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Europee 2019 – l’ambiente nei programmi elettorali: PD

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Il Partito Democratico di Nicola Zingaretti è candidato alle elezioni europee insieme al partito di Carlo Calenda Siamo Europei. La loro coalizione si inserisce nel gruppo parlamentare europeo dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D). Di stampo fortemente europeista, S&D crede nell’unione tra i Paesi come strumento fondamentale per lo sviluppo del nostro continente. Il PD apre il suo programma proprio con questa idea:

Solo con un’Unione forte, democratica e solidale i Paesi europei potranno affrontare con successo le sfide del mondo contemporaneo: l’economia e il lavoro che cambiano, l’ambiente da proteggere e valorizzare, un pianeta da governare.

L’ambiente un punto importante

Un’ Unione Europea riformata e democratica è lo strumento essenziale per superare le disuguaglianze, perseguire la giustizia fiscale, affrontare le minacce poste dai cambiamenti climatici, sfruttare il potenziale dell’economia digitale, assicurare una trasformazione sostenibile ed equa dell’agricoltura, gestire i flussi migratori e garantire la sicurezza per tutti i cittadini europei.

Nel programma del PD l’ambiente è un punto importante, anche se non centrale. La lotta ai cambiamenti climatici è infatti integrata con quella alle disuguaglianze sociali e di genere, oltre che alla povertà. L’ambiente è quindi solo un ramo dell’albero, il cui tronco consiste in un unico concetto: innovazione sostenibile. Un esempio è la volontà di accrescere l’occupazione nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Un altro è l’investimento nei giovani che in quanto tali sarebbero parte integrante di potenziali progetti innovativi.

Per rilanciare la crescita, l’occupazione e affrontare le sfide della sostenibilità sociale e ambientale occorre un piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture materiali, immateriali e sociali, energie rinnovabili, welfare.

Nicola Zingaretti, Segretario Nazionale del Partito Democratico.

Concretamente

Concretamente, il PD propone di avviare il processo di decarbonizzazione del sistema energetico, favorendo invece le energie rinnovabili, l’economia circolare, la riduzione delle emissioni. Vorrebbe infatti dimezzare le emissioni entro il 2030 e azzerarle entro il 2050. Un altro esempio è la proposta del PD di anticipare al 2025 la data in cui la plastica in commercio potrà essere soltanto riciclata oppure compostabile.

Con la definizione di un Piano straordinario, l’Ue dovrà essere capace di mobilitare i 290 miliardi l’anno di investimenti necessari per la completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo. […] I più alti obiettivi di riciclaggio che abbiamo introdotto si devono accompagnare con misure concrete di prevenzione della generazione di rifiuti a partire dalla progettazione eco-compatibile.

Made in Italy e integrazione

Importante dal punto di vista ambientale è anche la proposta di tutelare e valorizzare, sempre all’interno del mercato unico, il made in Italy, specialmente contro il sottocosto cinese. Come si legge nel programma, per farlo serve una rivoluzione digitale nel settore manifatturiero e agricolo, per renderlo più efficiente e competitivo.

La prossima Politica agricola comune dovrà essere adeguatamente finanziata con un bilancio almeno pari ai livelli attuali, per essere in grado di continuare a sostenere il nostro modello agricolo familiare, incoraggiando i nostri agricoltori alla transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili. Vogliamo stimolare un modello produttivo basato sulla qualità e sulla valorizzazione della biodiversità, promuovendo una intensificazione sostenibile, il miglioramento varietale non OGM e la diversificazione produttiva.

Il PD inoltre vorrebbe che l‘Europa sia più unita e accogliente nei confronti delle persone che arrivano dal Mediterraneo in cerca di asilo. Come sappiamo, molti di questi scappano da situazioni di invivibilità causate dai cambiamenti climatici, come siccità o disastri naturali. Per questo l’integrazione può essere considerata come una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

Serve un sistema europeo imperniato sui principi di solidarietà e di equa ripartizione, che tuteli i diritti e le libertà fondamentali e sanzioni i paesi che non fanno la loro parte. Bisogna arrivare a una gestione comune delle frontiere europee e alla definizione di vie legali della migrazione che consentano la gestione dei flussi e la realizzazione di politiche di integrazione a partire del rafforzamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.

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di Iris Andreoni
Mag 21, 2019
Nata a Milano nel 1991 ma bergamasca di adozione, è tornata nella sua città natale per conseguire la laurea specialistica in Lettere Moderne, un corso di studi che ha cambiato la sua vita e il suo punto di vista sul mondo. Ha infatti imparato ad approfondire e affrontare criticamente argomenti di varia natura e dare in questo modo priorità a ciò che nella vita è davvero importante. Il rispetto per l’ambiente è una di queste cose e, grazie ad alcuni libri e documentari, ma anche dopo due viaggi in Asia, Iris si interessa in modo particolare a questo ambito. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Collabora come redattrice con il giornale Bergamo Post e ha poi l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Qui conosce altri aspiranti giornalisti e insieme decidono di dare il loro contributo per informare l’Italia riguardo all’emergenza ambientale cui stiamo assistendo e di cui non molti sembrano essersi accorti. Per l’Ecopost Iris si occupa della redazione di contenuti e comunicazione sui Social Media.

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