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Direttiva Ue: dal 2021 stop alla plastica monouso

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Il 21 maggio scorso è stata approvata dal Consiglio europeo la direttiva per l’abolizione della plastica monouso a partire dal 2021. La normativa prevede la messa al bando piatti, posate, cannucce, cotton-fioc e aste per palloncini monouso. Inoltre, gli stati membri si sono impegnati a raggiungere una raccolta differenziata pari al 90% per le bottiglie di plastica entro il 2029. La direttiva prevede anche l’obbligo, dal 2024, del tappo fissato alla bottiglia che eviterebbe un facile smarrimento di esso.

Sulla base dei dati dell’Eurobarometro, la Coldiretti ha effettuato un’analisi riscontrando che già il 27% degli italiani ha smesso di utilizzare plastica monouso. Infine, uno studio condotto dall’Università di Parma e l’Università di Milano-Bicocca ha concluso che un aumento del 10% della raccolta differenziata comporterebbe un calo di rifiuti pari a mezzo milione di tonnellate ogni anno. Va anche aggiunto che in Italia la raccolta differenziata è cresciuta dal 5% nel 1995 al 55,5% nel 2017. Un risultato estremamente positivo ma ampiamente migliorabile.

I bicchieri monouso sono i grandi esclusi dalla direttiva europea, e questi rappresentano circa il 20% dei rifiuti marini. L’Associazione Marevivo ha lanciato la campagna #StopSingleUsePlastic, questa iniziativa sostiene la messa al bando anche dei bicchieri. Andy Bianchedi, Cavaliere del mare dell’Associazione, ha affermato a proposito dei bicchieri che: “solo in Italia ne consumiamo tra i 6 e i 7 miliardi all’anno, è assurdo pensare di continuare così. Occorre vietare anche i bicchieri, la Direttiva europea è ancora migliorabile”.

direttiva plastica

Via la plastica dalle Università

Gli Atenei, di pari passo con la direttiva Ue, si stanno mobilitando per la lotta alla plastica attuando delle politiche plastic free. Infatti, già diverse Università hanno cominciato, o cominceranno, una campagna di distribuzione gratuita di borracce in alluminio. L’obiettivo è quello di bandire le bottigliette di plastica attraverso la diffusione dell’uso di borracce e l’installazione di erogatori di acqua potabile.

Pioniera di questa iniziativa è stata l’Università di Roma Tre, con il progetto “The message is the bottle”, la quale ha iniziato una distribuzione gratuita di 36.000 borracce a partire da aprile 2019. L’Alma Mater di Bologna, invece, sta attuando politiche di sostenibilità ambientale grazie al programma Plastop. Anche gli Atenei di Catania, Teramo e Parma hanno optato per una politica eco-friendly ed a breve prenderà via la distribuzione di borracce. La Ca’ Foscari di Venezia, invece, si unirà al treno a partire dall’anno accademico 2019-2020.

La CRUI, ossia la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, ha promosso un’iniziativa volta a coadiuvare le azioni degli Atenei. Si tratta della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) a cui hanno già aderito 68 Atenei pubblici e privati. I temi del RUS sono quelli della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale, e come ha dichiarato Enrico Giovannini in una recente intervista: ” Nessuno può più far finta di non sapere che lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione attuale di soddisfare i propri bisogni senza pregiudicare il fatto che la generazione successiva possa fare altrettanto”.

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di Redazione L'Ecopost
Giu 8, 2019

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