In arrivo pannelli solari galleggianti nel mare olandese

Se la terra non basta più, gli uomini salpano alla conquista del mare. Ma questa volta non sarà un’invasione irrispettosa. In Olanda un gruppo di ingegneri dell’azienda Floating Solar sta costruendo il più grande arcipelago di pannelli solari galleggianti.

Come girasoli in mezzo al mare

Le quindici isole conterranno in tutto 73.500 pannelli, rendendo l’impianto molto efficiente. Insieme a un altro impianto di pannelli solari terrestre, infatti, questo arcipelago sarà in grado di fornire energia a più di 10 mila abitazioni nelle zone vicine. Questo risultato si può ottenere anche per la tecnologia innovativa di questi pannelli, cosiddetta “a girasole”. I pannelli infatti saranno sempre rivolti verso il sole, per garantire un’efficienza senza precedenti, con il 30% di assorbimento in più rispetto a un impianto fisso. Questo avviene grazie alla presenza di tre boe, ancorate ad ogni isola con un cavo, il quale permette loro di muoversi e nello stesso tempo di mantenerle compatte. Grazie a questa snodabilità, inoltre, i pannelli possono resistere al movimento delle onde, anche durante tempeste e uragani

Rispetto per l’ambiente

L’idea di portare nel mare questa tecnologia è nata anche dalle critiche che alcuni ambientalisti hanno mosso nei confronti dell’energia prodotta dalle pale eoliche. Queste infatti sfrutterebbero molto terreno rischiando di alterare gli ecosistemi. Non sono mancate critiche anche alla Floating Solar stessa riguardo a questo progetto. Ma, dall’intervista del direttore della compagnia Arnoud van Druten rilasciata al Guardian, emerge la sua volontà di rispettare l’ambiente. “Ci sarebbe piaciuto iniziare prima – dice van Druten – ma a causa dei problemi ambientali che concernono gli uccelli migratori, in questo periodo non è possibile mettere assolutamente nulla nell’acqua”.

Il fatto che i pannelli siano installati nel freddo mare del nord, poi, ha un altro vantaggio. Permette infatti di risparmiare l’energia solitamente necessaria per raffreddare i circuiti, che diventano meno efficienti quando si scaldano. Alcuni ambientalisti si sono preoccupati anche del fatto che i pannelli solari possano bloccare la penetrazione dei raggi solari nelle profondità marine. “Proprio perché le isole sono mobili – continua van Druten – non vi sarà mai un’ombra fissa sul mare”. Infine, sono state mosse critiche riguardo all’alterazione della qualità dell’acqua, al fatto che riflettono la luce disturbando le abitazioni e alla generale mancanza di “gusto estetico” degli impianti.

Van Druten risponde che il loro design ha il minore impatto possibile sugli ecosistemi, quindi l’ambiente marino sarà inalterato. Inoltre, la fusione della luce con l’acqua crea un effetto sfocato che permette ai pannelli di scomparire. I lavori termineranno a novembre e a quel punto avremo prove tangibili dell’effettiva utilità di questa nuova, ecologica fonte energetica.

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