La marcia Europea di Greta Thunberg continua

Mentre gli effetti del cambiamento climatico si stanno facendo sentire in ogni parte del mondo, la piccola Greta Thunberg continua a percorrere in lungo e in largo il vecchio continente per incontrare politici, pronunciare discorsi sulla giustizia climatica e, non dimentichiamolo, continuare il suo sciopero con le delegazioni di Fridays For Future presenti in varie città europee.

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Venerdì scorso, ad esempio, la giovane attivista svedese, ha scioperato con i ragazzi di Fridays For Future – Berlin ad Invaliden Platz. Ma tantissimi sono anche gli impegni istituzionali a cui deve prendere parte.

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Greta Thunberg e il Prix Libertè

Domenica 21 luglio Greta è stata in Normandia dove ha ricevuto il Prix Libertè. Il giorno prima, sempre nella regione francese, ha preso parte alle celebrazioni del D-Day.  In quest’occasione la giovane Thunberg ha potuto assistere anche all’intervento del veterano nativo americano Charles Norman Shay, che sbarcò proprio su quelle coste nel fatidico giorno. Un discorso che la piccola attivista svedese ha gradito, a ragion veduta, e che ha condiviso su Facebook sottolineando come quelle fossero “le parole più potenti che abbia mai sentito riguardo alla crisi climatica ed ecologica”.

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Tra le parole di Shay le più azzeccate riguardano proprio l’irresponsabilità della razza umana verso la natura: “Tutti i danni che stiamo causando a Madre Natura mi rendono triste. Ho visto soldati morire, ho combattuto per la libertà dell’umanità intera 75 anni fa. Ma tutto questo non avrà più senso se Madre Natura è gravemente ferita e se la nostra civiltà si sta piegando a causa dell’inappropriato comportamento da parte della razza umana.”

Il discorso al parlamento francese

Successivamente, il 23 luglio, la giovane attivista svedese si è presentata al cospetto del Parlamento francese, così come già successo anche in Italia, Germania ed Inghilterra, per tenere uno dei suoi discorsi indirizzati alla classe politica sottolineando la sua responsabilità verso un problema che deve essere messo in cima alla lista delle priorità dai governi di tutto il mondo.

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In questa occasione Greta ha ribadito il concetto della necessità di prendere una posizione netta e di iniziare da subito a mettere mano al problema della crisi ecologica: “Se entro il 2030 non facciamo nulla, saremo probabilmente in una posizione in cui avremo passato un punto di non ritorno e non saremo più in grado di fare retromarcia sui cambiamenti climatici. Molti dicono di non essere d’accordo, dicono che noi bambini esageriamo, che siamo allarmistici. Quello su cui basiamo le nostre richieste sono dati scientifici. Voi avete una soluzione diversa per mantenerci al di sotto del previsto innalzamento delle temperature?”.

La rabbia del Front National di fronte al discorso di Greta Thunberg

L’intervento ha suscitato le proteste di un’ampia fetta dell’opposizione tra le cui fila siede, non a caso, il Front National di Marine le Pen: il partito che più in Europa si avvicina alla Lega di Matteo Salvini e che, insieme ad esso, fa parte di quell’insieme di forze politiche che nega, senza il supporto di alcun dato scientifico rilevante, l’esistenza del cambiamento climatico. Ma Greta non è intenzionata a fermarsi. Già in diverse occasioni ha accolto con favore le aspre critiche di forze politiche che negano l’evidenza dei fatti, facendosi forza e dichiarando che queste non sono altro che la dimostrazione di come le vecchie forze politiche abbiano paura di ciò che sta nascendo. Un movimento democratico e di tutti che ha come priorità la difesa del pianeta e, quindi, di tutte le classi sociali che compongono la nostra società.

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La speranza si tinge di Greta

Un pensiero ben lontano da quello che da anni è a capo delle politiche mondiali, molto più attente ad assecondare le richieste di una manciata di personaggi ricchi piuttosto che quelle della collettività intera. Il “rumore dei nemici” non fa paura alla piccola Greta che continua imperterrita la sua marcia conscia di essere dalla parte giusta della storia e di avere alle sue spalle un movimento forte, maturo e che sta spaventando chi da anni si trova in cima alla piramide sociale nutrendosi di devastazione ambientale e delle sofferenze dei più poveri. A meno di un anno dal suo primo sciopero la portata del movimento di cui è simbolo ha raggiunto dimensioni mai viste prima in un arco di tempo così breve. La speranza, oggi, ha un nuovo volto. Un volto giovane, puro e che non si fermerà di fronte a niente.

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