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Extinction Rebellion: continuano le proteste

Sit-in pacifici, climate camps, cortei, die-in, bike parades. Extinction Rebellion sta portando avanti le sue proteste ormai da quasi una settimana, a tratti mettendo in ginocchio la viabilità di diverse capitali europee. Le città in cui si stanno creando i maggiori disagi, se così si possono definire, sono New York, Londra e Berlino. Sono proprio questi infatti i luoghi in cui c’è stata la maggiora partecipazione per le azioni di Extinction Rebellion.

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Gli arresti durante le proteste di Extinction Rebellion

Durante le proteste portate avanti da Extinction Rebellion accade spesso che alcuni dei manifestanti vengano arrestati dalle forze dell’ordine. D’altronde è proprio questa una delle caratteristiche che differenzia XR – questo l’acronimo dell’organizzazione – dagli altri movimenti ambientalisti: la disponibilità da parte dei manifestanti di essere presi in custodia dalla polizia.

Solamente nella giornata del 10 ottobre sono stati 83 gli attivisti arrestati all’aeroporto di Londra. I numeri sono tuttavia ancora inferiori rispetto al picco di 1.000 arresti toccato durante la International Rebellion Week di Aprile ma è verosimile immaginare che quanto meno quella cifra verrà avvicinata.

Leggi il nostro articolo: “Extinction Rebellion: al via le manifestazioni in tutto il mondo”

Le immagini delle proteste di Extinction Rebellion a Londra e Berlino

A Londra e Berlino le proteste degli attivisti stanno andando a gonfie vele. Le azioni pacifiche dei protestanti hanno creato diversi disagi alla viabilità in diverse aree centrali della città. Diversi ponti sono stati bloccati, così come un alto numero di strade che fungono da snodo principale delle capitali. Ecco alcune immagini dei giorni scorsi.

Oltre che a Londra e Berlino gli attivisti di XR hanno organizzato diverse manifestazioni in tante altre capitali del mondo. Sono arrivate testimonianze via social da 60 città situate ad ogni angolo del pianeta, inclusa, ovviamente, Roma dove il gruppo di XR Italia ha organizzato, tra le altre cose, uno sciopero della fame che va ormai avanti da qualche giorno oltre ad una bike parade. L’obiettivo delle iniziative è, neanche a dirlo, quello di a scuotere le istituzioni su un tema che, dopo la beffa del “Decreto clima” che tanto a favore del clima non è, non viene trattato con l’urgenza che merita nonostante si stia assistendo ad una mobilitazione popolare altamente partecipata.

Leggi il nostro articolo:”Abbiamo bisogno del vostro aiuto”. L’appello dei giovani curdi di Fridays For Future.

“I protestanti creano disagio”

Puntuali come un orologio svizzero sono subito arrivate diverse critiche verso i protestanti, rei di creare disagio nelle infrastrutture di uso pubblico. Qualora non ci se ne fosse accorti quelle che gli attivisti di Extinction Rebellion stanno portando avanti sono delle proteste contro il sistema. Viene da sé che creare disagi, tra l’altro in modo totalmente pacifico, sia completamente in linea con ciò che stanno cercando di comunicare. Per dirla come ha fatto il Guardian in uno dei suoi editoriali: “of course they are an inconvenience” che, tradotto, significa “è chiaro che siano un’inconvenienza”.

Leggi il nostro articolo: “Lettera ai negazionisti. Smontiamo le bufale sul clima”

Alcuni portavoce del movimento hanno già dichiarato che questa volte non si fermeranno fino a quando le istituzioni non accetteranno le loro richieste. Dopo la crescita verticale di Fridays For Future, anche l’espansione di XR non può far altro che alimentare la speranza e dare forza per conitnuare a lottare. Siamo sempre di più e continueremo a crescere. A solo un anno di distanza dalla nascita di entrambi i movimenti il cambiamento climatico ha guadagnato grande spazio all’interno dei media. La strada intrapresa è indubbiamente quella giusta, ma è ancora lunga. Ormai non si può far altro che provare a percorrerla fino in fondo.

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