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Boom dei Verdi alle elezioni in Svizzera

La nuova sensibilità ecologica mossa dai movimenti ambientalisti sta iniziando ad ottenere i risultati sperati. Dopo il boom dei Verdi alle elezioni europee arriva un’altra vittoria in campo politico.  Il risultato delle elezioni che si sono tenute in Svizzera nello scorso weekend ha visto infatti il partito ecologista, guidato da Regula Rytz, ottenere il miglior risultato della sua storia guadagnando il 13% dei consensi e rivelandosi la quarta forza in Parlamento.

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Regula Rytz, capo politico dei Verdi in Svizzera

I Verdi riscrivono la storia della politica Svizzera

I Verdi hanno di fatto riscritto la storia delle elezioni in Svizzera. Da quando, nel 2019, è stato istituito il modello proporzionale mai nessun partito era riuscito ad incrementare così tanto il numero dei seggi in parlamento nell’arco di una sola tornata elettorale. Il partito ecologista ha visto incrementare il numero dei propri seggi dai 9 della precedente legislatura ai 26 di questa, migliorando il proprio bottino di 16 punti.

Ma le buone notizie non finiscono qua. C’era un’altra lista ecologista, quella dei Verdi Liberali. Anche in questo caso i risultati hanno dato ragione a chi sta puntando forte sull’ecologia anche in ambito politico. Dopo il deludente 4,6% delle elezioni politiche del 2015, il partito guidato da Jurg Grossen è riuscito ad incrementare il proprio consenso di più di 3 punti percentuali (7,99%). Risultato che gli consentirà di entrare in parlamento con 15 seggi rispetto ai 7 del precedente governo. Sommando i risultati dei due partiti si ottiene una percentuale del 21%. Ciò significa che 1 persona su 5 in Svizzera reputa la lotta ai cambiamenti climatici come prioritaria rispetto alle altre.

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Parallelamente all’ascesa dei partiti filoecologisti si è verificato un calo dei consensi per tutti gli altri. L’UDC, nonostante una perdita del 4% dei consensi rispetto alle elezioni 2015, si è confermato come primo partito con il 25,8% dei voti. A seguire PS con 16,6%, in calo del 2%, e PLR con 15,3% (-1%).

Dopo le Europee i Verdi esultano anche in Svizzera

Già abbiamo assistito ad un risultato sorprendente degli European Greens in sede di elezioni europee. Il Partito ecologista era infatti risultato essere il secondo più votato in Germania, il terzo in Francia ed aveva sforato il tetto del 10% in tanti altri paesi come Finlandia (16%), Lussemburgo (19%), Regno Unito (11%), Svezia (11%), Olanda (10%), Irlanda (13%), Danimarca (13%), Repubblica Ceca (11%) e Austria (14%).

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Quella che arriva dalla Svizzera è dunque un’ulteriore conferma dell’impatto che i movimenti ambientalisti stanno avendo sulla società. Nella maggior parte dei paesi Europei sta nascendo una sensibilità ecologica senza precedenti. L’urgenza del problema dei cambiamenti climatici sta iniziando ad essere compreso anche dall’elettorato.

E i Verdi italiani?

La nota negativa di questa ondata Verde Europea giace proprio nel nostro paese. I Verdi italiani faticano infatti ad attirare elettori, come confermato dal 2,7% ottenuto alle scorse Europee. Un dato poco rassicurante e che, verosimilmente, è frutto di qualche errore visto il crescente consenso che gli Euopean Greens stanno ottenendo in tutto il continente. Nota positiva di questi ultimi tempi è tuttavia un sondaggio commissionato dall’ONG Hope not Hate che  ha rivelato come il cambiamento climatico sia tra le principali dell’80% degli italiani.

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Una tendenza che, però, non si è ancora tradotta in una vera e propria rivoluzione elettorale ma che ha quanto meno spinto i nostri politici di primo livello ad iniziare a mettere mano al problema. Resta da vedere se questa attenzione sia davvero risultato di una nuova coscienza ambientalista o se, invece, sia atta solo ad attirare i consensi degli elettori più attenti al tema dei cambiamenti climatici. L’inizio non è stato granché, con l’approvazione di un Decreto Clima che non è in alcun modo adatto ad affrontare la crisi climatica in atto.

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Restano comunque ancora grandi speranze per quanto riguarda l’operato dei prossimi 5 anni in Consiglio Europeo, dove i sorprendenti risultati delle scorse elezioni potrebbero davvero iniziare a fare la differenza. In attesa della proposta del nuovo “Green New Deal” europeo non ci resta che gioire per l’ennesimo risultato sorprendente dell’ambientalismo in campo politico. Se a un solo anno dalla nascita di Fridays For Future ed Extinction Rebellion i risultati sono questi, è più che lecito sperare. I risultati in campo politico stanno iniziando a darci ragione. Speriamo di poterne vedere gli effetti nel più breve tempo possibile. D’altronde se è proprio il verde il colore della speranza, forse un motivo ci sarà.

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