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Le macchine elettriche trovato difficoltà a diffondersi capillarmente nella società. Cerchiamo di capire il perché.

1- Costi delle nuove tecnologie

Innovare in settori ad alta intensità di capitale prevede costi molto elevati che devono essere recuperati tramite prezzi maggiori rispetto alle esistenti tecnologie.

Considerando qualsiasi listino di prezzi di auto è infatti evidente come le macchine elettriche ed ibride siano quasi sempre in cima alla propria classe in termini di prezzo.

Inutili sono tutti i calcoli di quanto una motorizzazione “green” faccia risparmiare in termini di carburante, esenzioni o pedaggi. Quando il consumatore arriva alla cassa molto spesso valuta unicamente il prezzo d’acquisto di quello specifico momento.

Leggi il nostro articolo: “Mobilita’ elettrica, perche’ conviene”.

2- Rete di ricarica per macchine elettriche inadeguata

Questo problema è il tipico caso dell’uovo e la gallina, molto comune alle nuove tecnologie che segnano un punto di rottura con il passato.

Per creare richiesta di macchine elettriche bisogna che la rete di colonnine di ricarica sia capillare. Per crearla, gli operatori vogliono però essere certi di avere un rapido ritorno economico, ergo più elettriche in strada.

Tralasciando il discorso relativo alla produzione dell’energia elettrica, la rivoluzione green della mobilità dovrà essere accompagnata da un’altrettanto importante, ma ignorata, rivoluzione: quella dei rifornitori, o meglio ricaricatori.

Molti non sanno infatti che le prime auto elettriche risalenti alla metà del 1800 avevano un motore elettrico e non a benzina o diesel. Questo perché progettare un motore a combustione interna è ben più complesso, da un punto di vista ingegneristico, che non crearne uno alimentato dall’energia elettrica.

La ragione per cui nel 1800 l’elettrico non ebbe il successo che i progettisti si aspettavano è la stessa che ne impedisce la diffusione nel 2019. In mancanza di una rete sufficientemente estesa di rifornimento nessun veicolo può avere un vasto successo commerciale.

Thomas Edison con uno dei suoi prototipi di auto elettrica

3- Incertezza sulla durata

L’età media del parco circolante in Italia è di oltre 8 anni, una tra le più alte tra i maggiori paesi dell’Unione Europea.

Questo fattore è il risultato di una combinazione di avanzamento tecnologico delle auto e del basso potere di spesa della famiglia media. Le auto durano quindi di più e non avendo un grande budget le famiglie preferiscono tenerle più a lungo, posticipando l’acquisto di nuovi modelli.

Come abbiamo visto prima le auto elettriche non sono nulla di nuovo nel panorama automobilistico ma, non avendo mai avuto un grande successo commerciale, il pubblico è ancora scettico circa la durata di questi modelli. Essendo l’elettronica il punto debole delle auto più moderne, molti si chiedono quanto potrà durare nel tempo un’auto dove la meccanica diventa pressoché inesistente.

Risolte queste tre incognite, la diffusione su vasta scala della mobilità elettrica diventerà molto più plausibile e accettabile anche dai più scettici. Ai posteri ”l’elettrica” sentenza!

Leggi anche: “Nel 2021 arriva la prima automobile solare”.

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