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Vaia è una start-up nata dall’idea di tre ragazzi a seguito della strage di alberi che ha colpito le Dolomiti nella notte fra il 28 e il 29 ottobre del 2018. Gli esperti la rinominarono “Tempesta Vaia” e proprio dal nome di quella catastrofe naturale è nato il progetto di Federico, Paolo e Giuseppe: costruire oggetti di design con le materie prime provenienti dai luoghi della foresta abbattuta nel Nordest Italia. Il loro pezzo di lancio si chiama Vaia Cube ed è una cassa per musica in legno di larice e abete. Il progetto ha una doppia valenza, di recupero e di rigenerazione, perché per ogni prodotto venduto verrà piantato un albero per ridare vita alla foresta.

Il team di Vaia: i tre fondatori Federico, Paolo e Giuseppe con i loro collaboratori

La peggior strage di alberi degli ultimi 50 anni

“Dalla distruzione, ricreare bellezza”. È questo il motto di Vaia. Tutto nasce nella notte fra il 28 e il 29 ottobre 2018, quando è avvenuta la peggiore strage di alberi degli ultimi 50 anni in Italia. Il cambiamento climatico ha fatto sentire con prepotenza la sua presenza, portando raffiche di vento fino a 200 km/h. La tempesta Vaia, così come è stata rinominata, ha colpito 494 Comuni del Triveneto, provocando danni consistenti e la completa distruzione di circa 42.525 ettari di foresta. Le stime parlano di 42 milioni di alberi abbattuti e 8.5 milioni di m3 di legname a terra.

Le conseguenze sono state di vario genere. Innanzitutto, è aumentato a dismisura il rischio idrogeologico delle zone colpite. Una seconda conseguenza di natura economica è stato il collasso del prezzo del legno, a causa della saturazione del mercato. In un articolo di qualche mese fa avevamo già documentato il pericolo che quel legno centennale e di buona qualità venisse a lungo termine “sprecato”. Infatti, a distanza di mesi il legno perde fortemente di valore. Da qui è nata l’idea di Vaia, una start-up che punta a riutilizzare il legno caduto per costruire oggetti di design ecosostenibile e di forte valorizzazione del territorio.

Leggi il nostro articolo: “Cosa è rimasto della strage di alberi nel Nord Italia. Un anno dopo”

Vaia: la sostenibilità al cuore del progetto

Infatti, Vaia ha fatto della sostenibilità il suo punto di forza, dal punto di vista ambientale, economico e sociale: “recuperare quel legno caduto diventa fondamentale per sostenere le comunità locali e ripristinare l’equilibrio dell’ecosistema”. Scrivono loro stessi nel sito: “La vision di Vaia è di realizzare oggetti utili sia all’uomo che alla natura, implementando un modello di business attento non solo ai bisogni delle persone, ma che metta al centro la natura e il territorio. La sostenibilità economica per Vaia esiste nella misura in cui la sostenibilità ambientale è il risultato diretto della nostra attività d’impresa”.

L’oggetto che hanno scelto per questo coraggioso progetto di rigenerazione è un amplificatore naturale per la musica. Il Vaia Cube, così come è stato chiamato per la sua forma cubica, è un elemento unico di design, costruito a mano da esperti falegnami della zona. Ogni cassa costituisce un pezzo unico: non esiste un pezzo uguale all’altro proprio perché ogni pezzo di legno è unico nelle sue venature. Inoltre, ogni Vaia Cube viene inciso con una spaccatura nella parte superiore per ricordare la strage di alberi che ha spezzato il territorio e le comunità della zona. La cassa viene definita un amplificatore naturale perché non necessita di corrente e il cubo funge da cassa di risonanza.

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Vaia Cube: dalla strage di alberi alla cassa per la musica

Il legno che compone il Vaia Cube proviene da alberi di Abete, Larice e Pino Silvestre. Nei loro social network, i creatori hanno offerto dei dati per rendere tutti i cosiddetti “Vaier” partecipi e consapevoli dell’origine del prodotto acquistato. A partire dalla descrizione del legno, come l’abete, che ha costituito il 65% degli alberi colpiti durante la tempesta Vaia: “di tutti gli alberi che abitano i nostri preziosi territori alpini, l’Abete Rosso, è diventato l’emblema della conifera, sicuramente anche grazie al lavoro del Maestro liutaio Antonio Stradivari, che trovò per i suoi celeberrimi violini e strumenti nelle maestose peccete alle pendici delle Dolomiti, nel nodoso legno del peccio, la capacità di risonanza esatta per riprodurre una perfetta vibrazione”.

La start-up Vaia ha già ricevuto notevole attenzione da parte della stampa nazionale. La prestigiosa rivista Forbes ha nominato i tre fondatori, Federico Stefano, Paolo Milan e Giuseppe Addamo, tra i “100 giovani leader del futuro” nel settore Impresa Sociale. Ciò che rende speciale questo progetto è la volontà di rigenerare quel che la Tempesta Vaia ha abbattuto. Per ogni Vaia Cube venduto si intende ripiantare un albero nelle zone colpite. Lo scorso 22 maggio è avvenuta la prima piantumazione di 500 piante in Val di Fiemme, in collaborazione con Etifor, uno spin-off dell’Università di Padova che garantisce il rispetto degli standard FSC. Inoltre, Il VAIA Cube è costruito interamente in legno naturale non trattato, così da risultare un oggetto eternamente riciclabile, capace di tornare in natura senza lasciare traccia nell’ambiente.

Amplificare il grido di aiuto della natura

Noi de L’Ecopost ci siamo dati come missione quella di sostenere realtà virtuose come Vaia, che puntano alla lotta del cambiamento climatico e che allo stesso tempo portano delle esternalità positive sul territorio e sulla comunità locale, seguendo i principi dell’economia circolare. Per questo vogliamo concludere con le parole che Federico, Paolo e Giuseppe hanno usato per descrivere il loro bellissimo progetto: “Per noi si tratta di una metafora forte e concreta, una cassa attraverso la quale amplificare ulteriormente il grido di aiuto della natura e mantenere alta l’attenzione sul cambiamento climatico creando allo stesso tempo un progetto sostenibile”.

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