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Campioni della Terra: l’Onu premia sette giovani imprenditori ambientalisti

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Imprenditori, intraprendenti, ambientalisti. Con le loro invenzioni vogliono migliorare il mondo. Per questo motivo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite li ha premiati, insignendoli del riconoscimento “Giovani Campioni della Terra”. Hanno trovato nuovi metodi per far fronte a vecchi problemi, come spiega bene Inger Andersen, la direttrice esecutiva del Programma Ambiente dell’Onu.

«A livello globale, i ragazzi sono all’avanguardia nella richiesta di soluzioni significative e immediate alle tre grandi crisi planetarie del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento. Noi dobbiamo ascoltare». Conosciamo meglio i sette vincitori e le loro idee: Nzambi Matee, Xiaoyuan Ren, Vidyut Mohan, Lefteris Arapakis, Max Hidalgo Quinto, Niria Alicia Garcia, Fatemah Alzelzela.

Nzabi Matee: i mattoni alternativi per un futuro nuovo (Giovani Campioni della Terra – Africa)

Ha studiato fisica e ingegneria dei materiali. A 29 anni, è responsabile della Gjenge Makers Ltd, un’azienda di produzione di materiali da costruzione sostenibili. Vuole affrontare così il problema, Nzabi Matee, dell’inquinamento da rifiuti di plastica, riuscendo anche a migliorare le condizioni abitative del Kenya, Stato da cui proviene. «Abbiamo collaborato con diversi produttori di tappi e guarnizioni per bottiglie di plastica nell’industria delle bevande e farmaceutiche qui in Kenya, da cui raccogliamo scarti.» Il passo successivo è amalgamare questi composti con sabbia riciclata. In questo modo, la società riesce in un duplice scopo: fare bene all’ambiente e fornire un reddito stabile a più di 100 persone, riconvertendo 500 chilogrammi di rifiuti al giorno.

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Xiaoyuan Ren: trovare acqua pulita e potabile, per tutti (Giovani Campioni della Terra – Asia e Pacifico)

Ha messo in pratica i suoi studi in ingegneria ambientale al MIT, per rendere accessibile l’acqua anche agli abitanti delle zone rurali. Così, Xiaoyuan Ren, ventinovenne cinese, ha creato la piattaforma dati MyH20- Water Information Network. Il suo scopo è di monitorare il sistema idrico, diagnosticarne i problemi e risolverli nel minor tempo possibile. «Negli ultimi mesi, la nostra rete è cresciuta fino a superare 100 team sul campo che coprono oltre 3800 set di dati in quasi 1000 villaggi in 26 province e ha consegnato con successo stazioni di acqua pulita a decine di migliaia di abitanti dei villaggi in Cina.»

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Vidyut Mohan: la tecnologia contro l’inquinamento atmosferico (Giovani Campioni della Terra – Asia e Pacifico)

Comprare bucce di riso, paglia e gusci di cocco dagli agricoltori e trasformarli in carbone. Così Vidyut Mohan vuole contribuire a mitigare i cambiamenti climatici e dare un sostentamento economico alle comunità povere. Co-fondatore di Takachar insieme a Kevin Kung, il suo scopo è quello di far diminuire la combustione di sterpaglie, spesso utilizzata dagli agricoltori per preparare i campi alla nuova semina e così riducendo i costi di bonifica. Secondo alcuni studi recenti, «entro il 2030, Takachar avrà un impatto su 300 milioni di agricoltori colpiti da questo problema, creerà 4 miliardi di dollari all’anno equivalenti in reddito rurale e posti di lavoro aggiuntivi e mitiga un gigaton/ anno di CO2 equivalente.»

Lefteris Arapakis: proteggere il Mediterraneo per proteggere la Terra (Giovani Campioni della Terra – Europa)

La plastica in mare è una delle grandi e dannose conseguenze del nostro stile di vita. Lefteris Arapakis, ventiseienne greco, ha voluto fare la propria parte. Attraverso la sua azienda Enaleia, non solo si occupa di bonificare i rifiuti oceanici, ma procede anche al loro corretto riciclaggio. Creando un’operazione di pulizia su larga scala, riesce a eliminare più di 1,5 tonnellate di plastica marina settimanalmente e 10 tonnellate di attrezzi da pesca scartati. Anche per questo, ha lanciato Mediterranean Cleanup, lavorando con 700 persone su 145 barche dalla Greci e dall’Italia e danno una ricompensa per i rifiuti raccolti.

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Max Hidalgo: trasformare l’aria in acqua è possibile (Giovani Campioni della Terra – America Latina e Caraibi)

Il suo obiettivo è approvvigionare le popolazioni rurali, dove le risorse idriche scarseggiano. Per questo, Max Hidalgo Quinto, biologo trentenne peruviano ha fondato YAWA, una tecnologia che permette di ottenere fino a 300 litri di acqua al giorno dall’umidità atmosferica e dalla nebbia.

«Yawa è un’alternativa che ci permetterà di prepararci per il futuro di fronte a un’imminente carenza di questa risorsa che 33 paesi subiranno nel mondo nel 2040.» Il suo generatore di energia elettrica a forma di fiore locale e un vaso in grado di ricaricare le batterie dei telefoni cellulari sono solamente due delle sue invenzioni.

Niria Alicia Garcia: le comunità indigene guidano la lotta per salvare il salmone del Sacramento (Giovani Campioni della Terra – Nord America)

«Il motivo per cui stiamo lottando per riportare indietro il salmone Chinook è che sono una specie chiave di volta qui. […] Sono anche sacri per il popolo Winnemem Wintu e molte altre comunità indigene dalla California al Canada all’Alaska.»

Così si presenta Niria Alicia Garcia, laureata in studi ambientali e sostenitrice dei diritti umani dei Xicana. Organizza la Run4Salmon, un percorso di due settimane, che segue lo storico viaggio del pesce per 480 chilometri. In questo modo, vuole ispirare, educare e coinvolgere le persone, per preservare gli animali dall’estinzione.

Fatemah Alzelzela: Eco Star e gli alberi per i rifiuti (Giovani Campioni della Terra – Asia Occidentale)

Ventitreenne, originaria del Kuwait, Fatemah Alzelzela ha concluso i suoi studi in ingegneria elettrica lanciando Eco Star. Il team si focalizza sulla raccolta differenziata. «In cambio di rifiuti, lavoriamo fianco a fianco con le principali aziende agricole per dare piante e alberi a privati e organizzazioni – incoraggiando l’aumento della copertura verde.»

Le tonnellate di materiali risparmiati attraverso questa modalità di smaltimento sono in aumento e le operazioni sono state più di duemila, coinvolgendo istituzioni e privati.

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di Natalie Sclippa
Gen 12, 2021
Nata in Friuli-Venezia Giulia nell'estate del '98, sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ora sto proseguendo i miei studi in Criminologia. Curiosità, determinazione ed entusiasmo fanno parte del mio vocabolario minimo. Cerco di coniugare la mia passione per la scrittura con l'attenzione verso ciò che mi circonda. Affascinata dal perfetto equilibrio terrestre, mi dedico alla comprensione degli effetti antropici sulla natura. Amante del diritto e delle lingue, mi impegno per dare risalto alle battaglie in cui credo, lavorando, al contempo, per smussare gli spigoli del mio carattere. Il mio motto? Non esiste giustizia ambientale senza giustizia sociale.

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