Macchine elettriche: 3 motivi per cui non si diffondono

macchine elettriche

Le macchine elettriche trovato difficoltà a diffondersi capillarmente nella società. Cerchiamo di capire il perché.

1- Costi delle nuove tecnologie

Innovare in settori ad alta intensità di capitale prevede costi molto elevati che devono essere recuperati tramite prezzi maggiori rispetto alle esistenti tecnologie.

Considerando qualsiasi listino di prezzi di auto è infatti evidente come le macchine elettriche ed ibride siano quasi sempre in cima alla propria classe in termini di prezzo.

Inutili sono tutti i calcoli di quanto una motorizzazione “green” faccia risparmiare in termini di carburante, esenzioni o pedaggi. Quando il consumatore arriva alla cassa molto spesso valuta unicamente il prezzo d’acquisto di quello specifico momento.

Leggi il nostro articolo: “Mobilita’ elettrica, perche’ conviene”.

2- Rete di ricarica per macchine elettriche inadeguata

Questo problema è il tipico caso dell’uovo e la gallina, molto comune alle nuove tecnologie che segnano un punto di rottura con il passato.

Per creare richiesta di macchine elettriche bisogna che la rete di colonnine di ricarica sia capillare. Per crearla, gli operatori vogliono però essere certi di avere un rapido ritorno economico, ergo più elettriche in strada.

Tralasciando il discorso relativo alla produzione dell’energia elettrica, la rivoluzione green della mobilità dovrà essere accompagnata da un’altrettanto importante, ma ignorata, rivoluzione: quella dei rifornitori, o meglio ricaricatori.

Molti non sanno infatti che le prime auto elettriche risalenti alla metà del 1800 avevano un motore elettrico e non a benzina o diesel. Questo perché progettare un motore a combustione interna è ben più complesso, da un punto di vista ingegneristico, che non crearne uno alimentato dall’energia elettrica.

La ragione per cui nel 1800 l’elettrico non ebbe il successo che i progettisti si aspettavano è la stessa che ne impedisce la diffusione nel 2019. In mancanza di una rete sufficientemente estesa di rifornimento nessun veicolo può avere un vasto successo commerciale.

Thomas Edison con uno dei suoi prototipi di auto elettrica

3- Incertezza sulla durata

L’età media del parco circolante in Italia è di oltre 8 anni, una tra le più alte tra i maggiori paesi dell’Unione Europea.

Questo fattore è il risultato di una combinazione di avanzamento tecnologico delle auto e del basso potere di spesa della famiglia media. Le auto durano quindi di più e non avendo un grande budget le famiglie preferiscono tenerle più a lungo, posticipando l’acquisto di nuovi modelli.

Come abbiamo visto prima le auto elettriche non sono nulla di nuovo nel panorama automobilistico ma, non avendo mai avuto un grande successo commerciale, il pubblico è ancora scettico circa la durata di questi modelli. Essendo l’elettronica il punto debole delle auto più moderne, molti si chiedono quanto potrà durare nel tempo un’auto dove la meccanica diventa pressoché inesistente.

Risolte queste tre incognite, la diffusione su vasta scala della mobilità elettrica diventerà molto più plausibile e accettabile anche dai più scettici. Ai posteri ”l’elettrica” sentenza!

Leggi anche: “Nel 2021 arriva la prima automobile solare”.

Questo articolo e’ stato scritto da Alessandro Bianchi Maiocchi, fondatore di Meccamico, una piattaforma online con cui qualsiasi automobilista può richiedere preventivi per la manutenzione della propria auto da un network di meccanici altamente selezionati. Si può inoltre richiedere un meccanico direttamente a casa propria o presso il proprio luogo di lavoro così da evitare perdite di tempo tra traffico e attesa in officina. Il meccanico arriva, ritira l’auto e la riporta a lavoro eseguito. Pratico, trasparente e comodo! Al momento Meccamico è specializzata in interventi di manutenzione ordinaria ma si sta sviluppando la possibilità di ricevere clienti con esigenze più particolari come il restauro di auto d’epoca o il lavaggio del cambio automatico. Visita il sito!

Macchine elettriche: perché convengono

macchine elettriche

Il 2019 potrebbe essere l’anno del boom delle macchine elettriche. I modelli a disposizione dei potenziali acquirenti stanno aumentando di giorno in giorno ed entro la fine dell’anno tutte le principali case automobilistiche ne avranno immesso almeno uno sul mercato. I prezzi stanno diventando sempre più accessibili. Ed inoltre esistono ottimi incentivi messi a disposizione dei consumatori che decidono di fare questa scelta green. I vantaggi ambientali della mobilità elettrica sono talmente evidenti che non è necessario scendere troppo nel dettaglio. Basti dire che le emissioni generate dal settore dei trasporti sono più del 15% del totale a livello mondiale. Ciò che questo articolo si propone di fare è invece scoprire se esiste anche una convenienza economica.

Leggi anche: “Perché le auto elettriche non si diffondono?”

Quanto risparmia chi compra una macchina elettrica

Secondo il blog specializzato VaiElettrico, il primo in Italia a raccogliere le opinioni dei consumatori in questo settore, l’utilizzo di un’auto elettrica permette di risparmiare intorno ai 2.000 euro annui. Se si proietta questo risparmio in un arco di temporale di 10 anni, una durata di vita plausibile per una macchina, arriviamo a toccare un risparmio di circa 20.000 euro. Una cifra decisamente maggiore rispetto alla differenza di prezzo che troviamo oggi tra le macchine elettriche e quelle alimentate con carburanti tradizionali. Differenza di prezzo di listino che, va ammesso, ad oggi esiste ma che, sul lungo termine, è più che giustificata e che verrà comunque ridotta col tempo.

Come si genera questo risparmio

Il risultante risparmio di almeno 2.000 euro all’anno è calcolato su una percorrenza di 15.000 km. Ecco come si genera:

  • Incentivo statale di almeno 4.000 euro, estendibile fino a 6.000 in caso di rottamazione di un vecchio veicolo, sul prezzo di listino.
  • Esonero dal pagamento del bollo per i primi 5 anni
  • Riduzione del costo del tagliando che può arrivare fino a 200 euro
  • Riduzione del costo RCA fino al 50%
  • Minor costo del carburante, specialmente se si ricarica l’auto in casa

Gli scooter elettrici: amici degli spostamenti in città

Un altro modo per ridurre il proprio impatto ambientale legato alla mobilità è l’acquisto di uno scooter elettrico. Allo stesso modo sono disponibili sul mercato anche biciclette elettriche, più che adatte a percorrere distanze anche discretamente lunghe. Queste due alternative sono sicuramente più economiche dell’auto e allo stesso modo convenienti da un punto di vista ambientale, oltre che ideali per l’utilizzo in città.

Un Lifan e3 ad esempio parte da un prezzo di 1.990 euro, a cui può essere applicato uno sconto di 600 euro per chi rottama il suo vecchio scooter, arrivando quindi a costare 1.390 euro. L’autonomia è di circa 60 km. Prezzi e durata della batteria sono simili anche per i modelli più economici di bici elettrica. Esistono, per chi se lo può permettere, anche alternative più costose e performanti.

Leggi anche: “Bonus Bici: l’Italia su due ruote?”

Quali critiche per le macchine elettriche

La prima domanda che viene fatta quando si parla di macchine elettriche è: “Ma poi come si ricarica?”. Se possiedi un garage o un vialetto in cui parcheggiare la macchina il problema è abbastanza relativo. È possibile, infatti, installare a prezzi contenuti un’apposita cassetta, e, stando alle dichiarazioni del Ministro Toninelli, dovrebbero presto essere disponibili incentivi anche per questo. Inutile dire che scegliere un fornitore di energia green abbassa ulteriormente l’impatto ambientale del veicolo. In alternativa, più diffuse nelle grandi città ma non solo, iniziano già a vedersi le prime colonnine pubbliche.

Altra critica che viene mossa è quella dello smaltimento delle batterie. Inoltre per produrle sono necessari processi e prodotti non propriamente eco-friendly. Considerando che lo stesso discorso, però, può essere fatto anche per i veicoli ad alimentazione “tradizionale” sembra un po’ di essere davanti alla storia del “bue che dice cornuto all’asino”. Inoltre in Italia è operativa “Cobat”, un’azienda specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali e quindi anche di batterie.

Qualche problema in più potrebbe essere riscontrato per i viaggi lunghi, in quanto l’autonomia delle macchine elettriche difficilmente supera i 350/400 km. Sono tuttavia disponibili apposite App per il cellulare in cui vengono segnalati i punti di ricarica. Va inoltre precisato che per le tratte ad alto chilometraggio l’alternativa più ecologica sono sicuramente i trasporti pubblici su rotaia. Se inoltre si considera che in Italia circa l’80% degli spostamenti in macchina avvengono su distanze inferiori a 25 km, anche questa critica poggia su basi non proprio solide.

I principali modelli di macchine elettriche sul mercato

Le alternative più economiche sono sicuramente le “city car”. Tra queste la Smart ForTwo con un prezzo di listino di 24.748 euro a cui vanno tolti almeno 4.000 di incentivo, così come per tutti gli altri prezzi sotto elencati. Una ForFour costa appena 700 euro in più. A salire troviamo la Volkswagen E-up, il cui prezzo pieno è di 27.000 euro. Per chi avesse esigenza di avere macchine più spaziose ci sono la Peugeot 208 a a 32.000 euro o la Renault Zoe a 34.000.

Per una Mini elettrica occorre invece spendere 40.000 euro. Sulla stessa fascia di prezzo anche la Golf, la BMW i3 e la Kia Niro. Uno dei modelli elettrici più venduti su scala mondiale è, però, la Nissan Leaf, che parte da 36.700 euro. Più costosa la pioniera Tesla, da 59.600 euro. Un investimento in proporzione più alto rispetto alle sorelle a benzina ma che viene ammortizzato in pochi anni e che sul lungo termine, come già detto, genera addirittura risparmio. Per chi invece ha necessità di trovare prezzi più abbordabili sono già disponibili alcuni modelli usati.

Metano e GPL: quanto sono sostenibili?

Non è necessario soffermarsi troppo sull’insalubrità dell’utilizzo di macchine a Diesel e Benzina, che hanno sicuramente i giorni contati. Vogliamo tuttavia esporre i problemi relativi alle macchine a GPL e Metano, alternative percepite come sostenibili ma che, in realtà, non possono più essere considerati come tali. Se infatti è vero che questi veicoli inquinano meno, lo è altrettanto dire che lo fanno di più di quelli elettrici. Come si evince dal nome il GPL, o Gas Petrolifero Liquefatto, è un derivato del petrolio e, di conseguenza, crea problemi ambientali simili a quelli della benzina o del Diesel.

Il metano invece, spesso percepito come sostenibile, è un gas climalterante 25 volte più potente della CO2. Si dovrebbe aprire una parentesi sul BioMetano, generato dagli scarti delle filiere agricole e dai nostri rifiuti organici, ma la sua produzione difficilmente sarà finalizzata al mercato dei carburanti. O comunque non sarà in grado di coprirne tutta la domanda. Va inoltre fatto notare come anche il costo iniziale delle macchine con questo tipo di alimentazione sia più alto dei modelli a benzina: la differenza di prezzo coi modelli elettrici è quindi minore. Inoltre l’elettricità, in proporzione, costa meno di entrambi questi carburanti, fattore sicuramente da considerare quando si valuta quale sia l’opzione più economica.

Il futuro è fatto di macchine elettriche

Mentre in Italia lo sviluppo di questo mercato sta andando un po’ a rilento, in altri paesi si è già intrapresa la strada giusta. In Cina, ad esempio, si possono contare già più di 200 modelli di auto elettriche sul mercato con conseguente calo dei prezzi. Promettente anche la situazione tedesca, dove la Volkswagen ha dovuto chiudere le prenotazioni per la sua E-up a causa delle troppe richieste.

Risulta inoltre verosimile ipotizzare che il trend di diminuzione del prezzo che le batterie hanno subito negli ultimi anni continuerà a verificarsi, risultando quindi anche in un calo del costo dei veicoli. Sempre in Cina stiamo assistendo anche ad un’invasione di autobus elettrici. Stesso discorso per Santiago del Chile. Questo a conferma che a mancare non sono tanto i soldi, quanto il desiderio da parte delle istituzioni di attuare una transizione ecologica sempre più urgente e, sul lungo termine, inevitabile. Forse è il caso di iniziare sin da subito, per non ritrovarsi, come al solito, a dover rincorrere gli altri.

Ecotassa ed ecobonus sulle auto, da marzo in vigore

Ecotassa ed ecobonus sulle auto sono parte della manovra economica del M5S, definitivamente approvata a dicembre. Sulle auto immatricolate a partire dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021 saranno applicate nuove regole che prevedono incentivi o disincentivi a seconda della quantità di emissioni per chilometro quadrato.

Ecotassa

Chiunque acquisti un veicolo M1 nuovo di fabbrica con emissioni superiori ai 160 CO2 g/km (160 grammi di anidride carbonica per chilometro) dovrà pagare una tassa che va dai 1100 fino ai 2500 in base a questi criteri:

CO2 g/kmImposta (euro)
161-1751.100
176-2001.600
201-2502.000
>2502.500

Da sapere

  • La tassa non viene applicata sui veicoli usati, ma se un’ auto è stata acquistata in un Paese estero e viene reimmatricolata in italia dopo il 1 marzo 2019 sarà sottoposta all’ecotassa.
  • L’imposta non si applica a veicoli di uso speciale come camper, veicoli blindati, ambulanze, auto funebri, veicoli con accesso per sedia a rotelle, caravan, gru mobili, carrelli “dolly”, rimorchi per trasporto eccezionale.
  • I veicoli con certificato di rilevanza storica hanno diritto alla riduzione della tassa pari al 50 percento.
  • Per sapere se il veicolo rientra tra quelli tassati si può consultare il libretto di circolazione. Il dato si trova nel secondo riquadro del punto V.7 di ogni libretto.

Ecobonus

Buone notizie, invece, per chi sceglie la via (un po’ più) green. La legge di bilancio, infatti, prevede agevolazioni per chi acquista, sempre a partire dal 1 marzo 2019, automobili ibride o elettriche a basse emissioni di CO2. Per l’incentivo vi sarà anche una grande differenza tra la presenza e l’assenza di rottamazione in concomitanza dell’acquisto. Gli incentivi sono i seguenti:

CO2 g/kmContributo senza rottamazione (euro)Contributo con rottamazione (euro)
0-204.0006.000
21-701.5002.500

Da sapere:

  • Dagli incentivi sono esclusi i modelli che costano più di 50 mila euro IVA esclusa, quindi 61mila euro.
  • Il veicolo da rottamare deve essere intestato da almeno dodici mesi al soggetto intestatario del nuovo veicolo o ad uno dei familiari conviventi alla data dell’acquisto del nuovo veicolo.
  • Nell’atto di acquisto deve essere espressamente dichiarata la volontà di rottamazione del veicolo usato.
  • Entro quindici giorni dalla data di acquisto, il venditore è tenuto ad avviare le pratiche per la rottamazione.

La legge di bilancio prevede anche riduzioni fiscali del 50% sull’acquisto e l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, su un ammontare complessivo non superiore ai 3000 euro.

Treno Verde è arrivato, e ci porta nel futuro

Treno Verde

Ascolta l’articolo:

Non è mai bello perdere il treno, specialmente se si tratta di quello del futuro. Treno Verde è una campagna promossa da Legambiente che, insieme a Ferrovie dello Stato, vuole incentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto alternativi a fronte delle automobili private.

Quanto sono inquinate le città?

Treno Verde farà tappa in dodici stazioni italiane, nelle quali espleterà due principali funzioni. La prima è quella del monitoraggio della qualità dell’aria e i flussi di traffico in città. I volontari di Legambiente, infatti, effettueranno un controllo itinerante nei punti più “critici” delle città. Le misurazioni hot spot delle polveri sottili dureranno un’ora e i risultati saranno poi esposti sullo stesso Treno Verde. In questo modo sarà possibile riflettere e discutere sulla qualità dell’aria che i cittadini ogni giorno respirano e che provoca ogni anno 60 mila morti premature.

Una mostra per un futuro a emissioni zero

In secondo luogo, a bordo del Treno Verde, sarà allestita una mostra dedicata alla mobilità sostenibile in quanto possibile soluzione al riscaldamento globale. La mostra è interattiva e permette di vedere, toccare e sentire l’enorme quantità di inquinamento acustico e atmosferico al quale siamo sottoposti ogni giorno e del quale spesso non ci accorgiamo.

Nella prima carrozza saranno approfonditi i rischi dello smog sul nostro organismo e sul nostro pianeta. Nella seconda carrozza si potranno conoscere le possibili soluzioni per contrastare le fonti fossili e le buone pratiche già attuate dalle città italiane ed estere. La terza carrozza è invece curata da Ecopneus, un’azienda che si occupa di riciclare i pneumatici, dando loro una seconda vita. Infine, nella quarta carrozza, vi sarà un grande spazio per ospitare conferenze, dibattiti e laboratori che guideranno chiunque vi assista nel cambiare in prima persona la propria città, per un futuro a emissioni zero.

Un cambiamento semplice e vantaggioso

Questa transizione è più semplice e vantaggiosa di quel che si creda. Con il car sharing e il car mobbing, restare imbottigliati nel traffico sarà solo un lontano ricordo. Se vi sembrano parole arrivate da un altro pianeta, vi sbagliate. Iniziate a vedere il car sharing come un taxi sempre a vostra disposizione, ma il cui guidatore siete voi, con un costo decisamente inferiore. In questo modo, infatti, pagate soltanto l’effettivo utilizzo della macchina e non la sua proprietà, togliendo molte fastidiose incombenze quali assicurazione, revisione, bollo ed eventuali danni nel corso degli anni. Il car mobbing consiste semplicemente nella buona pratica di invitare amci, colleghi, parenti o perché no, sconosciuti (tramite apposite App) a condividere il viaggio insieme a voi. Non dimentichiamoci poi del trasporto pubblico come treno, metropolitana e pullman. Più si utilizza, più più sarà efficiente, e più sarà efficiente, più sarà piacevole utilizzarlo. Infine, perché non optare, quando possibile, per i piccoli mezzi di locomozione quali la bicicletta, il monopattino o, se siete giovani (fuori o dentro) lo skateboard.

La rivoluzione è già tra di noi, e il Treno Verde arriva con lo scopo di farci aprire gli occhi.

Tappe e orari

L’ingresso alla mostra del Treno Verde è totalmente gratuito ed essa è aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19. Le scuole prenotate possono accedere dalle 8,30 alle 14. La domenica l’accesso è possibile dalle 10 alle 13. A Roma Termini la mostra sarà aperta dalle 10 alle 13,45.

Le tappe sono le seguenti:

Palermo – 18, 19, 20 febbraio

Bari– 22, 23, 24 febbraio

Napoli Centrale– 26, 27, 28 febbraio

Roma Termini*– 2, 3, 4 marzo

Pescara– 6, 7, 8 marzo

Arezzo– 10, 11, 12 marzo

Civitanova Marche– 14, 15, 16 marzo

Rimini – 18, 19, 20 marzo

Padova– 22, 23, 24 marzo

Genova Piazza Principe– 26, 27, 28 marzo

Torino–  30, 31 marzo, 1 aprile

Milano Porta Garibaldi– 3, 4, 5 aprile

Per maggiori informazioni, visitare il sito ufficiale.