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Università “plastic free”: Catania e Roma in pole

L’Università siciliana segue l’esempio dell’ateneo di RomaTre e dice basta all’utilizzo della plastica monouso all’interno dei propri edifici. Il polo universitario di Catania ha inoltre regalato circa 11.500 borracce in acciaio tra personale e matricole dell’università. Già nel mese scorso anche l’Università della capitale ha provveduto a distribuire 30.000 borracce agli studenti iscritti. La speranza è quella di avere sempre un maggior numero di atenei “plastic free” sparsi per tutto il paese.

Queste iniziative confermano la sempre maggiore attenzione, anche da parte delle istituzioni pubbliche, verso il problema della plastica. Collaterale al regalo delle borracce è anche la creazione di sessanta punti di erogazione di acqua naturale e frizzante presso gli edifici dell’ateneo siciliano.

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La campagna del Ministero dell’Ambiente

Le due inziative succedono il lancio, da parte del Ministero dell’Ambiente, della campagna #StopSingleUsePlastic, inaugurata a fine gennaio con la messa al bando di prodotti in plastica monouso in tutti gli uffici del ministero. L’iniziativa ha come scopo quello di liberare tutti gli atenei italiani dall’eccessivo utilizzo di bicchieri, stoviglie e bottiglie in plastica.

La campagna è stata così commentata dall’On. Micillo, sottosegretario di Stato all’Ambiente: “Per ottenere risultati concreti nella tutela dell’ambiente, è necessario il coinvolgimento e la partecipazione di tutta la collettività. I giovani sono pieni di entusiasmo e imparano in fretta. Sono loro il nostro futuro”. La plastica rappresenta il 70% dei rifiuti che si trovano in mare e solo in Italia si stima un utilizzo di 120.000 tonnellate di stoviglia “usa e getta” all’anno. Numeri non da poco e che vanno azzerati in fretta.

L’ambientalismo non passa solo dal “plastic free”

Le iniziative per vietare l’utilizzo di plastica monouso si stanno moltiplicando giorno dopo giorno. Tanti comuni, spesso situati in delle zone costiere, hanno messo al bando l’utilizzo di plastica anche negli esercizi privati. Tra questi Senigallia, Fano, Noto, Siracusa, Favignana e tanti altri. La regione più attiva sotto questo punto di vista è la Sicilia, che da sola vanta più della metà dei comuni “plastic free” di tutto il paese. Iniziative lodevoli e che hanno sicuramente un buon impatto dal punto di vista ambientale. I problemi legati alla plastica sono innumerevoli e includono sia provessi produttivi molto inquinanti sia le problematiche legate al suo smaltimento.

Tuttavia, troppo spesso negli ultimi tempi, il dibattito sull’ambiente tende a concentrarsi solo sul problema della plastica, che effettivamente esiste. Ma chi pensa di rispettare l’ambiente semplicemente diventando “plastic free” commette un grave errore. Se mai un giorno riusciremo ad eliminare il problema della plastica questo non vorrà dire in alcun modo che saremo vicini a fermare i cambiamenti climatici.

Insomma, ben vengano le buone abitudini legate ad un’eliminazione dell’utilizzo della plastica, ma non usiamolo come metodo per pulirci la coscienza. Vanno presi anche altri accorgimenti. Serve mangiare in modo sostenibile, muoversi in modo ecologico, comprare di meno ed in maniera più etica e tanto altro. Il problema della plastica va combattuto, ma non dimentichiamoci di tutto il resto.

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