industriale e le emissioni di gas serra di origine antropica (“Petizione sul riscaldamento globale antropico”, datata 17 giugno 2019).

Concludiamo riaffermando con forza che il problema dei cambiamenti climatici è estremamente importante e urgente, per l’Italia come per tutti i paesi del mondo. Politiche tese alla mitigazione e all’adattamento a questi cambiamenti climatici dovrebbero essere una priorità importante del dibattito politico nazionale per assicurare un futuro migliore alle prossime generazioni.

Il tempo dei dubbi è finito. I cambiamenti climatici sono qui, ora.

Caldo record in quasi ogni parte del mondo, siccità, ghiacciai che si sciolgono ad una velocità mai vista prima, alluvioni e ondate di caldo. Tutti scenari già ampiamente previsti dagli scienziati di tutto il mondo. La causa di tutto ciò è una sola e, come se ci fosse bisogno di tutto questo per confermarlo, si chiama riscaldamento globale. In un’annata che potrebbe passare alla storia come la più influenzata dai cambiamenti climatici, le notizie di eventi estremi che si succedono ogni giorno nei giornali di tutto il mondo non lasciano più spazio ad alcun tipo di interpretazione al di fuori di quella da anni paventata dai climatologi. Il cambiamento climatico esiste e, se niente sarà fatto per contrastarlo, avrà conseguenze terrificanti.

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Giugno è stato il più caldo della storia

Il mese di giugno del 2019 è stato il più caldo mai registrato da quando c’è disponibilità di dati. Ad annunciarlo è stata l’ Agenzia dei Satelliti dell’Unione Europea. I dati che hanno portato a questa conclusione sono stati registrati dal Copernicus Climate Change Service per poi essere analizzati dallo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts. La temperatura media in tutta Europa è stata di 2 gradi al di sopra della media con picchi di 6-10 °C in Francia, Germania e nord della Spagna. Gli esperti hanno inoltre espresso la loro preoccupazione per l’aumento della probabilità del verificarsi di simili scenari anche nel prossimo futuro, con un grado di probabilità 5 volte maggiore rispetto alla norma.

La recente ondata di calore ha infranto ogni record in Francia toccando la temperatura più alta mai registrata nel paese (45,9 °C). Alcune zone della Spagna sono state messe in ginocchio da incendi di una portata altamente distruttiva. Il nostro paese viene messo a ferro e fuoco da bombe d’acqua di portata apocalittica. Peter Stott, uno studioso dei cambiamenti climatici del Met Office, ha dichiarato che “un’ondata di calore del genere sarebbe stata più mite di 4°C se si fosse verificata 100 anni fa”. I dati, ancora una volta, non lasciano scampo.

Anche l’Alaska brucia: toccati i 32 °C

Questa serie di avvenimenti preoccupanti non hanno però colpito solamente l’Europa. Nella città più fredda degli Stati Uniti, Anchorage (Alaska), sono stati raggiunti i 32,2 °C. La stessa temperatura della Florida. Il record precedente risale al 1969 quando furono toccati i 29 °C. La temperatura media, in questa stagione, dovrebbe invece essere intorno ai 18 °C. Secondo gli esperti l’aumento della temperatura nella regione, verificatasi negli ultimi anni, è dovuto al riscaldamento dell’Oceano Artico. I dati su scale temporali più ampie ci dicono inoltre che l’intera regione si sta scaldano due volte più velocemente rispetto alla media globale.

Le conseguenze di tutto ciò sono quelle che, ormai e a malincuore, conosciamo bene. Oltre a provocare lo scioglimento di ampie aree di ghiacciai che esistevano da milioni di anni, il clima secco e il caldo, in regioni con una così fitta vegetazione, finiscono per scatenare numerosi incendi. Il che significa un’ulteriore immissione di anidride carbonica nell’atmosfera e una contemporanea perdita di alberi, la migliore tecnologia che abbiamo per contrastare i cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici lasciano l’India senz’acqua

La situazione più preoccupante su scala globale, da un punto di vista umanitario, si sta tuttavia verificando in India. Alcune zone del paese, tra cui la regione del Chennai, sono vittima di un periodo di siccità che dura da più di 200 giorni. Nelle aree più aride sono state toccate temperature al di sopra dei 50 °C. Fiumi e laghi in diverse regioni hanno iniziato a prosciugarsi e la disponibilità di acqua potabile diminuisce di giorno in giorno. Le persone hanno smesso di lavare i vestiti per salvaguardare le poche riserve idriche a disposizione e l’IMD ha dichiarato che la popolazione è a rischio di contrarre malattie gravi indipendentemente dalle fasce d’età. La causa principale di tutto ciò è un ampio ritardo nell’arrivo del periodo delle piogge.

Secondo un articolo comparso sul quotidiano La Stampa, inoltre, le razioni di acqua potabile nella penisola asiatica vengono distribuite solamente ai ricchi, con conseguenze devastanti sulla maggior parte della popolazione più povera. Un’ulteriore riprova di ciò che ha già previsto l’ONU: a salvarsi dai cambiamenti climatici potrebbe essere solamente la fascia più abbiente della popolazione mondiale ovvero proprio quella più responsabile del riscaldamento globale.

Una situazione simile si era verificata anche in Australia nei mesi scorsi, a conferma del fatto che nelle regioni equatoriali avvenimenti di questo tipo capiteranno con sempre maggiore frequenza. Altre notizie di problemi causati dai cambiamenti climatici giungono anche da Cuba, dove le temperature hanno infranto ogni record, così come in Cina. La Russia è soggetta ad alluvioni mai viste prima nel paese. In Messico una tempesta ha lasciato le strade di Guadalajara sotto un metro di ghiaccio. Serve altro?

Guadalajara, Messico. Video. The Guardian

I cambiamenti climatici non sono più un’opinione

Per anni abbiamo dovuto assistere a persone, per lo più mal informate, che parlavano dei cambiamenti climatici causati dall’uomo come di una cosa non certa. Non è bastata una percentuale di climatologi, convinta che il riscaldamento globale esista, che tocca il 97%. Così come non sono bastate le immagini di ghiacciai che si sciolgono a vista d’occhio e la discesa in piazza di milioni di ragazzi in tutto il mondo.

Ora non ci sono più scuse. I cambiamenti climatici stanno iniziando a mietere vittime nelle parti più povere del mondo e non ci vorrà molto prima che inizino a farlo anche nelle altre. Per anni siamo stati avvisati di tutto ciò e per anni ci siamo voltati dall’altra parte, sperando che qualcun altro si prendesse carico del problema. Ma questo non si risolverà da solo. I cambiamenti climatici sono qui, oggi più che mai. E ciò a cui stiamo assistendo è solo un piccolo assaggio di quello che potrebbe succedere nei prossimi 50 anni. Ma abbiamo ancora tempo per metterci una pezza. Non ci resta che iniziare a farlo, in fretta.  

Frutta e verdura di stagione per il mese di Luglio: cosa comprare

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Nuovo mese, nuova frutta e verdura di stagione. Per una spesa più sostenibile e naturale. A luglio è finalmente ora di pomodori, peperoni e melanzane. Ma anche gli alberi da frutto non scherzano: angurie, albicocche, pesche e mirtilli in questo periodo sono speciali.

Verdura di stagione di luglio, le novità

  • Peperoni: I peperoni sono gli alimenti che, se consumati crudi, contengono le maggiori quantità di vitamina C. Sono anche ricchi di acqua, fibre e sali minerali (soprattutto potassio). I peperoni sono anche un’ottima fonte di betacarotene, dal potere antiossidante
  • Melanzane: Ricche di potassio e fonte di fibre, le melanzane sono utilissime per il riequilibrio della funzionalità epatica. Inoltre presentano proprietà ipocolesterolemizzanti oltre che lassative. Aiuta in caso di anemia, aterosclerosi, oliguria e gotta. Infine ha virtù depurative, diuretiche ed antinfiammatorie.
  • Pomodori: sono ricchi d’acqua (oltre il 94%) e i grassi rappresentano solamente lo 0,2%. Contiene sopratutto vitamina E, che assicura proprietà antiossidanti e vitaminizzanti. Cospicua anche la componente minerale come ferro e calcio, per questo i pomodori sono rimineralizzanti ed antiradicalici. Infine, grazie agli acidi organici, favoriscono la digestione.

Verdura di stagione di luglio, ma anche di fine giugno

  • Zucchine: hanno un elevato contenuto di acqua e pertanto sono diuretiche e molto digeribili. Il colesterolo è assente. Contiene vitamina C, A e acido folico. Contengono sali minerali, sopratutto potassio e manganese.
  • Cetrioli: ricchi di acqua, vitamine (B6, C, K), sali minerali (magnesio e potassio) e fibre. Hanno proprietà rinfrescanti, diuretiche, depurative e antigottose.
  • Fagiolini: hanno un’elevatissima quantità di acqua (circa il 90%). Sono ricchi di fibre, sali minerali, vitamina A e C. I fagiolini vantano proprietà diuretiche e rinfrescanti dell’apparato gastro-intestinale, oltre che rimineralizzanti. Sono un ottimo alleato in caso di stitichezza.
  • Ravanello: contiene vitamina C, vitamine del gruppo B e sali minerali. Rilassa il sistema muscolare e aiuta contro le affezioni polmonari. Ha proprietà antisettiche e antibatteriche. Depura i reni, stimola la digestione e ha proprietà lassative.
  • Fave: sono ricche di proteine e fibre vegetali, che abbassano il colesterolo, e sono povere di gassi. Contengono ferro, sali minerali, vitamina B1 e vitamina A, importante per la salute della pelle. Da evitare se si soffre di favismo.
  • Sedano: vanta un bassissimo contenuto calorico poiché è ricchissimo di acqua. Rappresenta una fonte di sali minerali, quali ferro, manganese e potassio, oltre ad essere ricco di antiossidanti (vitamina A, C ed E).
  • Piselli: legumi contenenti una modesta quantità di proteine. Presentano moltissimo acido folico, vitamina indispensabile per il bene del feto e per prevenire patologie cardiovascolari. I piselli sono ricchi di vitamina C e di sali minerali.
  • Patate: ricche di glucidi, vitamine del gruppo B, vitamina C, potassio e oligominerali (rame, ferro, cromo e magnesio).
  • Lenticchie: legumi ricchi di proteine, fibre, ferro, magnesio e potassio. Sono molto nutrienti ed energetiche, hanno proprietà antiossidanti e aiutano la concentrazione e la memoria.
  • Erba Cipollina: contiene vitamina C e vitamine del gruppo B. Ha un’alta presenza di calcio, magnesio, ferro e fibre.
  • Cece: legume ad alto contenuto proteico e di acidi grassi insaturi come Omega 6. Contengono anche fibre, vitamine del gruppo B e minerali.
  • Carota: ricca in vitamina A e carotene, molto importanti per la salute della pelle. Ha una buona presenza di sali minerali, vitamine del gruppo B, D ed E.
  • Rucola: presenta vitamina C, potassio, fosforo e ferro. Favorisce la digestione ed è benefica per il fegato.
  • Basilico: ricco di vitamina k manganese. È un’ottima fonte di rame e vitamina C, oltre che di calcio, ferro, acido folico e acidi grassi omega 3. Aiuta a proteggere la struttura delle cellule e ha proprietà antibatteriche.
  • Prezzemolo: è ricchissimo di vitamine C, A, K, acido folico e altre vitamine del gruppo B. Presenta anche minerali tra cui potassio, calcio e ferro. Aiuta a depurare l’organismo e a tenere sotto controllo la glicemia.
  • Indivia: ricca di principi attivi è un alimento diuretico e ha un effetto depurativo e disintossicante
  • Cicoria: ricca di principi attivi è un alimento diuretico e ha un effetto depurativo e disintossicante.
  • Bietola: contiene fibre, vitamine e sali minerali come potassio e ferro.
  • Finocchio: è composto principalmente d’acqua, presenta minerali come il potassio e contiene vitamina A, C e alcune del gruppo B. Aiuta nella digestione, riduce il gonfiore e ha proprietà antinfiammatorie.
  • Spinaci: sono ricchissimi di ferro, il cui assorbimento è favorito dalla vitamina C. Presenta anche carotenoidi (pro-vitamina A) e vitamina E. Hanno proprietà antiossidanti e hanno un’azione benefica sulla salute degli occhi.
  • Aglio bianco e rosso: ha effetti positivi sull’apparato circolatorio. Aiuta a ridurre il colesterolo e a regolare la pressione.
  • Porro: ha proprietà diuretiche e lassative grazie all’alta presenza di fibre e contiene pochissimi grassi.
  • Lattuga: ha un elevato contenuto di fibre e di vitamine (C, B2 ed E). Contiene potassio, il che rende la lattuga una buona alleata per gli sportivi.
  • Cipolla: l’alta componente di acqua la rende diuretica, la piccola parte di fruttosio la rende un alimento energetico. I solforati e i flavonoidi le conferiscono proprietà antitumorali, specialmente per colon, stomaco e prostata.
  • Scalogno: Lo scalogno, come l’aglio e la cipolla, si avvale di numerosi “pregi metabolici”. Possiede alcune molecole utili per la regolazione della pressione sanguigna, la diuresi, la riduzione del colesterolo e delle infiammazioni, pertanto costituisce un alimento adatto alla dieta contro il rischio cardio-vascolare.

Frutta di stagione di luglio: le novità

  • Anguria: è un frutto ricchissimo di acqua, che rappresenta circa il 95%, e ha un elevato potere saziante. Contiene diversi tipi di vitamine e minerali, quindi è ottima per recuperare le sostanze perse con la sudorazione e in caso di spossatezza dovuta all’afa estiva. Presenta inoltre diversi tipi di antiossidanti come il licopene, a cui deve il suo colore rosso.
  • Fichi: I semi, le mucillagini, le sostanze zuccherine esercitano delicate proprietà lassative. Nei fichi freschi sono contenuti enzimi digestivi che facilitano l’assimilazione dei cibi. I fichi svolgono un’azione caustica e proteolitica a difesa della pelle. Oltre che di potassio, ferro e calcio, i fichi sono anche ricchi di vitamina B6.
  • Melone: il melone rientra tra i frutti più dolci e nel contempo dissetanti in assoluto. La quantità di acqua in esso contenuta supera spesso il 90%. Il melone è ricchissimo di vitamine e di sali minerali: tra le vitamine si ricorda soprattutto la A. Contiene tracce di vitamina B1 e B2 ed è una buona fonte di potassio.

Frutta di stagione di luglio, ma anche di fine giugno

  • Albicocca: le albicocche fresche sono ricche di acqua, vitamine (A e C), sali minerali (potassio) e fibre.
  • Ciliegie: le ciliegie sono ricche di vitamina C e A che proteggono la vista e rafforzano le difese immunitarie. Contengono acido folico, calcio, potassio, magnesio, sostanze importanti per la lotta ai radicali liberi. Sono depurative, disintossicanti, diuretiche e aiutano a prevenire l’arteriosclerosi e l’invecchiamento cellulare.
  • Frutti di bosco: contengono acqua e fibre in abbondanza, e apportano un quantitativo di zuccheri (fruttosio) di media entità. Contengono vitamine, antiossidanti e sali minerali. Sono utili nella moderazione dell’ipercolesterolemia.
  • Mele: ha un’alta concentrazione di fibre, il colesterolo è assente. Contiene vitamina C e potassio. La sua fermentazione da parte della flora batterica intestinale può avere un effetto protettivo sullo sviluppo del cancro al colon.
  • Pere: contengono vitamine e sali minerali (potassio) e hanno un alto contenuto di fibre, per questo sono molto sazianti. Modulano l’assorbimento intestinale dei lipidi e prevengono i disturbi dell’intestino crasso.
  • Pesche: contengono sali minerali quali potassio, magnesio e fosforo e vitamine (C, E, B3). Presenta anche antiossidanti quali il beta-carotene, ha proprietà antiossidanti, anti-tumorali e riduce la pressione arteriosa.
  • Prugne: contengono buone quantità di vitamina C e vitamina K (antiemorragica), ma anche di sali minerali quali potassio, magnesio e manganese. Le prugne sono ricchissime di fibre, per questo sono note per la loro eccellente azione lassativa.
  • Susine: anche queste contengono molta acqua e fibre, utili contro la stipsi. Le susine svolgono anche un’importante.

Potrebbero esserci piccole variazioni in base all’esatta regione di provenienza. Per ogni dubbio ci si può sempre rivolgere al contadino di fiducia. Se non ne avete uno, trovatelo. Gli alimenti vegetali consumati in modo sostenibile sono più buoni e, spesso, costano anche meno.

Il nostro consiglio

Il modo più sostenibile di consumare prodotti alimentari è quello di conoscerne l’esatta provenienza. La soluzione migliore sarebbe quella di acquistarli direttamente dai produttori, nei mercati a chilometro zero. Per trovarli potete servirvi del sito della Coldiretti, dove sono indicate le città in cui è già presente il mercato di Campagna Amica. Altrimenti non è ormai inusuale che alcuni alimentari o qualche negozio di frutta e verdura faccia anche le consegne a domicilio. Segnaliamo inoltre la possibilità di adottare orti. Valutate anche l’idea di piantare qualche pianta aromatica nel terrazzo o sul davanzale della finestra, possono dare grande soddisfazioni. Così come anche un buon albero da frutto piantato in giardino. Buona spesa!

Fridays For Future: decisa la data del terzo sciopero globale

I ragazzi di Fridays For Future hanno deciso. Il Terzo Sciopero Globale per il Clima si terrà il 27 settembre 2019 nelle piazze di tutto il mondo. Il primo comitato italiano del movimento a pubblicare l’evento sulla propria pagina è stato quello di Milano. Il capoluogo lombardo è stata infatti la città in cui c’è stata la più alta partecipazione duranti i due scioperi precedenti. L’evento costituisce la continuazione di una rivolta iniziata quasi un anno fa grazie all’esempio di Greta Thunberg e che, in pochissimo tempo, ha raggiunto una portata di carattere globale.

Tante parole, pochi fatti

Le tante dichiarazioni di emergenza climatica che si stanno succedendo in tutto il mondo sono sicuramente un risultato da tenersi stretto. Soprattutto considerando che sono frutto di pressioni fatte principalmente da ragazzi che, in alcuni casi, non hanno ancora nemmeno finito le superiori. Tuttavia, quando si vanno ad analizzare i fatti, c’è qualcosa che non torna. Di settimana scorsa è infatti la notizia della mancata approvazione da parte del Consiglio Europeo di una mozione che ponesse il 2050 come termine ultimo per l’azzeramento delle emissioni climalteranti dell’Unione.

Il testo, per essere valido, doveva essere approvato all’unanimità. Purtroppo però i paesi di Visegrad – Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria ed Estonia – si sono fermamente opposti al provvedimento. Il risultato è stato l’inserimento nel testo di una frase molto generica che di fatto non obbliga nessuno dei paesi membri ad azzerare le proprie emissioni. Gli stati firmatari si mpegnano infatti a “garantire una transizione verso una Unione europea climaticamente neutrale in linea con gli accordi di Parigi”. Nessuna data ultima per farlo viene specificata nel testo così come nessun obiettivo intermedio.

Un accordo privo di significato?

In questo senso va ricordato come l’aspetto più criticato degli Accordi di Parigi sia proprio la mancanza di vere e proprie restrizioni, con annesse sanzioni, per i paesi che non riescono a rispettare quanto specificato all’interno del testo dell’Accordo. Se dunque, per altri aspetti della società, mettere regole e paletti da rispettare venga considerato come la norma, risulta ormai chiaro come, quando si parli di cambiamenti climatici, quest’abitudine possa essere totalmente ignorata senza porsi troppi problemi.

Salvo qualche eccezione, infatti, la maggior parte dei paesi più sviluppati non ha ancora dato una risposta concreta alla crisi climatica in atto. Se i movimenti ambientalisti stanno toccando il loro punto più alto in termini di partecipazione da parte dei cittadini, come dimostrato anche dai risultati delle scorse europee conclusesi l’exploit dei Verdi, l’incoerenza e la cecità della classe politica di fronte a tale mobilitazione sta creando uno scenario preoccupante. Fino ad ora le istituzioni, invece di assecondare le richieste dei cittadini, stanno deliberatamente ignorando il problema. Il rischio è quello della creazione un circolo vizioso di ipocrisia che potrebbe dominare il Parlamento Europeo negli anni a venire. Se, infatti, la netta inversione di rotta necessaria per contrastare i cambiamenti climatici non trovasse riscontro alcuno nelle politiche messe in atto dall’Unione le conseguenze potrebbero infatti essere irreparabili.

L’appello di Fridays For Future ai lavoratori

Fridays For Future nasce come un movimento di giovani e studenti e, in quanto tale, ha raggiunto dimensioni che sono andate oltre le più rosee aspettative. Tuttavia il carattere inclusivo dell’iniziativa ha mobilitato in maniera spontanea, anche se in percentuale minore, anche persone di età più adulta. I ragazzi del movimento, in occasione del terzo sciopero globale per il prima, hanno deciso di lanciare un vero e proprio appello indirizzato ai lavoratori. L’intento è quello di coinvolgere in maniera diretta anche un maggior numero di adulti. Fridays For future ha pubblicato la sua “Lettera aperta a tutte le lavoratrici, a tutti i lavoratori e a tutte le organizzazioni sindacali” in data 25 giugno 2019. Questa segna un punto di svolta per il movimento che ha deciso di puntare ancora più in alto volendo coinvolgere tutti gli strati della società.

E come potrebbe essere altrimenti. Il cambiamento climatico non guarda all’età delle persone, né tanto meno a quello che fanno nella vita. Colpirà tutti, nessuno escluso, e le conseguenze che avrà nelle nostre vite, se non affrontiamo il problema come dovremmo, saranno a dir poco devastanti. Fridays For Future vuole provare a salvarci da tutto questo. Non resta che sperare che anche i politici vogliano fare lo stesso.

Dichiarazioni di emergenza climatica: la lista si allunga

A pochi mesi dalla prima e storica dichiarazione, da parte del Regno Unito, dello stato di emergenza climatica sono tantissimi gli uffici pubblici che hanno seguito l’esempio britannico. L’ultima nazione a farlo, in ordine di tempo, è il Canada del premier Justin Trudeau. Secondo la lista aggiornata del sito  “Climate Emergency Declaration and Mobilisation in Action fino ad oggi sono ben 631 le giurisdizioni ad aver deliberato a favore della mozione in 15 diversi paesi . E la lista è destinata ad allungarsi.

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La situazione in Italia sulle dichiarazioni di emergenza climatica

Sebbene il Senato abbia ben pensato di bocciare la mozione per la dichiarazione di emergenza climatica pochi giorni dopo le elezioni europee, sono ben 9 i comuni del belpaese ad aver deliberato a favore del provvedimento: Acri, Aosta, Lucca, Maglie, Milano, Napoli, Torchiarolo ed anche la regione Toscana. La somma degli abitanti conseguentemente coinvolti da questa decisione arriva a più di 8 milioni di persone, ovvero il 14% della popolazione nazionale.

Altre località di spicco in tutto il mondo ad aver fatto lo stesso sono la Catalogna, San Francisco, Berkeley, Auckland e Praga. Ora non resta che aspettare che queste belle intenzioni si trasformino in fatti anche se, almeno per quanto successo in Canada il giorno dopo la dichiarazione, ci sarà ancora tanta strada da fare.

Ipocrisia al potere

A meno di 24 ore dalla dichiarazione di emergenza climatica il Canada ha approvato l’ampliamento del contestatissimo oleodotto Trans Mountain. L’opera costerà al governo canadese ben 5 miliardi di euro. Soldi che avrebbero potuto essere utilizzati in maniera molto diversa, guardando al futuro invece che al passato. L’oleodotto trasporterà l’equivalente di 300.000 barili di petrolio bituminoso al giorno e sarà lungo più di 1.000 chilometri. Non è raro che in infrastrutture di tale portata possano verificarsi delle perdite che potrebbero essere notate solo dopo anni. Inoltre il tipo di greggio che verrà trasportato è segnalato da Greenpeace come “il più sporco della Terra”.

Non hanno tardato ad arrivare le critiche per questa mossa. Per primi i ragazzi di Fridays For Future che ogni giorno si battono per far sì che gli uffici pubblici dichiarino lo stato di emergenza climatica e che hanno visto un paese intero rendersi protagonista di una decisione tanto ipocrita quanto pericolosa per il benessere delle future generazioni.

Anche Patrick McKully, dirigente del Rainforest Action Network, non ha avuto peli sulla lingua: “É come dichiarare guerra al cancro ed il giorno dopo fare pubblicità alle sigarette”. Una condotta oltremodo irresponsabile e che indebolisce la posizione del Canada nella lotta al cambiamento climatico.

La battaglia continua

Nonostante sia ancora da verificare la coerenza di tutti gli altri comuni e paesi ad aver dichiarato lo stato di emergenza climatica, il dato positivo è che il numero di municipalità coinvolte aumenta di giorno in giorno. Se i ragazzi di Fridays For Future combattono attivamente ormai da mesi per la causa, anche il partito italiano dei Verdi non resta a guardare. Sul loro sito è infatti disponibile un format con il quale è possibile richiedere formalmente al proprio comune di dichiarare lo stato di emergenza climatica.

La speranza, dunque, è che il numero di comuni italiani coinvolti attivamente nella lotta al cambiamento climatico aumenti sempre di più. Sebbene si possa ipotizzare che questo scenario possa effettivamente verificarsi resterà da vedere se a vincere sarà la coerenza e la presa di coscienza del problema di cambiamenti climatici, e con esso della necessità di iniziare ad invertire la rotta in maniera decisa, oppure se a farlo sarà l’ipocrisia già dimostrata dal premier canadese. Il momento di agire è già arrivato. E le parole non bastano più.

Il primo supermercato plastic free d’Italia apre in Val di Sole

Si chiamerà “AgriMarket – La Dispensa” ed aprirà i battenti nei primi giorni di luglio. Il primo supermercato plastic free d’Italia è pronto a fare la sua comparsa a Fucine, una frazione del comune di Ossana in provincia di Trento. L’iniziativa parte da un bando pubblicato dal comune che ha deciso di mettere a disposizione un edificio pubblico inutilizzato per la creazione di un punto vendita di prodotti locali che potesse cambiare la percezione del supermercato.

Le regole da rispettare per il vincitore del bando sono infatti molto strette. Divieto di utilizzo di imballaggi inquinanti e obbligo di fornire prodotti che provengano al massimo da 110 chilometri di distanza dal punto vendita. Patrizia Pedergnana, già titolare di un’azienda che si occupa di orticoltura con consegna a domicilio, ha colto la palla al balzo e si è aggiudicata il bando insieme a due altre aziende agricole della zona.

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In foto: Patrizia mentre lavora nella sua azienda agricola in Val di Sole

Un nuovo modello di commercio sostenibile

L’obiettivo dichiarato dalla vincitrice del bando è quello di riuscire a fare rete con tutte le attività della valle per fornire al consumatore una nuova esperienza di acquisto improntata sulla sosteniblità, il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione dei prodotti locali. Tutti aspetti che con lo sviluppo della grande distribuzione sono ormai finiti nel dimenticatoio.

Patrizia, con la sua iniziativa, vuole lanciare un messaggio: “La speranza è quella di smuovere le persone. Abbiamo la necessità di salvare il pianeta. L’ho fatto anche per i miei figli. Va trasmessa una cultura che vada contro l’eccessiva creazione di rifiuti cui stiamo assistendo oggi. Le mie zie mi raccontavano sempre di utilizzare il cartone del latte come cestino dell’immondizia. Noi oggi in una sola giornata siamo in grado di produrne una busta intera.”

Un supermercato non solo plastic-free

“Tutto l’arredamento del negozio sarà fatto con materiali di recupero. Metteremo a disposizione dei clienti borse di stoffa e barattoli in vetro che potranno quindi riutilizzare nel momento in cui tornano a fare la spesa”. Delle attività simili sono già state aperte anche all’estero, proprio a sottolineare la necessità di un netto cambio di rotta nel nostro modo di consumare. Il modello di sviluppo odierno ha chiaramente dimostrato di non essere adatto a funzionare sul lungo termine. I terreni si impoveriscono, i prodotti sono standardizzati su larga scala e le discariche si riempiono sempre di più. Patrizia è consapevole di proporre un modello alternativo a quello della GDO: “Questo nuovo modo di concepire il punto vendita potrebbe costituire un’alternativa credibile anche per la grande distribuzione. Anzi, chissà che proprio il mio negozio non possa essere il primo di una catena”.

La ribalta di un nuovo modello di consumo

La richiesta da parte dei consumatori di prodotti genuini e di certa provenienza è sempre più alta. Inoltre i temi della plastica e dei rifiuti sono tra quelli che hanno ottenuto la maggiore risonanza tra l’opinione pubblica, per lo meno per quanto riguarda le problematiche relative ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. Oltre all’iniziativa di Patrizia si stanno pian piano espandendo anche piattaforme di adozione degli orti così come i mercati a km 0 della Coldiretti grazie all’iniziativa “Campagna Amica”.

La grande distribuzione ha ormai perso il rapporto con il cliente. Io invece mi ci relaziono tutti i giorni e questo arricchisce entrambi. Mi hanno dato anche tante idee che altrimenti non avrei avuto.” – prosegue Patrizia – “Per andare avanti occorre tornare indietro. Ben venga la tecnologia e lo sviluppo, ma non dimentichiamoci di salvaguardare il futuro”. E come darle torto. All’orizzonte c’è un nuovo modo di fare le cose. Un nuovo modo di consumare, di mangiare e di scegliere. Patrizia ha messo il primo mattone. Non resta che aspettare che tanti altri facciano lo stesso.

Frutta e verdura di stagione: cosa comprare a giugno

Nuovo mese, nuova frutta e verdura di stagione. Per una spesa più sostenibile e naturale.

Verdura di stagione per il mese di giugno

frutta e verdura di stagione

Verdura di stagione di giugno, le novità

  • Cetriolo: ricchi di acqua, vitamine (B6, C, K), sali minerali (magnesio e potassio) e fibre. Hanno proprietà rinfrescanti, diuretiche, depurative e antigottose.
  • Fagiolini: hanno un’elevatissima quantità di acqua (circa il 90%). Sono ricchi di fibre, sali minerali, vitamina A e C. I fagiolini vantano proprietà diuretiche e rinfrescanti dell’apparato gastro-intestinale, oltre che rimineralizzanti. Sono un ottimo alleato in caso di stitichezza.
  • Sedano: vanta un bassissimo contenuto calorico poiché è ricchissimo di acqua. Rappresenta una fonte di sali minerali, quali ferro, manganese e potassio, oltre ad essere ricco di antiossidanti (vitamina A, C ed E).

Verdura di stagione di giugno, ma anche di fine maggio

  • Zucchine: hanno un elevato contenuto di acqua e pertanto sono diuretiche e molto digeribili. Il colesterolo è assente. Contiene vitamina C, A e acido folico. Contengono sali minerali, sopratutto potassio e manganese.
  • Ravanello: contiene vitamina C, vitamine del gruppo B e sali minerali. Rilassa il sistema muscolare e aiuta contro le affezioni polmonari. Ha proprietà antisettiche e antibatteriche. Depura i reni, stimola la digestione e ha proprietà lassative.
  • Fave: sono ricche di proteine e fibre vegetali, che abbassano il colesterolo, e sono povere di gassi. Contengono ferro, sali minerali, vitamina B1 e vitamina A, importante per la salute della pelle. Da evitare se si soffre di favismo.
  • Asparagi: hanno proprietà diuretiche e contengono fibre, pertanto sono consigliati in caso di stipsi. I grassi sono quasi nulli. Contengono molti sali minerali come il potassio e sono un’ottima fonte di vitamina C, vitamina A e alcune vitamine del gruppo B.
  • Piselli: legumi contenenti una modesta quantità di proteine. Presentano moltissimo acido folico, vitamina indispensabile per il bene del feto e per prevenire patologie cardiovascolari. I piselli sono ricchi di vitamina C e di sali minerali.
  • Patate: ricche di glucidi, vitamine del gruppo B, vitamina C, potassio e oligominerali (rame, ferro, cromo e magnesio).
  • Lenticchie: legumi ricchi di proteine, fibre, ferro, magnesio e potassio. Sono molto nutrienti ed energetiche, hanno proprietà antiossidanti e aiutano la concentrazione e la memoria.
  • Erba Cipollina: contiene vitamina C e vitamine del gruppo B. Ha un’alta presenza di calcio, magnesio, ferro e fibre.
  • Cece: legume ad alto contenuto proteico e di acidi grassi insaturi come Omega 6. Contengono anche fibre, vitamine del gruppo B e minerali.
  • Carota: ricca in vitamina A e carotene, molto importanti per la salute della pelle. Ha una buona presenza di sali minerali, vitamine del gruppo B, D ed E.
  • Rucola: presenta vitamina C, potassio, fosforo e ferro. Favorisce la digestione ed è benefica per il fegato.
  • Basilico: ricco di vitamina k manganese. È un’ottima fonte di rame e vitamina C, oltre che di calcio, ferro, acido folico e acidi grassi omega 3. Aiuta a proteggere la struttura delle cellule e ha proprietà antibatteriche.
  • Prezzemolo: è ricchissimo di vitamine C, A, K, acido folico e altre vitamine del gruppo B. Presenta anche minerali tra cui potassio, calcio e ferro. Aiuta a depurare l’organismo e a tenere sotto controllo la glicemia.
  • Indivia: ricca di principi attivi è un alimento diuretico e ha un effetto depurativo e disintossicante
  • Cicoria: ricca di principi attivi è un alimento diuretico e ha un effetto depurativo e disintossicante.
  • Bietola: contiene fibre, vitamine e sali minerali come potassio e ferro.
  • Finocchio: è composto principalmente d’acqua, presenta minerali come il potassio e contiene vitamina A, C e alcune del gruppo B. Aiuta nella digestione, riduce il gonfiore e ha proprietà antinfiammatorie.
  • Spinaci: sono ricchissimi di ferro, il cui assorbimento è favorito dalla vitamina C. Presenta anche carotenoidi (pro-vitamina A) e vitamina E. Hanno proprietà antiossidanti e hanno un’azione benefica sulla salute degli occhi.
  • Aglio: ha effetti positivi sull’apparato circolatorio. Aiuta a ridurre il colesterolo e a regolare la pressione.
  • Porro: ha proprietà diuretiche e lassative grazie all’alta presenza di fibre e contiene pochissimi grassi.
  • Lattuga: ha un elevato contenuto di fibre e di vitamine (C, B2 ed E). Contiene potassio, il che rende la lattuga una buona alleata per gli sportivi.
  • Cipolla: l’alta componente di acqua la rende diuretica, la piccola parte di fruttosio la rende un alimento energetico. I solforati e i flavonoidi le conferiscono proprietà antitumorali, specialmente per colon, stomaco e prostata.

A mese inoltrato sarà possibile gustare anche i primi pomodori, le prime melanzane e i primi peperoni.

Frutta di stagione per il mese di giugno

frutta e verdura di stagione

Frutta di stagione di giugno, le novità

  • Prugne: contengono buone quantità di vitamina C e vitamina K (antiemorragica), ma anche di sali minerali quali potassio, magnesio e manganese. Le prugne sono ricchissime di fibre, per questo sono note per la loro eccellente azione lassativa.
  • Susine: anche queste contengono molta acqua e fibre, utili contro la stipsi. Le susine svolgono anche un’importante funzione antiossidante. Sono anche ricche di sali minerali, sopratutto il potassio.
  • Fichi: contengono una cospicua quantità di carboidrati (11%), circa il 2% di fibre, l’1% di proteine e pochissimi grassi (0,2%). Sono un concentrato di sali minerali, ma anche di vitamine antiossidanti.
  • Frutti di bosco: contengono acqua e fibre in abbondanza, e apportano un quantitativo di zuccheri (fruttosio) di media entità. Contengono vitamine, antiossidanti e sali minerali. Sono utili nella moderazione dell’ipercolesterolemia.

Frutta di stagione di giugno, ma che si trova anche a fine maggio

  • Albicocche: le albicocche fresche sono ricche di acqua, vitamine (A e C), sali minerali (potassio) e fibre.
  • Ciliegie: le ciliegie sono ricche di vitamina C e A che proteggono la vista e rafforzano le difese immunitarie. Contengono acido folico, calcio, potassio, magnesio, sostanze importanti per la lotta ai radicali liberi. Sono depurative, disintossicanti, diuretiche e aiutano a prevenire l’arteriosclerosi e l’invecchiamento cellulare.
  • Fragole: contengono sali minerali come potassio e magnesio, ma anche vitamina C che conferiscono proprietà antiossidanti. Hanno poi proprietà antinfiammatorie e antivirali.
  • Mele: ha un’alta concentrazione di fibre, il colesterolo è assente. Contiene vitamina C e potassio. La sua fermentazione da parte della flora batterica intestinale può avere un effetto protettivo sullo sviluppo del cancro al colon.
  • Pere: contengono vitamine e sali minerali (potassio) e hanno un alto contenuto di fibre, per questo sono molto sazianti. Modulano l’assorbimento intestinale dei lipidi e prevengono i disturbi dell’intestino crasso.
  • Pesche: contengono sali minerali quali potassio, magnesio e fosforo e vitamine (C, E, B3). Presenta anche antiossidanti quali il beta-carotene, ha proprietà antiossidanti, anti-tumorali e riduce la pressione arteriosa.

Il modo più sostenibile di consumare prodotti è quello di conoscerne l’esatta provenienza. Sarebbe ancora meglio acquistarli direttamente dai produttori, nei mercati a chilometro zero, per essere sicuri di acquistare frutta e verdura di stagione.

Potrebbero esserci delle variazioni in base alle regioni di coltivazione. Per ogni dubbio sulla frutta e verdura di stagione rivolgersi al contadino di fiducia.

Il Senato italiano non ha voluto dichiarare lo stato di emergenza climatica

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5 giugno: Giornata Mondiale per l’Ambiente. Una bella iniziativa in un giorno in cui il Senato italiano ha avuto l’opportunità di dare un segnale forte. A Palazzo Madama i Senatori hanno infatti discusso e votato in merito ad una serie di mozioni sul tema del cambiamento climatico. Peccato che, quella più importante e significativa, sia stata bocciata. Il PD aveva infatti sottoposto all’attenzione dei senatori la richiesta di dichiarare lo stato di emergenza climatica, come già successo nel Regno Unito, a Milano e Torino solo per citarne alcuni.

Un’occasione per mandare un messaggio chiaro e deciso sul tema. Ed ecco che, la maggioranza, ha ben pensato di bocciare la mozione pur approvandone altre molto meno incisive. Non è ancora chiaro se per totale irresponsabilità, ignoranza sul tema oppure per esercitare le proprie manie di potere.

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Chi ha votato contro la dichiarazione di emergenza climatica

Un nuovo capitolo che va ad aggiungersi alla lunga lista di fallimenti del governo gialloverde, quanto meno in tema di ambiente. Se ci si poteva aspettare un deciso ostruzionismo da parte di una Lega ormai ai limiti del negazionismo, non si può dire lo stesso per il M5s. I grillini durante tutta la loro attività politica, almeno fino al giorno in cui hanno iniziato a governare, si sono da sempre riempiti la bocca di grandi promesse a sfondo ambientalista strumentalizzando un tema delicatissimo che, stando ai fatti, hanno poi completamente ignorato durante l’attuale legislatura.

Durante la seduta a Palazzo Madama i Senatori hanno invece approvato proprio la mozione proposta dal Movimento. Questa impegna l’esecutivo “a ricorrere all’eco-design, a favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili, a promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e l’introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole”. Sicuramente meglio di niente, ma altrettanto certamente non abbastanza. La presidente della Commissione Ambiente del Senato Vilma Moronese (M5s) ha dichiarato che la mozione approvata prevede “politiche serie e concrete finalizzate alla decarbonizzazione dell’economia”.

Parole di circostanza? Staremo a vedere. Ciò che sappiamo oggi è che la dichiarazione dello stato di emergenza climatica, la più ambiziosa e significativa tra le mozioni discusse, è stata bocciata. Ancora una volta, dunque, quelle del Movimento 5 stelle sono solo parole. L’augurio è quello di vedere queste affermazioni tramutate in fatti. Cosa che potrebbe essere stata ben più verosimile se quella mozione fosse stata approvata invece che respinta.

Chi ha votato a favore della dichiarazione di emergenza climatica

La mozione era stata proposta dal Partito Democratico, che quindi ha ovviamente votato a favore. Nicola Zingaretti, segretario del partito, non ha esitato a rilasciare dichiarazioni pungenti nel post voto: “Il governo italiano è un pericolo per l’ambiente, nega i cambiamenti climatici e non ha nemmeno firmato l’appello per azzerare i gas serra entro il 2050”. A suo favore hanno votato anche LeU e Forza Italia. Entrambi partiti hanno poi commentato la scelta del Senato dicendo che il M5s si è ancora una volta piegato al volere della Lega per salvaguardare la sopravvivenza del governo e, quindi, delle loro poltrone.

Inquietanti le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che si dice soddisfatto: “una presa di posizione da cui non si torna indietro”. Possibile. Peccato che la presa di posizione in questione sia completamente in opposizione con gli ideali ecologisti alla base dei vari movimenti ambientalisti che si stanno sviluppando su scala globale, come Fridays For Future ed Extinction Rebellion.

Le repliche dei movimenti ambientalisti

Immediata la replica dei ragazzi di Fridays For Future che hanno organizzato un Flashmob di fronte a Palazzo Madama, condannando inoltre via social la scelta del Senato. I Verdi si uniscono invece alle critiche verso il Movimento 5 stelle accusandoli di essere diventati una succursale della Lega. Un insieme di associazioni e attivisti ambientalisti hanno invece creato una petizione (firmabile al link) per denunciare il governo per inazione contro i cambiamenti climatici, sulla scia di quanto già accaduto, con successo, in Olanda e Francia.

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Il Movimento per la Transizione Ecologica Solidale, TES, ha invece sottolineato che “le forze di maggioranza hanno scelto proprio la Giornata mondiale dell’ambiente per bocciare la mozione sull’emergenza climatica che avrebbe permesso di utilizzare 50 miliardi tra contributi europei e fondi nazionali per fronteggiare l’emergenza climatica”.

Il commento di Antonio Cianciullo

Il giornalista di La Repubblica Antonio Cianciullo, uno dei più autorevoli nel nostro paese sui temi ambientali, ha così commentato la scelta in un post del suo blog personale.

“Una concentrazione da record del caldo che curiosamente si ritrovano nel grappoli di anni di questo inizio di secolo. I governi di tutti i Paesi che nel 2015, non potendone più del combinato disposto di siccità e alluvioni, si sono finalmente decisi a dare retta ai climatologi sottoscrivendo l’Accordo di Parigi a difesa dell’atmosfera. Una finanza che, dagli ultimi vertici di Davos all’andamento dei green bond, si sta spostando verso la sostenibilità non per altruismo ma per evitare altri capitomboli.

Una generazione di giovani che per la prima volta ha creato un movimento globale per difendere il proprio futuro dalla minaccia costituita dai combustibili fossili. Insomma c’è un grande cambiamento a livello globale. E cosa fa il governo del cambiamento? Fa finta di niente. Boccia la mozione sull’emergenza climatica perché evidentemente, secondo il governo, in Italia clima ed economia godono di eccellente salute e una dichiarazione convenzionale è più che sufficiente. Buon 5 giugno.”

Parole che sottoscriviamo e che aumentano la sfiducia verso un governo che difficilmente, a meno che non sarà l’UE a costringerlo, inizierà a prendere provvedimenti seri contro il cambiamento climatico. L’alleanza giallo-verde, forse, ha già scelto da che parte della storia schierarsi. Purtroppo per loro, per noi e per le future generazioni è decisamente quella sbagliata.

Fotoreportage: la diga che sommergerà Hasankeyf

Hasankyef

Fotoreportage di Francesco Brusa

Tracce di civiltà millenarie che stanno per essere sommerse: Hasankyef è un villaggio curdo nella valle del Tigri, zona est della Turchia. Con l’attivazione della diga Ilisu – progetto già abbozzato negli anni ‘50 ma ripreso con forza dall’amministrazione di Recep Tayyp Erdoğan – le sue strade e i suoi monumenti finiranno sotto il livello dell’acqua, mentre i cittadini perderanno la propria casa e la propria attività. Ad attenderli, sull’altra sponda del Tigri, la “Nuova Hasakyef”: cittadina costruita ad hoc dal governo che, però, non tutti possono permettersi.