Il lockdown imposto dalle istituzioni ha costretto gli attivisti di Fridays For Future a mettere un freno alle proprie manifestazioni su strada. Ma serve molto di più per fermare il desiderio di giustizia climatica. Ne è una dimostrazione l’iniziativa di oggi: il Global Digital Strike. Una manifestazione “digitale” il cui annuncio è stato accompagnato dalla pubblicazione di una lettera rivolta ai cittadini italiani, intitolata “Ritorno al futuro”.

I numeri del Global Digital Strike e le modalità di partecipazione
161 paesi nel mondo. 15 città in Italia e un unico messaggio: giustizia climatica. Sono questi i numeri con cui Fridays For Future si affaccia ad un appuntamento tanto insolito quanto necessario. Le modalità di partecipazione sono, ovviamente, molto semplici.
Basterà scattare una foto con uno degli iconici cartelloni che caratterizzano le loro iniziative, condividerla utilizzando gli hashtag ufficiali #DigitalStrike e #RitornoalFuturo e geolocalizzarsi a Palazzo Chigi. Inoltre, per l’occasione, saranno fruibili sui loro canali social e sul sito web di Ritorno al Futuro tutta una serie di dirette con le personalità più disparate. Attori, scienziati e cantanti che si uniscono dietro un’unica richiesta: quella di affrontare come si deve la crisi climatica. Per chi volesse è anche possibile firmare una petizione.
La lettera “Ritorno al Futuro”
Cara Italia,
La nostra normalità è stata stravolta e ci siamo svegliati in un incubo. Ci ritroviamo chiusi nelle nostre case, isolati e angosciati, ad aspettare la fine di questa pandemia. Non sappiamo quando potremo tornare alla nostra vita, dai nostri cari, in aula o al lavoro. Peggio, non sappiamo se ci sarà ancora un lavoro ad attenderci, se le aziende sapranno rialzarsi, schiacciate dalla peggiore crisi economica dal dopoguerra.
Forse avremmo potuto evitare questo disastro?
Molti studi sostengono che questa crisi sia connessa all’emergenza ecologica. La continua distruzione degli spazi naturali costringe infatti molti animali selvatici, portatori di malattie pericolose per l’uomo, a trovarsi a convivere a stretto contatto con noi. Sappiamo con certezza che questa sarà solo la prima di tante altre crisi – sanitarie, economiche o umanitarie – dovute al cambiamento climatico e ai suoi frutti avvelenati. Estati sempre più torride e inverni sempre più caldi, inondazioni e siccità distruggono già da anni i nostri raccolti, causano danni incalcolabili e vittime sempre più numerose. L’inesorabile aumento delle temperature ci porterà malattie infettive tipiche dei climi più caldi o ancora del tutto sconosciute, rischiando di farci ripiombare in una nuova epidemia.
Siamo destinati a questo? E se invece avessimo una via d’uscita? Un’idea in grado di risolvere sia la crisi climatica sia la crisi economica?
Cara Italia, per questo ti scriviamo: la soluzione esiste già.
L’uscita dalla crisi sanitaria dovrà essere il momento per ripartire, e la transizione ecologica sarà il cuore e il cervello di questa rinascita: il punto di partenza per una rivoluzione del nostro intero sistema. La sfida è ambiziosa, lo sappiamo, ma la posta in gioco è troppo alta per tirarsi indietro. Dobbiamo dare il via a un colossale, storico, piano di investimenti pubblici sostenibili che porterà benessere e lavoro per tutte e tutti e che ci restituirà finalmente un Futuro a cui ritornare, dopo il viaggio nell’oscurità di questa pandemia
Un futuro nel quale produrremo tutta la nostra energia da fonti rinnovabili e non avremo più bisogno di comprare petrolio, carbone e metano dall’estero. Nel quale smettendo di bruciare combustibili fossili, riconvertendo le aziende inquinanti e bonificando i nostri territori devastati potremo salvare le oltre 80.000 persone uccise ogni anno dall’inquinamento atmosferico.
Immagina, cara Italia, le tue città saranno verdi e libere dal traffico. Non perché saremo ancora costretti in casa, ma perché ci muoveremo grazie a un trasporto pubblico efficiente e accessibile a tutte e tutti. Con un grande piano nazionale rinnoveremo edifici pubblici e privati, abbattendo emissioni e bollette. Restituiremo dignità alle tue infinite bellezze, ai tuoi parchi e alle tue montagne. Potremo fare affidamento sull’aria, sull’acqua, e sui beni essenziali che i tuoi ecosistemi naturali, sani e integri, ci regalano. Produrremo il cibo per cui siamo famosi in tutto il mondo in maniera sostenibile.
In questo modo creeremo centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro ben retribuiti, in tutti i settori.
Questo Futuro è davvero possibile, cara Italia, ne siamo convinti. Per affrontare questa emergenza sanitaria stiamo finalmente ascoltando la scienza. Ed è proprio la scienza ad indicarci chiaramente la rotta da percorrere per sconfiggere la crisi climatica. Stavolta sappiamo quanto tempo ci rimane per agire: siamo già entrati nel decennio cruciale. Il momento del collasso dell’unico ecosistema in cui possiamo vivere, il superamento di 1,5°C di riscaldamento globale, già si staglia all’orizzonte. La folle curva di emissioni va capovolta già da quest’anno, e per sempre. Solo se ci riusciremo costruiremo un paese e un mondo più giusto, più equo per tutte e tutti, non a spese dei più deboli, ma di quei pochi che sulla crisi climatica hanno costruito i loro profitti.
Cara Italia, sei di fronte ad un bivio della tua storia, e non dovranno esserci miopi vincoli di bilancio o inique politiche di austerity che ti impediscano di realizzare questa svolta.
Cara Italia, tu puoi essere d’esempio. Puoi guidare l’Europa e il mondo sulla strada della riconversione ecologica.
Non a tutte le generazioni viene data la possibilità di cambiare davvero la storia e creare un mondo migliore – l’unico in cui la vita sia possibile.
Questa è la nostra ultima occasione. Non possiamo permetterci di tornare al passato. Dobbiamo guardare avanti e preparare il nostro Ritorno al Futuro!
PS: questo è solo l’inizio. Oggi comincia una grande campagna per la rinascita del nostro paese, che ci porterà fino al lancio di una serie di proposte concrete, in occasione del global #DigitalStrike, il 24 aprile. E non saremo soli.
La crisi CoronaVirus come occasione per ripartire da zero
Più volte in questo ultimo periodo abbiamo sostenuto tra le righe di questo blog la necessità di un ritorno alla “normalità” nel segno di una conversione ecologica. Abbiamo i mezzi e le risorse per farlo. E non siamo noi a dirlo.
Abbiamo un’occasione per guadagnare un’indipendenza energetica che al momento ci sfugge a causa della nostra necessità di reperire energia sporca dall’estero quando il sole che tanto amiamo ed il vento che soffia nei nostri mari e nelle nostre montagne potrebbe renderci autosufficienti. Un’occasione anche per rivedere i nostri stili di vita e riorganizzare le nostre città affinché le strade siano percorribili con mezzi sostenibili quali la bicicletta, i servizi di car sharing elettrico e il potenziamento del trasporto pubblico.
Questa volta abbiamo davvero la possibilità di cambiare noi stessi e la nostra società, divenendo un esempio per chi ci guarda dall’estero che a noi potrà ispirarsi. Dimostriamo che si può. Dimostriamo che l’Italia si rialzerà e che saprà farlo meglio degli altri, cambiando davvero le cose e rendendo il nostro paese un posto migliore.
Abbiamo due scenari davanti a noi. Quello del ritorno al business as usual fatto di mari, fiumi ed aria inquinata, di sviluppo insostenibile caratterizzato da visioni di breve termine, di coste sommerse, di alluvioni e lunghi periodi di siccità. E poi c’è quello della rivoluzione ecologica, fatto di energia a zero emissioni, aria e acqua pulita, città a misura di bicicletta, sviluppo sostenibile e, con ogni probabilità, più giustizia sociale.
La vita è una questione di scelte e oggi, più di ieri, ognuno di noi può fare la sua. Se verrà fatta con senso etico l’esito è a dir poco scontato.
