20 film sulla natura e l’ambiente tra finzione e realtà

film sulla natura

Dopo la selezione dei migliori documentari sull’ambiente, vi offriamo oggi una lista di film che parlano direttamente o indirettamente di questioni ambientali. Il mondo del cinema ha infatti un enorme potere nella lotta all’emergenza climatica. Gli attori e i registi possono veicolare forti messaggi attraverso scenari fantastici o storie di vita vera. Fantascienza, commedie, film-inchiesta tratte da storie vere: un elenco di titoli utili da guardare in famiglia o da far vedere a scuola per riflettere sul rapporto uomo-natura.

Qui di seguito l’elenco dei 20 film sulla natura e sull’ambiente da noi selezionati. Potete trovare tutti i trailer nel nostro canale Youtube cliccando al seguente link.

1. The day after Tomorrow (2004)
2. The age of Stupid (2009)
3.
Il ragazzo che catturò il vento (2019)
4.
Erin Brockovich (2000)
5. Downsizing (2017)
6. Into the Wild (2007)
7. Cattive acque (2020)
8. Avatar (2009)
9. Waterworld (1995)
10.
Captain Fantastic (2016)

11. Biutiful Cauntri (2007)
12. Un posto sicuro (2015)
13. Dove sognano le formiche verdi (1984)
14. La donna elettrica (2018)
15. Un mondo fragile (2015)
16. Interstellar (2014)
17. Re della terra selvaggia (2012)
18. Qualcosa di straordinario (2012)
19. Snowpiercer (2013)
20. I figli degli uomini (2006)

Fantascienza: film sulla natura del futuro

Un genere che ha unito realtà e fantasia per parlare di cambiamento climatico è la fantascienza. Esistono numerosi titoli di film in cui vengono presentati scenari apocalittici, dove l’innalzamento della temperatura o la scarsità di cibo mettono in pericolo il destino dell’umanità. Presentiamo ora le pellicole più famose, partendo dal kolossal hollywoodiano Interstellar (2014). Il protagonista Matthew McConaughey viene inviato sullo spazio per cercare una soluzione alla scarsità di cibo. Restano solo due decenni per salvare l’umanità e trovare un pianeta alternativo dove andare a vivere.

Vincitore di tre premi Oscar, Avatar (2009) è altrettanto un film distopico in cui gli umani partono in missione verso il pianeta Pandora, dove la flora e la fauna abbondano rispetto alle scarse risorse della Terra e soprattutto dove c’è un minerale per risolvere la crisi energetica in atto sul nostro pianeta. L’arrivo degli umani porterà ad uno scontro fra indigeni e stranieri, fra tecnologia e natura.

Fantascienza e crisi climatica

The Day after Tomorrow (2004) presenta invece la crisi climatica al contrario, ovvero parte dagli avvertimenti di un climatologo riguardo un’imminente glaciazione. Molto veritiero in questo film è il ruolo della politica: il Vicepresidente americano non crede infatti alle previsioni dello scienziato e dichiara che l’economia non è abbastanza florida per investire nella lotta al cambiamento climatico. Un’altra similitudine con la realtà è l’allagamento di Manhattan. Quel che si pensava solo uno scenario di fantascienza nel 2004 e che è poi diventato reale nel 2012 durante l’uragano Sandy.

Anche Snowpiercer (2013) è ambientato in una futura era glaciale. Raffigura un mondo decimato per colpa di falliti tentativi per fermare il cambiamento climatico. I pochi sopravvissuti viaggiano su un treno alimentato da un moto perpetuo. Di datazione più vecchia ma con scenari simili, troviamo Waterworld (1995). Siamo nell’anno 2468: il mondo è stato completamente sommerso dalle acque a causa dell’innalzamento dei mari e i pochi superstiti vivono in città galleggianti. Infine, per il capitolo fantascienza resta da nominare il film I figli degli uomini (2006). In questa pellicola si affronta il tema della natalità e del pericolo di estinzione della razza umana.

film sulla natura tratti da storie vere

Tutto un altro filone riguarda i film che raccontano storie realmente accadute. Un must di questo genere è Erin Brockovich (2000). Una giovane Julia Roberts nei panni di una segretaria di uno studio legale che finisce per indagare la contaminazione delle acque di Hinkley per mano della Pacific Gas and Eletric Company. Sempre sull’inquinamento idrico è uscito quest’anno Cattive Acque (2020) con protagonista Mark Ruffalo. Il film si riferisce al caso dell’avvocato Robert Bilott contro il colosso DuPoint.

Il ragazzo che catturò il vento (2019) narra invece di un giovane ragazzo del Malawi che trova un’ingegnosa soluzione per fermare la siccità e la carestia che da anni flagella il paese: sfruttare la forza del vento. La pellicola si si basa sui fatti realmente accaduti all’inventore e scrittore William Kamkwamba. Un’altra storia incredibile ma vera viene raccontata in Qualcosa di straordinario (2012). Rachel Kramer (Drew Barrimore),attivista ecologista, accompagna l’ex compagno e report televisivo in una missione in Alaska per salvare tre esemplari di balene grigie. Il regista si è ispirato all’ Operation Breakthrough del 1988. Into the Wild – Nelle terre selvagge (2007) riporta il viaggio straordinario di Christopher McCandless attraverso l’America. Il protagonista abbandona la vita di città e il consumismo per ritrovare un rapporto autentico con la natura, passando quindi da un estremo all’altro verso un destino inesorabile.

Commedie: film sulla natura per riflettere

Tornando alle pellicole con sceneggiature inventate, presentiamo ora un genere più leggero che può però offrire spunti di riflessione: la commedia. In Captain Fantastic (2016) ricorre il tema della fuga nella natura. Un padre di famiglia decide di non piegarsi al conformismo della moderna società consumistica e cresce i suoi figli nei boschi dello stato di Washington. Downsizing – Vivere alla grande (2017) vede Matt Damon nei panni di un personaggio sottoposto a un esperimento di rimpicciolimento. Nel mondo ci sono infatti troppe persone e l’unica maniera per risolvere il problema della sovrappopolazione è la diminuzione in scala della presenza umana, che consumerà così di meno risorse e produrrà meno spazzatura. La donna elettrica (2018) tratta di un’ecoterrorista impegnata a sabotare le linee elettriche degli impianti siderurgici, fino a quando il desiderio di maternità la metterà davanti a una scelta cruciale.

film sulla natura tra finzione e realtà

Continuiamo con dei titoli di film dalla sceneggiatura inventata ma che trovano riscontro nella realtà. Un mondo fragile (2015) parla del ritorno di un campesino alla sua terra per aiutare la famiglia abbandonata 17 anni prima. Lo scenario che trova davanti a sé è ben diverso da quello che aveva lasciato: gli abitanti lavorano ora in una grossa monocultura di canna da zucchero, piegati dai diktat del “progresso”. Di vecchia datazione sono invece La foresta di smeraldo (1985) e Dove sognano le formiche verdi (1984). Il primo dipinge un’ambientazione purtroppo molto attuale: la disputa fra un’impresa ingegneristica e una popolazione di indigeni nella foresta amazzonica. Il secondo film narra invece la vicenda del territorio conteso fra gli aborigeni australiani e una compagnia mineraria, in parte rifacendosi alla reale disputa legale “Milirrpum contro Nabalco Pty Ltd”.

I protagonisti del film Re della terra selvaggia (2012) sono Hushpuppy e Wink, una bambina e suo padre che vivono nelle paludi della Lousiana. Il territorio è soggetto a continue alluvioni, in peggioramento a causa del surriscaldamento globale. L’innalzamento della temperatura aumenta infatti la probabilità di eventi estremi come gli uragani. Wink scopre di avere una grave malattia e cerca di insegnare alla figlia come sopravvivere senza di lui.

Docu-film sulla natura e sui disastri ecologici

Anche Un posto sicuro (2015), seppur romanzato in alcune parte, riprende i fatti storici del caso italiano Eternit. Amore e dolore ruotano attorno alle vicende di Casale Monferrato, dove moltissime persone furono colpite da malattie polmonari a causa della lavorazione dell’amianto. L’inchiesta aperta negli anni Settanta porterà alla chiusura dell’impianto e alla dismissione della fabbricazione di amianto in Italia. Sempre di produzione italiana, Biùtiful cauntri (2007) affronta il tema dei rifiuti in Campania. Ecomafia, discariche abusive, inquinamento: un’analisi dettagliata di un problema ambientale e sociale che affligge una delle più belle regioni italiane.

Per ultimo, proponiamo il docu-film The Age of Stupid (2009). In questa pellicola il regista Franny Armstrong mescola immagini reali, parte recitate e pezzi d’animazione per dipingere una sceneggiatura distopica simile a quelle descritte sopra per i film di fantascienza. Il protagonista vive in un pianeta devastato nel 2055 e osserva i comportamenti degli uomini di cinquant’anni prima, ponendosi la seguente domanda: “Perché non abbiamo fermato il riscaldamento globale quando ne avevamo l’opportunità?”.

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Ricordiamoci della realtà quando la tv si spegne

Abbiamo scelto di menzionare questo film alla fine di un lungo elenco per ricordare che gli scenari sopradescritti – uragani, città allagate, carestie dovute alla siccità, contese fra popolazioni indigene e grandi imprese – non esistono solo nella finzione, ma sono reali e in aumento in varie parti del mondo. I titoli elencati possono dunque stimolarci ad approfondire, indagare e capire la realtà scientifica che sta dietro alle immagini che vediamo nello schermo della televisione o del pc. Soprattutto durante queste feste, vedere un film sulla natura e sul cambiamento climatico è un ottimo passatempo che possiamo adottare per accrescere la nostra conoscenza sulle tematiche ambientali.

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20 documentari sull’ambiente da non perdere

documentari sull'ambiente

L’ambientalismo sta finalmente conquistando diversi canali di comunicazione, compreso il mondo del cinema. Si trovano ormai numerosi titoli sull’emergenza climatica e sulla sostenibilità nelle varie piattaforme streaming. Abbiamo selezionato i migliori documentari sull’ambiente da vedere almeno una volta nella vita. Nel nostro sito potete trovare anche la selezione dei migliori film legati alla tematica ambientale e i migliori cartoni sull’ambiente per bambini e ragazzi.

documentari sull’ambiente: la nostra selezione

Ecco la nostra selezione di documentari sull’ambiente. Potete trovare l’elenco completo dei trailer nel nostro canale Youtube cliccando sul seguente link.

1. Punto di non ritorno – Before the flood (2016)
2. Domani (2018)
3. Chasing Ice (2012)
4. The True Cost (2015)
5. Cowspiracy (2014)
6. Una vita sul nostro pianeta (2020)
7. Antropocene (2018)
8. Minimalism (2015)
9. A plastic Ocean (2016)
10. Una scomoda verità (2007) e Una scomoda verità 2 (2017)

11. Virunga (2014)
12. Mission Blue (2014)
13. La fattoria dei nostri sogni (2018)
14. I am Greta (2020)  
15. Soyalism (2018)
16. Unlearning (2015)
17. Trashed (2012)
18. Ice on Fire (2019)
19. Un mondo in pericolo (2012)
20. Ragazzi Irresponsabili (2020)

Conoscere il cambiamento climatico

Per chi non sa da dove iniziare, uno dei migliori documentari sull’ambiente degli ultimi anni è Il punto di non ritorno (Before the Flood) di Leonardo di Caprio. La fama del protagonista non deve certo far dubitare sul contenuto del documentario. Egli stesso nel film racconta del forte scetticismo che aleggia ad Hollywood nei confronti del suo attivismo. Come se un attore non potesse appassionarsi alle tematiche ambientali. Al contrario, l’incessante lavoro di Di Caprio per diffondere l’importanza della crisi climatica si rivela di fondamentale importanza per l’enorme ascendente che ha nei confronti del suo pubblico. Di Caprio è stato anche nominato dall’ONU ambasciatore per la pace nel contrasto al cambiamento climatico.

Il punto di non ritorno segue la linea del precedente documentario Una scomoda Verità (An Inconvenient Truth), prodotto dall’ex Vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore. Questi due documentari sono accomunati dal voler presentare la crisi climatica con estrema chiarezza, anche per chi non conosce nulla riguardo all’argomento. Entrambi i docu-film hanno avuto un sequel: nel 2017 Al Gore pubblica Una scomoda Verità 2, con gli aggiornamenti sul clima fino agli accordi di Parigi. Due anni dopo esce Ice on Fire di Di Caprio, dove il focus principale vira dall’analisi del problema alla ricerca delle soluzioni.

documentari sull’ambiente e sulla sostenibilità

In riferimento alla sostenibilità e alle varie opzioni per contrastare la crisi climatica proponiamo qui di seguito quattro interessanti titoli. Di recente abbiamo segnalato il documentario Domani (2018), prodotto da LuckyRed. In questa pellicola si parla delle soluzioni implementate nei vari continenti. Speranza e concretezza accompagnano le avventure dei quattro protagonisti alla scoperta di un mondo migliore che esiste già. Un viaggio simile era già stato affrontato in Unlearning (2013), un documentario dove una famiglia italiana esplora il pianeta per sei mesi con un unico mezzo di pagamento: il baratto.

Leggi il nostro articolo: “Comunicare la sostenibilità in maniera positiva è la chiave”

Dello stesso taglio segnaliamo La fattoria dei nostri sogni (2019) che racconta il cambio di vita di due americani. Il loro sogno di gestire una fattoria si scontra con l’imprevedibilità della natura ai tempi del cambiamento climatico, ma allo stesso tempo ci mostra la versione più profonda e autentica del rapporto uomo-natura. Anche Minimalism parla di un cambiamento radicale nello stile di vita. Il protagonista intraprende un percorso di allontanamento dai beni materiali per riscoprire la bellezza dell’essenzialità.

L’importanza della biodiversità

Tutto un altro filone di approfondimento sull’emergenza climatica riguarda la perdita di biodiversità e la preservazione degli ecosistemi. Come panoramica complessiva consigliamo Anthropocene (2019), in cui si mostra come l’azione umana abbia talmente alterato gli equilibri terrestri da denominare una nuova era geologica, ovvero l’antropocene. Un mondo in pericolo (2012) tratta specificitamente dell’importanza delle api e dei pericoli sulla loro estinzione. Virunga (2014) si concentra invece sul lavoro di conservazione dell’ecosistema all’interno del Parco Nazionale del Virunga nella Repubblica Democratica del Congo. Chasing Ice (2012) documenta il problema dello scioglimento dei ghiacciai con delle immagini mozzafiato grazie alla co-produzione di National Geographic. Mission Blue (2014) tratta invece dell’ambiente sottomarino e dei profondi cambiamenti registrati negli oceani.

documentari sull’ambiente: moda, cibo, spazzatura

Esiste poi tutta una serie di documentari che trattano di singoli settori con un forte impatto sul cambiamento climatico. Collegato all’oceano e al problema dell’inquinamento dei mari troviamo A plastic Ocean (2016). Sul tema della spazzatura segnaliamo invece Trashed (2012), in cui l’attore Jeremy Irons compie numerose interviste per parlare del consumismo e delle conseguenze in termini di rifiuti. Grande attenzione in questo documentario viene data al sistema alimentare e agli sprechi presenti in esso.

Sul tema cibo un titolo da non perdere è Cowspiracy (2014). Il protagonista Kip Andersen, ambientalista convinto da molto tempo, si imbatte in una ricerca che delinea l’enorme responsabilità del settore della carne sulla crisi climatica.  Un altro spunto interessante sul sistema alimentare nel suo rapporto con il clima è Soyalism (2018). Qui non si analizza solamente l’inquinamento prodotto dagli allevamenti, ma anche il sistema insostenibile che sta dietro le monoculture come la soia. Intendiamo insostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale, dato che le monoculture e gli allevamenti intensivi danneggiano soprattutto le popolazioni locali.

Per quanto riguarda il mondo della moda, un must da non perdere è The True Cost (2015). Un film di denuncia verso il mondo della fast fashion. Contaminazione dell’aria e delle acque, malattie legate ai materiali tossici, sfruttamento dei lavoratori: un sistema che propone prezzi bassissimi nel mondo occidentale ma che nasconde terribili verità nelle prime fasi della catena produttiva. The True Cost apre gli occhi ed è grazie ad esso che tantissime blogger si sono appassionate alla moda sostenibile.

Documentari sull’ambiente: monografie

Infine, segnaliamo dei titoli biografici in cui si raccontano le storie di alcune personalità legate all’attivismo ambientale. Di recente uscita troviamo I am Greta (2020) e Ragazzi Irresponsabili (2020). Il primo è un ritratto da vicino dell’icona ecologista Greta Thunberg fatto dal regista svedese Nathan Grossman. Nella seconda pellicola invece il regista Ezio Maisto racconta le storie di alcuni protagonisti del movimento Fridays For Future Italia. Proprio per sottolineare che Greta non è un personaggio ma una persona, che assieme a tante altre compie un lavoro incessante di mobilitazione e sensibilizzazione ambientale.

Per ultimo, un altro capolavoro di quest’anno è il film di casa Netflix David Attenborough: una vita sul nostro pianeta (2020). Divulgatore scientifico e pioniere del documentario naturalistico, in questo film racconta decenni di lavoro a contatto con la natura. Ed è proprio con le parole di David Attenborough che vogliamo concludere il nostro elenco di documentari sull’ambiente: “Dobbiamo imparare a lavorare con la natura, piuttosto che contro di essa”.

Leggi anche: “David Attenborough: una vita sul nostro pianeta”

“Antropocene – L’Epoca Umana” arriva nelle sale italiane

L’arroganza della razza umana nei confronti della natura. É con queste parole che si può riassumere il messaggio di “Antropocene – l’epoca umana”, che dal 19 settembre ha fatto il suo esordio in 26 cinema sparsi per tutto il paese. Immagini forti che ci mettono di fronte alle nostre responsabilità. Un pianeta distrutto, sovrasfruttato e sacrificato in nome del nostro comfort. Riprese che mettono a tacere chiunque sia ancora in grado di difendere l’operato della razza umana degli ultimi 75 anni. La mano dell’uomo è ormai visibile ad ogni latitudine del globo. Il suo delirio di onnipotenza sta mettendo in ginocchio l’intero equilibrio del pianeta. Il costo del progresso riassunto in 87 minuti di film che fanno riflettere.

Leggi il nostro articolo: “Sulle orme di Greta. Tutto pronto per la WeekForFuture”

antropocene

Il contesto del documentario

Il documentario è l’atto finale di una trilogia di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky e Nicholas De Pencier in cui i tre registi denunciano l’impatto che l’uomo ha avuto sulla natura. Dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013) un ultimo provocante e ultracritico messaggio per gli spettatori. L’Hollywood Reporter l’ha definito “un viaggio visivo senza precedenti”. Distribuito in Italia dalla Fondazione Stensen e Valmyn, il documentario ha partecipato a diversi festival di cinema indipendente internazionali tra cui il Toronto International Film Festival, la Berlinale, il Sundance Film Festival ed ha vinto l’Audience Award di CineAmbiente 2019.

Leggi il nostro articolo:”Minimalism: un documentario su ciò che è importante”

Cos’è l’Antropocene

Con il termine Antropocene si intende una nuova era geologica, quella in cui l’uomo e le sue attività sul pianeta hanno modificato i territori ed il clima. Questa nuova epoca, che segue cronologicamente l’Olocene, è caratterizzato da cambiamenti ambientali molto più rapidi rispetto a quelli avvenuti nelle ere precedenti. L’inizio dell’Antropocene viene identificato a partire dal 1945, anche se una parte di studiosi lo associa all’ inizio alla prima rivoluzione industriale. L’Antropocene è, tra le altre cose, caratterizzato da un notevole aumento della popolazione e dei consumi.

Trailer italiano di Antropocene

L’uomo ha da sempre modificato l’ambiente in cui vive, ma ciò che ha portato ad individuare una nuova era è la portata di questi cambiamenti capaci di creare, appunto, una nuova memoria geologica. Plastica, alluminio e cemento hanno già da tempo iniziato a lasciare le proprie tracce nei sedimenti. Per non parlare dei cambiamenti a cui è stata sottoposta l’atmosfera per via delle emissioni di gas serra. Da test nucleari di ogni tipo, capaci di rilasciare radionuclidi nell’aria, fino, ovviamente all’anidride carbonica e al metano che stanno scaldando il pianeta ad un ritmo mai visto prima. A questo va aggiunto l’aumento dei livelli di azoto e fosforo, altamente presenti nei pesticidi, oltre ad un visibile cambiamento nell’equilibrio dei più svariati ecosistemi del mondo.

Il viaggio di Antropocene

Le immagini del documentario sono state girate in tutto il mondo e portano all’attenzione dello spettatore tutta una serie di esempi su come l’uomo stia letteralmente saccheggiando il pianeta. Il primo viaggio ci porta in Africa, dai bracconieri di elefanti. Da qui ci si sposta a Norilsk, in Artide, dove è attiva la più grande miniera di metalli colorati, con relativo smaltimento tossico, del mondo. Le miniere di litio nel deserto dell’Atacama in Cile, quelle di fosfato in Florida, quelle di lignite e carbone di Immerath fino alle raffinerie chilometriche del Texas. Si prosegue passando per le foreste canadesi rase al suolo, le barriere erette in Cina contro l’innalzamento dei mari e la lenta ed inesorabile condanna a morte di Venezia.

Leggi il nostro articolo: “Soyalism: un documentario sulla distruzione

Tutta una serie di preoccupanti testimonianze che ci mostrano come luoghi una volta incontaminati stiano scomparendo per causa nostra, rovinando un equilibrio preesistente e rendendo intere aree del pianeta deboli e vulnerabili all’avanzamento dei cambiamenti climatici.

Dove vedere Antropocene

Il documentario è stato distribuito il 19 settembre nelle sale di tutto il paese. La lista completa:

  • Cinema Farnese – Roma
  • Cinema Madison – Roma
  • Cinema Nuovo Aquila – Roma
  • Cinema Anteo – Milano
  • Cinema Beltrade – Milano
  • Cinemino – Milano
  • Cinema Nuovo – Varese
  • Cinema Massimo – Torino
  • Cinema Vittoria – Bra (22 e 23/09)
  • Cinema Metropolis – Bassano del Grappa
  • Cinema MPX – Padova (20 e 22/09)
  • Cinema Astra – Trento
  • Cinema Garibaldi – Carrara
  • Cinema Stensen – Firenze
  • Cinema Gran Guardia – Livorno
  • Cinema Garibaldi – Poggibonsi
  • Cinema Garibaldi – Scarperia (19 e 26/09)
  • Cinema Azzurro – Ancona (23/09)
  • Cinema Eliseo – Cesena (23/09)
  • Cinema Astra – Parma (27 e 30/09)
  • Cinema Postmodernissimo – Perugia (23-24-25/09)
  • Cinema Arsenale – Pisa (dal 23/09)
  • Cinema Terminale – Prato (dal 26/09)
  • Cinema Ariston – Trieste (27/09)
  • Cinema Centrale Udine (27/09)
  • Cinema Arlecchino – Voghera (27/09)

Leggi il nostro articolo: “The True Cost: quanto costa davvero la moda”

Qui la pagina Facebook del documentario, con relativi orari per ogni cinema.