Il Senato italiano non ha voluto dichiarare lo stato di emergenza climatica

5 giugno: Giornata Mondiale per l’Ambiente. Una bella iniziativa in un giorno in cui il Senato italiano ha avuto l’opportunità di dare un segnale forte. A Palazzo Madama i Senatori hanno infatti discusso e votato in merito ad una serie di mozioni sul tema del cambiamento climatico. Peccato che, quella più importante e significativa, sia stata bocciata. Il PD aveva infatti sottoposto all’attenzione dei senatori la richiesta di dichiarare lo stato di emergenza climatica, come già successo nel Regno Unito, a Milano e Torino solo per citarne alcuni.

Un’occasione per mandare un messaggio chiaro e deciso sul tema. Ed ecco che, la maggioranza, ha ben pensato di bocciare la mozione pur approvandone altre molto meno incisive. Non è ancora chiaro se per totale irresponsabilità, ignoranza sul tema oppure per esercitare le proprie manie di potere.

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Chi ha votato contro la dichiarazione di emergenza climatica

Un nuovo capitolo che va ad aggiungersi alla lunga lista di fallimenti del governo gialloverde, quanto meno in tema di ambiente. Se ci si poteva aspettare un deciso ostruzionismo da parte di una Lega ormai ai limiti del negazionismo, non si può dire lo stesso per il M5s. I grillini durante tutta la loro attività politica, almeno fino al giorno in cui hanno iniziato a governare, si sono da sempre riempiti la bocca di grandi promesse a sfondo ambientalista strumentalizzando un tema delicatissimo che, stando ai fatti, hanno poi completamente ignorato durante l’attuale legislatura.

Durante la seduta a Palazzo Madama i Senatori hanno invece approvato proprio la mozione proposta dal Movimento. Questa impegna l’esecutivo “a ricorrere all’eco-design, a favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili, a promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e l’introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole”. Sicuramente meglio di niente, ma altrettanto certamente non abbastanza. La presidente della Commissione Ambiente del Senato Vilma Moronese (M5s) ha dichiarato che la mozione approvata prevede “politiche serie e concrete finalizzate alla decarbonizzazione dell’economia”.

Parole di circostanza? Staremo a vedere. Ciò che sappiamo oggi è che la dichiarazione dello stato di emergenza climatica, la più ambiziosa e significativa tra le mozioni discusse, è stata bocciata. Ancora una volta, dunque, quelle del Movimento 5 stelle sono solo parole. L’augurio è quello di vedere queste affermazioni tramutate in fatti. Cosa che potrebbe essere stata ben più verosimile se quella mozione fosse stata approvata invece che respinta.

Chi ha votato a favore della dichiarazione di emergenza climatica

La mozione era stata proposta dal Partito Democratico, che quindi ha ovviamente votato a favore. Nicola Zingaretti, segretario del partito, non ha esitato a rilasciare dichiarazioni pungenti nel post voto: “Il governo italiano è un pericolo per l’ambiente, nega i cambiamenti climatici e non ha nemmeno firmato l’appello per azzerare i gas serra entro il 2050”. A suo favore hanno votato anche LeU e Forza Italia. Entrambi partiti hanno poi commentato la scelta del Senato dicendo che il M5s si è ancora una volta piegato al volere della Lega per salvaguardare la sopravvivenza del governo e, quindi, delle loro poltrone.

Inquietanti le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che si dice soddisfatto: “una presa di posizione da cui non si torna indietro”. Possibile. Peccato che la presa di posizione in questione sia completamente in opposizione con gli ideali ecologisti alla base dei vari movimenti ambientalisti che si stanno sviluppando su scala globale, come Fridays For Future ed Extinction Rebellion.

Le repliche dei movimenti ambientalisti

Immediata la replica dei ragazzi di Fridays For Future che hanno organizzato un Flashmob di fronte a Palazzo Madama, condannando inoltre via social la scelta del Senato. I Verdi si uniscono invece alle critiche verso il Movimento 5 stelle accusandoli di essere diventati una succursale della Lega. Un insieme di associazioni e attivisti ambientalisti hanno invece creato una petizione (firmabile al link) per denunciare il governo per inazione contro i cambiamenti climatici, sulla scia di quanto già accaduto, con successo, in Olanda e Francia.

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Il Movimento per la Transizione Ecologica Solidale, TES, ha invece sottolineato che “le forze di maggioranza hanno scelto proprio la Giornata mondiale dell’ambiente per bocciare la mozione sull’emergenza climatica che avrebbe permesso di utilizzare 50 miliardi tra contributi europei e fondi nazionali per fronteggiare l’emergenza climatica”.

Il commento di Antonio Cianciullo

Il giornalista di La Repubblica Antonio Cianciullo, uno dei più autorevoli nel nostro paese sui temi ambientali, ha così commentato la scelta in un post del suo blog personale.

“Una concentrazione da record del caldo che curiosamente si ritrovano nel grappoli di anni di questo inizio di secolo. I governi di tutti i Paesi che nel 2015, non potendone più del combinato disposto di siccità e alluvioni, si sono finalmente decisi a dare retta ai climatologi sottoscrivendo l’Accordo di Parigi a difesa dell’atmosfera. Una finanza che, dagli ultimi vertici di Davos all’andamento dei green bond, si sta spostando verso la sostenibilità non per altruismo ma per evitare altri capitomboli.

Una generazione di giovani che per la prima volta ha creato un movimento globale per difendere il proprio futuro dalla minaccia costituita dai combustibili fossili. Insomma c’è un grande cambiamento a livello globale. E cosa fa il governo del cambiamento? Fa finta di niente. Boccia la mozione sull’emergenza climatica perché evidentemente, secondo il governo, in Italia clima ed economia godono di eccellente salute e una dichiarazione convenzionale è più che sufficiente. Buon 5 giugno.”

Parole che sottoscriviamo e che aumentano la sfiducia verso un governo che difficilmente, a meno che non sarà l’UE a costringerlo, inizierà a prendere provvedimenti seri contro il cambiamento climatico. L’alleanza giallo-verde, forse, ha già scelto da che parte della storia schierarsi. Purtroppo per loro, per noi e per le future generazioni è decisamente quella sbagliata.

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