“Scene da una città arida”. In crisi siamo tutti uguali [VIDEO]

crisi

In questi giorni difficili ognuno cerca di fare quello che può per aiutare sé stesso e gli altri. Così hanno fatto anche alcune piattaforme streaming e siti di intrattenimento, mettendo a disposizione alcuni film e documentari gratuitamente. E così ha fatto Idfa, International Documentary Film Festival di Amsterdam, sul cui sito si possono guardare alcuni dei loro migliori documentari. Uno di questi è “Scenes from a Dry City“, che racconta la crisi in Sudafrica e di cui ora vi parlo.

Le similarità delle crisi

Questo breve ma bellissimo documentario mostra gli effetti della siccità che si è abbattuta sul Sudafrica nel 2018. Anche se il background di questa crisi è diverso da quello che stiamo vivendo noi oggi, ho trovato interessante come alcuni aspetti delle due difficili situazioni siano molto simili.

Le misure restrittive

Innanzi tutto il modo con cui il governo ha deciso di affrontare e risolvere la crisi, ovvero imponendo delle restrizioni alla popolazione riguardo alla quantità di acqua da utilizzare. Nel documentario si vede, per esempio, la polizia che pattuglia le strade controllando che le persone seguano le regole. Un clima di terrore in alcuni casi necessario nel quale anche noi ci stiamo abituando a vivere.

Disparità sociale

In secondo luogo, il documentario mostra le disparità sociali che la mancanza di acqua ha portato alla luce e che in Sudafrica sono ancora molto marcate. Se per alcuni infatti il limite di acqua da utilizzare eccedeva di molto la quantità che normalmente hanno a disposizione, per i più ricchi è stato più difficile adattarsi alle nuove condizioni di consumo. Dall’altro lato, però, le persone più benestanti possono far fronte alla crisi in modo più agevole, utilizzando i loro soldi e i loro mezzi per sopperire ad altre mancanze.

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Lo stesso sta accadendo qui. Da un lato, per coloro che di solito non si possono permettere di andare spesso al ristorante o viaggiare, oppure di avere un lavoro flessibile, la vita non è cambiata drasticamente. Dall’altro queste persone sono le stesse che vivono in case molto piccole e poco adatte a una quarantena lunga più di un mese. Inoltre sono coloro che risentono maggiormente della crisi economica che si è abbattuta sulla Nazione poiché, per esempio, non hanno molti soldi da parte e devono affidarsi totalmente alla cassa integrazione.

Dio non è morto

E poi vi sono loro, i gruppi religiosi, che in periodi di crisi rimpolpano le loro fila più che mai. Comprensibilmente, aggiungerei, visto che uno dei motivi per cui sono nate le religioni nell’antichità era quello di rassicurare gli esseri umani di fronte all’inspiegabilità della natura e delle ingiustizie del mondo. Di fronte quindi a questi nefasti e improvvisi eventi, le persone si rifugiano nell’unica consolazione che in quel momento riescono a trovare: quella di Dio.

Prolificano quindi anche le risposte ciniche e schiette di chi, invece, in Dio non crede, oppure semplicemente vuole delle spiegazioni più realistiche. In Sudafrica, per esempio, c’è chi si è affidato ai politici che lottano per abbattere le barriere sociali o perché l’acqua sia disponibile gratuitamente per tutti. Oppure chi protesta perché nel mondo vi sia più rispetto per le risorse naturali del pianeta. In Italia, allo stesso modo, per combattere il coronavirus molti si affidano soltanto ai medici e agli infermieri. Altri confidano anche nei politici, perché trovino soluzioni drastiche e veloci a questo problema.

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Nessuno si salva da solo

Da ultimo, ma sicuramente non per importanza, emerge dal video la necessità che tutti facciano la propria parte. La sensazione è che solo così il Sudafrica sia riuscito ad uscire dalla siccità, o almeno dal periodo di maggiore difficoltà.

Il Papa stesso ieri in Vaticano ha incoraggiato i popoli, anzi, le persone di tutto il mondo ad agire uniti, perché “nessuno si salva da solo”.

Insomma, in poco più di dieci minuti i registi François Verster e Simon Wood sono riusciti a mostrarci le caratteristiche di una crisi nazionale, nelle cui immagini e parole ad oggi riusciamo, purtroppo, ad immedesimarci.

https://www.youtube.com/watch?v=D0z02MIFSX0

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“Antropocene – L’Epoca Umana” arriva nelle sale italiane

L’arroganza della razza umana nei confronti della natura. É con queste parole che si può riassumere il messaggio di “Antropocene – l’epoca umana”, che dal 19 settembre ha fatto il suo esordio in 26 cinema sparsi per tutto il paese. Immagini forti che ci mettono di fronte alle nostre responsabilità. Un pianeta distrutto, sovrasfruttato e sacrificato in nome del nostro comfort. Riprese che mettono a tacere chiunque sia ancora in grado di difendere l’operato della razza umana degli ultimi 75 anni. La mano dell’uomo è ormai visibile ad ogni latitudine del globo. Il suo delirio di onnipotenza sta mettendo in ginocchio l’intero equilibrio del pianeta. Il costo del progresso riassunto in 87 minuti di film che fanno riflettere.

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antropocene

Il contesto del documentario

Il documentario è l’atto finale di una trilogia di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky e Nicholas De Pencier in cui i tre registi denunciano l’impatto che l’uomo ha avuto sulla natura. Dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013) un ultimo provocante e ultracritico messaggio per gli spettatori. L’Hollywood Reporter l’ha definito “un viaggio visivo senza precedenti”. Distribuito in Italia dalla Fondazione Stensen e Valmyn, il documentario ha partecipato a diversi festival di cinema indipendente internazionali tra cui il Toronto International Film Festival, la Berlinale, il Sundance Film Festival ed ha vinto l’Audience Award di CineAmbiente 2019.

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Cos’è l’Antropocene

Con il termine Antropocene si intende una nuova era geologica, quella in cui l’uomo e le sue attività sul pianeta hanno modificato i territori ed il clima. Questa nuova epoca, che segue cronologicamente l’Olocene, è caratterizzato da cambiamenti ambientali molto più rapidi rispetto a quelli avvenuti nelle ere precedenti. L’inizio dell’Antropocene viene identificato a partire dal 1945, anche se una parte di studiosi lo associa all’ inizio alla prima rivoluzione industriale. L’Antropocene è, tra le altre cose, caratterizzato da un notevole aumento della popolazione e dei consumi.

Trailer italiano di Antropocene

L’uomo ha da sempre modificato l’ambiente in cui vive, ma ciò che ha portato ad individuare una nuova era è la portata di questi cambiamenti capaci di creare, appunto, una nuova memoria geologica. Plastica, alluminio e cemento hanno già da tempo iniziato a lasciare le proprie tracce nei sedimenti. Per non parlare dei cambiamenti a cui è stata sottoposta l’atmosfera per via delle emissioni di gas serra. Da test nucleari di ogni tipo, capaci di rilasciare radionuclidi nell’aria, fino, ovviamente all’anidride carbonica e al metano che stanno scaldando il pianeta ad un ritmo mai visto prima. A questo va aggiunto l’aumento dei livelli di azoto e fosforo, altamente presenti nei pesticidi, oltre ad un visibile cambiamento nell’equilibrio dei più svariati ecosistemi del mondo.

Il viaggio di Antropocene

Le immagini del documentario sono state girate in tutto il mondo e portano all’attenzione dello spettatore tutta una serie di esempi su come l’uomo stia letteralmente saccheggiando il pianeta. Il primo viaggio ci porta in Africa, dai bracconieri di elefanti. Da qui ci si sposta a Norilsk, in Artide, dove è attiva la più grande miniera di metalli colorati, con relativo smaltimento tossico, del mondo. Le miniere di litio nel deserto dell’Atacama in Cile, quelle di fosfato in Florida, quelle di lignite e carbone di Immerath fino alle raffinerie chilometriche del Texas. Si prosegue passando per le foreste canadesi rase al suolo, le barriere erette in Cina contro l’innalzamento dei mari e la lenta ed inesorabile condanna a morte di Venezia.

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Tutta una serie di preoccupanti testimonianze che ci mostrano come luoghi una volta incontaminati stiano scomparendo per causa nostra, rovinando un equilibrio preesistente e rendendo intere aree del pianeta deboli e vulnerabili all’avanzamento dei cambiamenti climatici.

Dove vedere Antropocene

Il documentario è stato distribuito il 19 settembre nelle sale di tutto il paese. La lista completa:

  • Cinema Farnese – Roma
  • Cinema Madison – Roma
  • Cinema Nuovo Aquila – Roma
  • Cinema Anteo – Milano
  • Cinema Beltrade – Milano
  • Cinemino – Milano
  • Cinema Nuovo – Varese
  • Cinema Massimo – Torino
  • Cinema Vittoria – Bra (22 e 23/09)
  • Cinema Metropolis – Bassano del Grappa
  • Cinema MPX – Padova (20 e 22/09)
  • Cinema Astra – Trento
  • Cinema Garibaldi – Carrara
  • Cinema Stensen – Firenze
  • Cinema Gran Guardia – Livorno
  • Cinema Garibaldi – Poggibonsi
  • Cinema Garibaldi – Scarperia (19 e 26/09)
  • Cinema Azzurro – Ancona (23/09)
  • Cinema Eliseo – Cesena (23/09)
  • Cinema Astra – Parma (27 e 30/09)
  • Cinema Postmodernissimo – Perugia (23-24-25/09)
  • Cinema Arsenale – Pisa (dal 23/09)
  • Cinema Terminale – Prato (dal 26/09)
  • Cinema Ariston – Trieste (27/09)
  • Cinema Centrale Udine (27/09)
  • Cinema Arlecchino – Voghera (27/09)

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Qui la pagina Facebook del documentario, con relativi orari per ogni cinema.