fbpx
Tempo di lettura 5 minuti

Che la pandemia targata Covid-19 abbia tra le sue concause uno sfruttamento sfrenato dell’ambiente è, ormai, qualcosa di risaputo. Proprio per questo motivo oltre 350 organizzazioni mediche, rappresentanti oltre 40 milioni di professionisti tra medici, infermieri e personale sanitario di oltre 90 paesi, hanno deciso di inviare una lettera ai rappresentanti del G20 chiedendo ai leader mondiali che la ripresa post Coronavirus sia improntata in un’ottica di sostenibilità. Una richiesta a cui si aggiunge anche quella dell’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che ha presentato un piano di recupero da 200 miliardi.

asvis

La lettera degli operatori sanitari al G20

Il messaggio della lettera è piuttosto chiaro e difficilmente fraintendibile. Il personale sanitario si è trovato di fronte a qualcosa di mai visto prima ed ha così deciso di mandare un chiaro segnale a coloro che sono tenuti a prendere decisioni in grado di condizionare la realtà che tutti viviamo. Ecco il testo tradotto della lettera:

Il personale sanitario si unisce in supporto di un approccio pragmatico e scientifico nella gestione della pandemia COVID-19. Nello stesso spirito ci uniamo anche in supporto di un “recupero salutare” da questa crisi.

Abbiamo assistito in prima persona alla fragilità che può colpire le comunità quando la loro salute, la loro sicurezza alimentare e la loro libertà di lavorare sono interrotte da una minaccia comune. I livelli su cui si è sviluppata la tragedia sono molteplici, e aggravati dall’ineguaglianza e dai disinvestimenti che hanno colpito i sistemi sanitari. Abbiamo assistito a morti, malattie e stress mentale a livelli che non vedevamo da anni.

Questi effetti avrebbero potuto essere limitati, se non prevenuti, da investimenti adeguati nella prevenzione della pandemia, nella salute pubblica e nella difesa dell’ambiente. Dobbiamo imparare da questi errori a tornare più forti, più in salute e più resiienti.

Prima del COVID-19, l’inquinamento dell’aria – derivante primariamente dal traffico, dall’inefficiente impiego dell’energia usata per cucinare e riscaldare, gli impianti alimentati a carbone, gli inceneritori e le pratiche agricole – stava già indebolendo i nostri corpi. Aumenta il rischio nello sviluppo e nella gravità di polmoniti, malattie polmonari croniche, cancro ai polmoni, malattie al cuore ed infarti, causando 7 milioni di morti premature ogni anno. L’inquinamento dell’aria causa anche problemi alle gravidanze sfociando in nascite sottopeso e nenonati affetti da asma, mettendo ulteriore peso sui nostri sistemi sanitari.

Una ripartenza davvero salutare non permetterà all’inquinamento di continuare ad invadere l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo. Non permetterà l’avanzamento senza sosta del cambiamento climatico e della deforestazione, rischiando così di liberare nuove minacce alla salute delle popolazioni più vulnerabili.

In un’economia in salute e in una società civile ci si preoccupa dei più vulnerabili. I lavoratori hanno accesso a lavori ben pagati che non inaspriscono l’inquinamento dell’aria e la degradazione della natura; le città danno priorità ai pedoni, ai ciclisti e al trasporto pubblico, e i nostri fiumi e i nostri cieli sono protetti e puliti. La natura trionfa, i nostri corpi sono più resilienti alle malattie infettive, e nessuno viene costretto alla povertà a causa delle spese sanitarie.

Per raggiungere un’economia salutare, dobbiamo  usare incentivi e disincentivi in maniera intelligente, al servizio di una società più salutare e più resiliente. Se i governi riformassero il modo in cui dispensano i sussidi, spostandone la maggior parte verso la produzione di energia rinnovabile, la nostra aria sarebbe più pulita e le emissioni climalteranti verrebbero ridotte in maniera massiccia, potenziando una ripresa economica che spronerebbe un aumento del PIL globale di 100 triliardi di dollari da oggi fino al 2050.

Data la vostra attenzione alla risposta al COVID, vi chiediamo che i vostri esperti di medicina e di scienza siano direttamente inclusi nella produzione di tutti i pacchetti economici, che facciano dei report sulle ripercussioni di breve e lungo termine che questi avranno sulla salute pubblica, e che siano da essi approvati.

Gli enormi investimenti che i vostri governi faranno nei mesi a venire in settori chiave quali la salute pubblica, i trasporti, l’energia e l’agricoltura devono avere la protezione e la promozione della salute come asse portante.

Ciò di cui ha bisogno ora il mondo è una #HealthyRecovery. I vostri piani di stimolo devono essere una prescrizione che vanno in quella direzione. 

Anche l’ASviS ha un piano: 200 miliardi in investimenti green

 

Il 28 maggio 2020 l’ASviS (L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha presentato un “Pacchetto di investimenti a favore dello sviluppo sostenibile delle città e dei territori”, perfettamente in linea con le proposte della Commissione UE. Si tratta di un vero e proprio intervento per la ricostruzione e l’accrescimento delle diverse forme di capitale (naturale, economico, umano e sociale) colpite dalla crisi post Covid.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e indirizzarli verso il raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs).

Questi obiettivi di sviluppo sostenibile riconoscono lo stretto legame tra il benessere umano e la salute dei sistemi naturali. Attualmente il mondo intero è chiamato ad affrontare delle sfide comuni che toccano diversi ambiti, fondamentali per assicurare il benessere dell’umanità e del pianeta. Dalla lotta alla fame all’eliminazione delle disuguaglianze, dalla tutela delle risorse naturali all’affermazione di modelli di produzione e consumo sostenibili.

Leggi anche il nostro articolo: “L’Italia e gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile. Serve un cambio di marcia”

ASviS: la proposta da 200 miliardi

L’Alleanza propone un programma di investimenti da oltre 201,7 miliardi in 10 anni su ambiente, mobilità, trasformazione digitale, sanità e lotta alla povertà, elaborato da un gruppo di esperti. Articolato in quattro macro aree:

  • transizione verde
  • trasformazione digitale
  • sanità
  • lotta alla povertà

La proposta approfondisce nel dettaglio i contenuti del Rapporto ASviS “Politiche per fronteggiare la crisi da Covid-19 e realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”, pubblicato il 5 maggio scorso.

Leggi anche il nostro articolo: “Turismo sostenibile: la chiave per l’estate 2020”

Enrico Giovannini, portavoce ASviS:

“La risposta alla crisi deve essere orientata a portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista. L’ottima proposta della Commissione europea apre per l’Italia una concreta possibilità di trasformarsi nella direzione dell’Agenda 2030. Ma anche il bilancio pubblico nazionale va orientato alla sostenibilità: per questo proponiamo di eliminare i 19 miliardi annui di sussidi dannosi per l’ambiente per ridurre il cuneo fiscale, sostenere le imprese nel passaggio alle energie rinnovabili e all’economia circolare, investire su giovani e donne. La sostenibilità accresce la produttività delle aziende e migliora la qualità della vita delle persone. Ecco perché il rilancio del Paese deve passare per un ripensamento dei modelli di business e delle politiche a favore dello sviluppo sostenibile”.

L’ASviS propugna la necessità di costruire un’Europa più resiliente, sostenibile ed equa. Anche l’Italia, fra i Paesi più colpiti dalla crisi, può superare gli impatti negativi della Pandemia soltanto con un robusto piano di investimenti a favore delle città e dei territori, per produrre un “rimbalzo in avanti”, stimolando la “resilienza trasformativa” del sistema socio-economico.

Vi raccomandiamo quindi la lettura di questo dossier

Da eroi a paladini del clima

In questi mesi sono state spese in ogni parte del mondo parole di encomio per il personale sanitario che si è trovato ad affrontare una sfida senza precedenti. Abbiamo visto striscioni penzolare dalle finestre, messaggi social di incoraggiamento e sostegno, oltre che una sincera gratitudine. Abbiamo ascoltato i pareri loro e quelli degli esperti, e seguito le loro indicazioni alla lettera, senza batter ciglio. Sarebbe ipocrita, oltre che rischioso, smettere di farlo ora. La loro è una richiesta che, oltre ad essere legittima, si fonda su basi scientificamente solide. Delle voci che si aggiungono a quelle di tantissimi personaggi illustri che, a loro volta, hanno invocato a gran voce una ripresa green. Ora non sono più solo gli scienziati del clima gli unici a richiedere espressamente un cambiamento. Ci sono medici, giovani attivisti e intellettuali da ogni angolo del pianeta. Se non sono avvisaglie queste. poco ci manca. Ciò che è certo è che, in caso di fallimento, non si potrà dire “non ci aveva avvertito nessuno”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: