Extinction Rebellion: più di 1.000 arresti in Inghilterra

In Italia nessuno ne parla ma in questi giorni in Inghilterra sta avendo luogo la più grande “disobbedienza civile mai registrata nella storia recente del Regno Unito”. Queste le parole con cui il Guardian descrive ciò che sta succedendo da più di una settimana a questa parte. Già vi avevamo parlato di Extinction Rebellion, un movimento ambientalista di protesta contro le inazioni dei governi verso i cambiamenti climatici.

Il 15 aprile scorso è iniziata la “Rebellion Week” che verrà portata avanti “ad oltranza”. Queste le parole degli organizzatori che hanno messo assieme una serie di azioni non violente mirate ad accrescere l’attenzione dei politici verso un tema che non può più essere ignorato. Il risultato? 1.000 arresti. Ma anche la comparsa di Greta Thunberg durante le manifestazioni ed un successivo incontro tra la piccola attivista svedese e i rappresentanti del governo inglese (qui il suo discorso completo).

extinction-rebellion

I blocchi delle strade da parte di Extinction Rebellion

Una delle azioni più partecipate è stato il blocco di diverse strade da parte dei manifestanti. Su tutte quella di Waterloo Bridge, a cui hanno preso parte in migliaia. I “ribelli” hanno occupato una delle sponde del ponte, bloccando il traffico e portando avanti un sit-in che è durato fino a domenica pomeriggio. A poco sono serviti gli interventi da parte della polizia locale, data la disponibilità da parte dei protestanti ad essere arrestati in onore della causa.

Non ci sono stati episodi di violenza di nessun tipo e nonostante la portata degli eventi oltremanica non se n’è parlato più di tanto nel continente. Forse, proprio i politici, temono un diffondersi del movimento che li costringerebbe ad iniziare a fare realmente qualcosa per contrastare i cambiamenti climatici.

Il “die-in” del Museo di Storia Naturale

Tra gli altri atti di protesta uno di quelli che ha destato più clamore, dopo i blocchi delle strade, è stato il “die-in” tenutosi al “Natural History Museum” di Londra. Con questo termine gli attivisti definiscono un’azione coordinata che consiste nel vedere un gruppo di persone sdraiate per terra che simulano la propria morte, esponendo cartelli di denuncia simili a quelli che abbiamo potuto vedere durante le svariate manifestazioni dei FridaysForFuture. Eventi analoghi si sono tenuti anche ad Oxford Circus e in tante altre località in Inghilterra e nel mondo. Nella giornata di giovedì 18 Aprile i membri di Extinction Rebellion hanno anche bloccato un treno che stava trasportando carbone nella città di Brisbane.

Cosa vuole Extinction Rebellion

Il movimento Extinction Rebellion è nato circa 6 mesi fa proprio nel Regno Unito. Le richieste sono piuttosto semplici: più trasparenza da parte delle istituzioni sui veri rischi legati al cambiamento climatico, più azione da parte dei governi per contrastarlo e un passaggio alle economie carbon free entro il 2025. Nel giro di pochi mesi si sono formati diversi gruppi locali in svariate parti del mondo.

Anche in Italia è nata una delegazione che ha già iniziato a riunirsi e ad operare in città come Milano o Roma. Ad appoggiare le iniziative ovviamente c’è anche Greta Thunberg. Durante la sua visita nella capitale inglese, che ha succeduto quella in Italia, Greta non ha esitato ad incoraggiare i protestanti a continuare la propria battaglia. Mentre la polizia continua ad arrestare i manifestanti l’organizzazione continua la sua ribellione pacifica. “Fino a quando sarà necessario”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *