Europa Verde quarto partito tra gli italiani all’estero

“Paese che vai, usanze che trovi”, così recita il detto. Ma forse sarebbe meglio dire “paese che vai, visione del mondo che hai”. Infatti le recenti elezioni europee sono un’ottima occasione anche per capire che aria si respira nei vari paesi della comunità europea. Dando un’occhiata ai risultati della tornata elettorale del 26 maggio salta immediatamente all’occhio come in ogni Paese dell’Unione la percezione dell’agenda politica sia diversa. Per noi di L’Ecopost il focus non può che essere sulla questione ambientale e la lotta al cambiamento climatico. Il miglior indicatore è con ogni probabilità il voto per la lista Europa Verde, poiché era l’unica opzione tra quelle disponibili a porre l’ambiente al centro del proprio programma.

L’equazione è quindi la seguente: un voto a Europa Verde è il voto di una persona che crede che una nuova politica nei confronti del clima e dell’ambiente abbia la massima priorità.

Europa dell’est: la Lega sfonda e per l’ambiente non c’è spazio

Degli altri 27 paesi dell’Unione Europea, solo in 5 Europa Verde, affiliata al Partito Verde Europeo, non ha superato la soglia di sbarramento del 4%. Oltre all’Italia, con uno scarno ma non scontato 2,3%, sono Cipro (3,3%), Bulgaria (2,7%), Lituania (2,1%), Romania (1,5%) e Lettonia (1,1%). Paesi che nell’insieme hanno avuto una rappresentanza numerica ridotta, di poco oltre il migliaio di voti. Curioso è come il risultato elettorale in quattro di questi cinque paesi, Lituania esclusa, veda la Lega trionfare nettamente con percentuali tra il 32,4 e il 40.

Da notare come in un paese con una politica nazionale filo-leghista, quale l’Ungheria, il vero partito verde (Europa Verde) sia riuscito a totalizzare il 4,1%.

Superato lo sbarramento negli altri 22 paesi

Per quanto riguarda invece il resto degli italiani che hanno votato dall’estero, la situazione appare totalmente diversa. Basti dire che al netto delle 2.355 sezioni, sono stati ben 11.678 i voti per Europa Verde, corrispondenti al 9,8%. Nell’Italia sparsa per l’Europa, Europa Verde è il quarto partito, sotto a PD (32,4%), Lega (18%), M5S (13,8%), e sopra a +Europa (8,8%), FI (6%), e Sinistra (4%).

Classifica partiti voti italiani all'estero
La classifica dei partiti sulla base dei voti degli italiani all’estero, Europa Verde quarto partito; fonte: la Repubblica.

In Austriala lista formata da Possibile e Verdi ha ottenuto il 21,1%, dietro al PD e davanti al M5S e Lega. In doppia cifra anche in Francia (10,7%), Irlanda (11,5%) Paesi Bassi (10,4%), Danimarca (11,9%), Estonia (12,2%), e Finlandia (12,2%). Ma particolarmente rilevante il buon esito in paesi quali Germania (9%), Regno Unito (9,5%), Belgio (7,9%) e Spagna (9,9%), che, assieme a Francia e Austria, rappresentano i bacini elettorali di italiani all’estero più nutriti.

Qual è il motivo di questa enorme differenza?

A voler tentare di dare una lettura di questo successo elettorale al di fuori dell’Italia, si potrebbe ipotizzare che la colpa sia imputabile a un sistema mediatico inadempiente, che vive a troppo stretto contatto con quello politico dei grandi partiti, di cui finisce per essere dipendente. Ne consegue un’informazione che non riflette le esigenze reali e che non ha quindi interesse nel dettare un’agenda politica che diverga da quella dei principali partiti. [Come anche in parte denunciato da Elena Grandi, portavoce dei Verdi, in questo articolo del Fatto Quotidiano, prima delle elezioni.]

Risulta poi scontato aggiungere come i cittadini italiani residenti all’estero siano più sensibili a tematiche di carattere comunitario, quale il riscaldamento globale, e per questo capaci di dissociarsi dalla routine della vita politica italiana. Si potrebbe dunque pensare che gli italiani all’estero abbiano espresso un voto europeo, mentre gli italiani che abitano e vivono il bel paese abbiano fatto del Parlamento Europeo una questione italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *