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Il 4 ottobre è stato presentato a Roma il nuovo rapporto annuale sugli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile. L’iniziativa è stata promossa dall’Asvis (Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile), fondata nel 2016 dall’ex ministro Enrico Giovannini con l’obiettivo di indirizzare la società italiana verso il raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs). Il nuovo rapporto ha messo in luce un sostanziale miglioramento dell’Italia per alcuni settori, mentre si registrano stagnazioni e peggioramenti per altri importanti aree come povertà, agricoltura sostenibile e gestione delle acque.

Cosa sono gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile

Gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile vennero approvati nel 2015 dalle Nazioni Unite, assieme alla stipula dell’Agenda 2030. L’Agenda 2030 consiste in un “programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità” che miri a trasformare il mondo nel breve e nel lungo termine. Nell’Agenda sono inseriti i 17 Obiettivi, a loro volta articolati in 169 target. Questa declinazione dettagliata permette all’ONU di monitorare di anno in anno i progressi (o regressi) di ogni paese. La novità dell’Agenda 2030 rispetto ai trattati precedenti risiede nella visione integrata dei problemi e delle soluzioni: viene riconosciuto quindi, che il modello attuale di sviluppo è insostenibile secondo molteplici punti di vista – ambientale, sociale, economico – e che le soluzioni devono essere altrettanto trasversali, così che “nessuno venga trascurato”.

Congiuntamente al monitoraggio svolto dall’ONU, l’Asvis si pone l’obiettivo di tenere traccia della situazione italiana. Inoltre, intende stimolare e promuovere gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile in ogni settore della società, coinvolgendo i politici, gli imprenditori, il mondo universitario e gli attori della società civile. Ogni anno nel mese di ottobre presenta un Report in cui vengono sintetizzati le performance italiane per ognuno dei 17 obiettivi stipulati dall’Agenda 2030. Enrico Giovannini ha presentato con queste parole il Report Asvis 2019: “Quasi quattro anni fa, quando abbiamo cominciato, la gente diceva: ‘Agenda 2030, ma di che cosa state parlando?’. Oggi invece non solo molti sanno di che cosa parliamo, ma sentiamo l’impegno di tanti che condividono questa straordinaria avventura di salvare il mondo”.

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BES: Benessere Equo e Sostenibile. Un’alternativa al PIL

Ex presidente dell’ISTAT e Professore presso l’Università Tor Vergata di Roma, Giovannini ha svolto un ruolo di primo piano per la promozione dello sviluppo sostenibile in Italia. Nel suo libro L’Utopia Sostenibile viene delineato il piano di riforme che un governo coraggioso dovrebbe adottare per mettersi in linea con l’Agenda 2030. Sotto il governo Letta fu denominato Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e, nonostante il breve mandato, fu capace di far approvare l’introduzione del BES, l’indice di Benessere Equo e Sostenibile.

Il Presidente della Camera Roberto Fico, presente all’evento del 4 ottobre, ha ricordato che l’Italia è stata fra i primi paesi ad adottare questo innovativo indicatore, che si propone di essere un’alternativa al PIL. Il BES infatti valuta il progresso della società italiana, non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale ed ambientale. Il Presidente della Camera ha sottolineato che questi processi riformatori assumono valenza significativa solo se accompagnati da un completo orientamento del sistema politico italiano in questo senso. La Camera dei Deputati, con il potere legislativo di cui dispone, rappresenta il luogo ideale per dar forza e attuazione agli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile. Fico ha annunciato che, in occasione della COP 26 del 2020 ospitata da Italia e Gran Bretagna, il Parlamento italiano organizzerà un’assemblea sul tema del cambiamento climatico a cui potranno partecipare i parlamentari membri della COP 26.

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Lo Sviluppo Sostenibile in Costituzione

Infatti, il Presidente dell’Asvis Stefanini e il Portavoce Enrico Giovannini hanno entrambi fatto presente che la direzione presa dal neonato governo fa ben sperare, poiché sono state annunciate ambiziose riforme per la lotta al cambiamento climatico. Ad esempio, la volontà di inserire in Costituzione lo Sviluppo Sostenibile, così come l’intenzione di fare dell’Agenda 2030 il cardine del sistema socio-economico italiano. D’altra parte però, l’Asvis ricorda che l’Italia è ancora ben lontana dagli obiettivi prefissi nel 2015, quando l’Agenda 2030 è stata approvata. Inoltre, il tempo a disposizione per fronteggiare la crisi climatica si sta accorciando sempre più (rimangono 11 anni per evitare la catastrofe, secondo il Rapporto IPCC 2018).

Ma cosa dice nel concreto il Rapporto 2019 sulla sostenibilità italiana? Sono nove le aree in cui l’Italia risulta migliorata rispetto al passato: salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze. E ancora: condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e pace, giustizia e istituzioni solide e cooperazione internazionale. Per quanto riguarda il Goal 4 e 13, rispettivamente istruzione e lotta al cambiamento climatico, la situazione risulta sostanzialmente invariata; sono invece peggiorati i Goal 1, 2, 6, 7 e 14. Si tratta delle seguenti aree: povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri. Il Rapporto Asvis presenta anche il grado di attuazione dei singoli obiettivi regione per regione.

European Green New Deal

Il Rapporto presenta anche una panoramica generale sull’Europa, sottolineando pure in questo caso i buoni auspici nati con la nuova Commissione Europea. Alla presentazione del Rapporto Asvis 2019 è intervenuto Paolo Gentiloni, di recente nominato commissario europeo agli Affari Economici. L’ex premier ha fatto presente che la nuova presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’intenzione di varare un European Green New Deal e ha dato l’incarico ai singoli commissari di declinare gli SDGs nelle proprie aree di competenza.

Infine, ricordiamo che l’Asvis ha dato il proprio endorsement al fervente movimento di studenti che stanno scioperando per il clima; nel concreto, ha voluto fare la sua parte lanciando l’iniziativa Saturdays For Future. In linea con l’Obiettivo 12, “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo”, l’Asvis lancia un appello ai consumatori: scegliere negozi e prodotti che rispettino i criteri della sostenibilità. L’idea di fondo, più volte ribadita dal nostro Blog, è che le trasformazioni possono partire anche dal basso: “il cambio di abitudini potrà innescare un processo virtuoso, incidere positivamente sui modelli di produzione e rendere le aziende più responsabili e più sostenibili, non solo sul piano ambientale ma anche su quello sociale, in primo luogo verso i propri dipendenti”.

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Il cambiamento è già in atto

Il Rapporto Asvis 2019 ha mostrato una situazione di luci e ombre sulla nostra penisola e sul nostro continente. Da una parte, i cittadini italiani ed europei possono finalmente sperare in un cambio di regime che ponga lo Sviluppo Sostenibile al centro della politica e degli assetti socio-economici; dall’altra, è necessaria una dose cospicua di coraggio che trasformi gli annunci in riforme concrete con risultati concreti. La nuova Legge di Bilancio, in programma per la prossima settimana, sarà il primo vero banco di prova. Seguirà poi l’organizzazione della COP 26 nel 2020. Nel frattempo, la società civile dovrà fare di tutto per dimostrare che il cambiamento è già in atto: “change is coming, whether you like it or not”.

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