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Esiste una petizione online per tassare le emissioni

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Tassare le emissioni carbonio è l’obiettivo della nuova petizione “StopGlobalWarming.eu“, che può essere firmata, senza costi e senza sforzi, tranquillamente dal divano di casa.

L’importanza di Internet e i Social Media

Non è certo la prima volta che Internet e i Social Media hanno avuto un ruolo decisivo per cambiamenti sociali importanti. Pensiamo al successo ottenuto dall’hashtag #Metoo, grazie al quale donne e uomini di tutto il mondo si sono fatti forza per combattere insieme una mentalità retrograda e maschilista. Oppure si pensi alla sempre maggiore popolarità della piattaforma di campagne sociali Change.org, il cui direttore Luca Francescangeli ha dichiarato che dal 2012 al 2017 sono state vinte ben 800 petizioni.

Un esempio è l’approvazione, da parte della Camera dei Deputati, dell’emendamento che riconosce il reato di revenge porn. E ancora, Fedez e Chiara Ferragni, grazie alla piattaforma di raccolta fondi Gofoundme hanno raccolto più di 4 milioni di euro da destinare all’ospedale San Raffaele di Milano perché sostenesse i costi dell’epidemia di Covid-19. Lo sciopero digitale per il clima di Fridays For Future ha registrato solo in italia più di 6000 presenze “virtuali”. E la lista potrebbe continuare.

petizione emissioni

Cosa prevede la petizione per ridurre le emissioni

Marco Cappato non si è fatto quindi intimorire dal lockdown e ha creduto nella potenza del web. La campagna StopGlobalWarming.eu è stata infatti promossa da Eumans!, il movimento di Cappato formato dai cittadini europei attivi sullo sviluppo sostenibile, insieme a Science For Democracy.

La proposta della campagna prevede, innanzi tutto, una tassa sulle emissioni (che aumenterà nel corso del tempo), abbassando al contempo le tasse sul lavoro e sui redditi più bassi. Propone poi di abolire il sistema di quote gratuite di CO2 per ogni Stato e introdurrebbe un prezzo fisso per le emissioni, in modo da ridurne le importazioni da parte dei paesi più inquinanti.

Come sappiamo, infatti, in seguito all’Accordo sul Clima di Parigi, è entrato in vigore il “comodo” sistema di scambio di emissioni. Semplificando molto, le nazioni più virtuose, che restano sotto il limite consentito di emissioni, hanno il diritto di vendere le emissioni restanti ad altri paesi, che invece hanno superato la soglia di agenti inquinanti emessi nell’atmosfera.

Questo meccanismo non ha, ovviamente, incentivato un miglioramento da parte delle nazioni più inquinanti, anzi. Ha invece fatto sì che queste continuassero a sforare i limiti senza particolari ripercussioni. Se non quelle, ovviamente, sul riscaldamento globale e sulle popolazioni che più risentono dei cambiamenti climatici (le quali sono anche, paradossalmente, quelle che inquinano meno).

Perché è importante firmare la petizione per ridurre le emissioni

Un altro punto importante della petizione prevede che il ricavato della tassa sul carbone sia destinato a progetti di risparmio energetico e fonti di energia rinnovabile. “Con il prezzo del petrolio ai minimi e le pressioni per rimuovere i vincoli ambientali in nome dell’uscita dalla crisi, si rischia di tornare indietro a modelli di sviluppo disastrosi per l’ambiente – ha dichiarato Cappato -. L’Unione europea e gli Stati nazionali stanno per spendere migliaia di miliardi di soldi pubblici per uscire dalla crisi. Bisogna cogliere l’occasione per promuovere un modello di sviluppo sostenibile”.

La petizione, per poter essere presentata alla Commissione Europea, deve raggiungere quota un milione di firme in sette diversi paesi dell’Unione. Al momento ne sono state raggiunte 26.548. Perché il numero subisca un’impennata, dovrebbe passare il forte messaggio contenuto nel video della Banca Mondiale proprio in merito alla tassazione delle emissioni.

Non è questione di prendere le parti di qualcuno, bensì di pensare al futuro. L’inquinamento non è gratis e, se non controllato, causerà un danno globale senza precedenti. Molti paesi, però, emettono CO2 nell’atmosfera senza alcun costo. Questa bolletta la pagheremo noi, sotto forma di minacce alla salute pubblica, scarsità di cibo e di acqua e disastri naturali. Invece, quando l’inquinamento ha un prezzo, possono essere pagate l’efficienza e l’innovazione per le energie rinnovabili, che faranno risparmiare, sul lungo periodo, molti soldi.

Leggi anche: “Cala l’inquinamento. 11.000 morti in meno in Europa”

Ovviamente, noi crediamo che la tassazione delle emissioni sia solo un modo per favorire la transizione verso un mondo la cui economia non dovrà più basarsi sulla combustione del carbone per sopravvivere. I soldi risparmiati anche grazie all’implementazione delle energie rinnovabili dovranno essere utilizzati anche per un’educazione ambientale capillare, che eradichi la mentalità della ricerca del profitto fine a se stesso, oltre che quella del consumismo estremo. Questo perché il cambiamento di una società va di pari passo con i valori della società stessa. Nel frattempo, è necessario che i cittadini comunichino “ai piani alti” di essere pronti a questo cambiamento. E ora possono farlo.

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE!

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di Iris Andreoni
Mag 12, 2020
Nata a Milano nel 1991 ma bergamasca di adozione, è tornata nella sua città natale per conseguire la laurea specialistica in Lettere Moderne, un corso di studi che ha cambiato la sua vita e il suo punto di vista sul mondo. Ha infatti imparato ad approfondire e affrontare criticamente argomenti di varia natura e dare in questo modo priorità a ciò che nella vita è davvero importante. Il rispetto per l’ambiente è una di queste cose e, grazie ad alcuni libri e documentari, ma anche dopo due viaggi in Asia, Iris si interessa in modo particolare a questo ambito. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Collabora come redattrice con il giornale Bergamo Post e ha poi l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Qui conosce altri aspiranti giornalisti e insieme decidono di dare il loro contributo per informare l’Italia riguardo all’emergenza ambientale cui stiamo assistendo e di cui non molti sembrano essersi accorti. Per l’Ecopost Iris si occupa della redazione di contenuti e comunicazione sui Social Media.

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