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Le polveri sottili sono l’insieme di micro particelle, sia solide che liquide, presenti nell’aria. Il termine tecnico è particolato atmosferico ed è costituito da pulviscoli di origine sia naturale che antropica.

Composizione del particolato

Le polveri sottili possono essere costituite da diversi componenti chimici quali metalli pesanti, solfati, nitrati, ammonio, carbonio organico, idrocarburi aromatici policiclici, diossine/furani. In particolare, il particolato costituito da ossidi di azoto (NOx) e biossidi di zolfo (SO2) si formano tramite processi di combustione di materiali che contengono impurità. Le maggiori responsabili di questo tipo di particolato sono le industrie.

Il particolato costituito da ammonio, invece, deriva dall’ammoniaca la cui presenza in atmosfera è dovuta principalmente dalle attività agricole. Il carbonio organico (OC) è un composto di origine sia naturale che antropogenica ed è prodotto principalmente da traffico, riscaldamento, industrie, combustione di biomasse. I metalli possono essere sia di origine naturale come le polveri sahariane e la risospensione di materiale crostale, che antropogenica. In questo caso le polveri sottili derivano dalla combustione, dalle industrie, dal traffico, dall’usura dei freni e della strada).

Grandezza delle polveri sottili

Le due categorie principali di polveri sottili sono il particolato grossolano, che è costituito da particelle con un diametro di più di 10 micron, e il particolato fine. Di quest’ultimo si divide in due tipi:

  • PM10 (PM = Particulate Matter): è anche detto particolato grossolano. Si tratta di particelle con un diametro di 10 micron o inferiore.
  • PM2.5 : è anche detto particolato fine. Si tratta di particelle con un diametro di 2.5 micron o inferiore.

Il diametro di un capello è di circa 70 micron. Queste particelle, quindi, sono molto fini e pertanto inalabili. Il particolato grossolano è in genere trattenuto dalla parte superiore dell’apparato respiratorio (naso e laringe). Il PM10 è in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore e oltre (naso, faringe e trachea). Il PM2.5 può penetrare profondamente nei polmoni, specialmente con la respirazione dalla bocca. Il particolato ultra fine penetra fino agli alveoli, mentre quello costituito da particelle con un diametro misurabile in nanometri (1 nanometro corrisponde a PM 0,001) può arrivare a raggiungere il nucleo delle cellule. Il particolato ultra-fine, misurabile in nanometri (fino a 600nm) rappresenta più dell’80% del numero totale nm) di particelle, mentre diminuisce notevolmente passando alle dimensioni maggiori.

Gli effetti delle polveri sottili sulla salute

L’esposizione acuta al particolato può causare difficoltà respiratorie. Quella prolungata è associata a un aumento di malattie respiratorie quali bronchiti croniche, asma e riduzione delle funzionalità respiratorie. L’esposizione cronica, specialmente alle polveri più fini che penetrano in profondità nel sangue, è associata a un incremento del rischio di tumore delle attività respiratorie.

Secondo Legambiente, sono oltre 412 mila all’anno le morti premature in Europa dovute a un’eccessiva esposizione alle polveri sottili. L’Italia si trova al primo posto di questa classifica. Solo nel 2019 sono morte 60 mila persone per malattie respiratorie acute, patologie polmonari ostruttive, ischemia, tumore ai polmoni e infarto. Dei 3,9 milioni di persone che in Europa sono minacciate da Pm2,5 e 10, ben il 95% vive in Nord Italia, in particolare nella Pianura Padana, che è tra le aree più inquinate d’Europa. La legge prevede che per il PM10 non si superino i 50 microgrammi per metro cubo. A Gennaio 2019, però, è Milano sono stati registrati 90 microgrammi per metro cubo, a Torino 94 microgrammi per metro cubo.

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Gli effetti delle polveri sottili sull’ambiente

Il particolato è dannoso anche per l’ambiente. Essendo infatti le particelle molto fini, vengono facilmente trasportate su lunghe distanze dal vento e posarsi su acque e terreni. A seconda della loro composizione chimica, gli effetti sull’ambiente possono includere:

  • Acidificazione dei corsi d’acqua
  • Alterazione dell’equilibrio nutrizionale delle acque costiere e dei grandi bacini fluviali
  • Esaurimento dei nutrienti del suolo
  • Danneggiamento delle foreste e delle colture
  • Compromissione della varietà ecosistemica
  • Acidificazione delle piogge

Fonti:

United States Environmental Protectiion Agency

Ministero della salute

Report Mal’Aria di città 2020 di Legambiente

Il Post

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