Che la destra Italiana sia tra la schiera dei più grandi nemici della scienza del clima non è una novità. Ma approfittare di una crisi umanitaria della portata del CoronaVirus per provare a favorire qualche sostenitore del partito è, francamente, eccessivo. Persino per loro. Ed invece, proprio in questi giorni, Fratelli d’Italia ha chiesto di sospendere il Green New Deal europeo e dirottare i fondi ad esso destinato per far fronte alla crisi post CoronaVirus. Salvini, che non vuole essere da meno, invoca, in un’intervista rilasciata al direttore del quotidiano “Il Giornale”, quello che lo stesso Sallusti definisce “un mega condono”.
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Fratelli d’Italia si oppone al Green New Deal
Partiamo dal partito guidato da Giorgia Meloni. Già quando era stato il momento di votare per il Green New Deal, in sede europea, i deputati di Fdi avevano votato contro. Per fortuna ciò non è bastato e la misura è stata poi approvata dalla Commissione Europea, guidata da Ursula Von der Leyen. Il 31 marzo alcuni membri del partito che ormai rappresenta una buona fetta della destra italiana – in particolare Carlo Fidanza, Raffaele Fitto, Sergio Berlato, Nicola Procaccini e Raffaele Stancanelli – hanno chiesto alla Commissione di “rinviare il Green New Deal e mettere tutti i fondi a disposizione di lavoratori e aziende per fronteggiare questa crisi. Non è tempo di ambientalismo ideologico”. Una richiesta che va contro ogni principio scientifico che in questo momento, invece, dovrebbe guidarci verso delle prese di decisione sensate e consapevoli.
Immediata la reazione del panorama ambientalista italiano. Con un comunicato pubblicato sul loro sito, i Verdi hanno ben chiarito i motivi per cui questa richiesta possa essere considerata a tutti gli effetti una vera e propria follia: “Gli scienziati di tutto il mondo, e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno comprovato che le cause ambientali sono al centro della pandemia. Chiedere lo stop al Green New Deal, come fatto da Meloni e Fratelli d’Italia, vuol dire negare la scienza. La pandemia che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale è strettamente legata alle modifiche radicali dell’ambiente e degli ecosistemi, la deforestazione e gli allevamenti intensivi. Il Green New Deal rappresenta l’unico volano per uscire da questa crisi senza precedenti e salvare le sorti del Pianeta”.
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Risposte simili sono arrivate anche dal vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, dal sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Morassut e da Francesco Ferrante, una delle più importanti figure del movimento ambientalista italiano.
Salvini e il condono. La storia si ripete
Pur senza appellarsi direttamente alla revoca del Green New Deal, non fa molto di meglio l’altro rappresentante della destra italiana. Matteo Salvini, in un’intervista rilasciata poco dopo l’infelice richiesta del partito di Giorgia Meloni, ha ben pensato di fare una proposta anti-crisi da far venire la pelle d’oca: “Se si vuole partire dovranno essere azzerati i debiti privati e lasciare fare le imprese”. Insomma, come ammesso anche dal diretto de “Il Giornale” Sallusti, la ricetta proposta dal leader della Lega per far ripartire l’Italia comprende al suo interno una bella dose di condoni fiscali ed edilizi.
Anche in questo caso non si è fatta attendere la risposta degli ambientalisti. L’abusivismo edilizio è uno dei principali problemi ambientali del nostro paese. Un provvedimento del genere dunque, oltre a peggiorare una situazione già pessima del consumo di suolo in Italia, finirebbe per favorire chi per anni ha lucrato sulla mancanza di controlli e restrizioni ambientali adeguate. Guardando ai dati, infatti, risulta di una chiarezza lampante il bisogno di investimenti in un’ottica di sostenibilità. Anche, e soprattutto, per quanto riguarda il settore edilizio. Secondo i dati Ispra il 91% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. E ormai comprovato che l’eccessivo consumo di suolo mette a rischio la sicurezza di tutti i cittadini e aumenta il rischio di frane ed alluvioni. Chiedere agli abitanti di Genova per credere.
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L’ennesima posizione antiambientalista di un leader politico che ormai, al pari dei propri colleghi delle destre sovraniste, sembra abbia già deciso di voler completamente ignorare, e quindi negare, gli appelli della scienza sul cambiamento climatico. Una storia che parte da lontano. Da quella votazione per il Paris Agreement in cui Salvini ha optato per un ”NO” e che continua attraverso una serie di dichiarazioni e posizioni negazioniste tenute anche durante il suo breve periodo di governo. Insomma, è ormai chiaro che per gli ambientalisti Matteo Salvini rappresenti un nemico.
La replica del Ministro Costa alla destra: “Il Green New Deal uno stimolo per l’occupazione”
A pochi giorni dalle dichiarazioni dei leader di Lega e Fratelli d’Italia, il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha invece espresso la sua posizione rispondendo negativamente a queste richieste: “Noi non vogliamo ricostruire vecchi schemi, ma vogliamo far confluire risorse europee e nazionali in un paradigma economico nuovo. Non deroghiamo per inquinare di più, ma aiutiamo i cittadini economicamente ad inquinare meno e creare occupazione. Per ogni posto di lavoro perso in settori inquinanti noi possiamo generare da 3 a 5 posti di lavoro nuovi, se abbracciamo uno sviluppo più sostenibile”. Parole che sono state sottoscritte anche dal Ministro dell’Economia Gualtieri e dallo stesso Giuseppe Conte.
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Risulta evidente come questa crisi sia più di un’occasione per far ripartire il paese in un’ottica di sostenibilità e investimenti green. I benefici che potrebbero essere portati da un approccio di questo tipo sono enormi e soprattutto orientati sul lungo termine. Si parla tanto in questi giorni di come il nostro Paese possa uscire migliorato da questa crisi. Per farlo serveranno politiche decise e sostegno a chi vuole ripartire mettendo l’ambiente al primo posto. Il ritorno al “business as usual” potrebbe essere la condanna definitiva.
