fbpx
Tempo di lettura 2 minuti

I ricchi potranno pagarsi la salvezza, scappando dal caldo e dalla fame. Gli altri soffriranno a causa del cambiamento climatico. Questo è quello che Philip Alston, relatore speciale dell’ONU, ha scritto nel suo ultimo rapporto sulla povertà e i diritti umani.

I diritti umani sono a rischio

Secondo Alston infatti i diritti umani più semplici quali il diritto alla vita, al cibo, all’acqua e alla casa saranno fortemente minacciati dal riscaldamento globale. “A rischio ci sono gli ultimi 50 anni di progressi nello sviluppo, nella salute globale e nella riduzione della povertà” dice Alston. Tutto questo, comunque, avverrà soprattutto nei paesi in via di sviluppo, i quali subiranno ingiustamente il 75% dei costi totali del riscaldamento globale. Peccato però che questi stessi Paesi siano responsabili solo del 10% delle emissioni totali del Pianeta.

Una nuova Apartheid

Ma non finisce qui. Proprio come è avvenuto in Siria nel 2012 il disagio dovuto alla mancanza di risorse idriche porterà scontento tra i popoli, proteste e favoritismi. Aumenteranno le ineguaglianze e le ingiustizie e con loro le piaghe già molto diffuse del nazionalismo, xenofobia e razzismo. “Proprio come è accaduto durante l’Apartheid – afferma Alston – le divisioni tra i gruppi sociali aumenteranno, e la democrazia vacillerà. Sarà molto difficile allora mantenere un approccio bilanciato ai diritti civili e politici delle persone”.

Il riscaldamento globale, concretamente parlando, “potrebbe condurre oltre 120 milioni di persone in povertà entro il 2030” ha aggiunto Alston. Il dato è coerente con quello rivelato dalla Banca Mondiale nel 2018, secondo cui entro il 2050 vi saranno oltre 140 milioni di profughi interni, che si muovono per cercare un clima più favorevole.

Philip Alston, relatore speciale ONU su povertà estrema e diritti umani

I politici non fanno abbastanza

Alston infine accusa duramente i leader mondiali ma anche le stesse Nazioni Unite di non fare abbastanza e di aver sottovalutato il potenziale distruttivo del cambiamento climatico. Il neo-presidente del Brasile Bolsonaro, per esempio, ha promesso di trasformare grandi parti di Foresta Amazzonica in miniere. Il che significa, ovviamente, un aumento affatto necessario della deforestazione. Il report condanna anche il presidente americano Donald Trump per aver attivamente azzittito qualunque notizia o dato sul riscaldamento globale.

Ma Alston conclude con una nota positiva e di incoraggiamento verso le azioni in favore dell’ambiente come i casi legali contro stati e compagnie di combustibili fossili, l’attivismo di Greta Thunberg e gli scioperi in tutto il mondo organizzati da Extintion Rebellion.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: