fbpx
Tempo di lettura 2 minuti

Il Messico è uno dei luoghi più pericolosi del mondo per gli attivisti ambientali, tanto che non ha risparmiato nemmeno il giovanissimo Eugui Roy Martínez. Il ragazzo aveva 21 anni quando è stato ucciso a colpi di arma da fuoco il 7 maggio scorso, nel comune di San Agustín Loxicha, nel suo ranch all’interno della comunità di Tierra Blanca.

Un passato brillante e un futuro promettente

Eugui era uno studente di biologia molto appassionato di rettili. Durante la quarantena si trovava, appunto, in un ranch dove si è dedicato allo studio di rettili e anfibi. Nonostante la giovane età, Eugui aveva già un passato di studi e pubblicazioni scientifiche importanti e un futuro molto promettente. Per esempio, Eugui guidò il team scientifico che riscoprì una rana (Charadrahyla altipotens) che avevano dichiarato estinta 50 anni fa.

Inoltre, aveva scoperto una nuova specie di vipera e stava proprio scrivendo l’articolo per introdurre la notizia alla comunità scientifica. Aveva già scritto un libro e la sua prima collaborazione nella ricerca scientifica risale al 2012, quando aveva 13 anni, per uno studio riguardo a una rara malattia degli anfibi.

Eugui Roy Martínez

Ucciso perché difendeva gli ecosistemi

Sopratutto, però, Eugui era un attivista e svolgeva attività di cura, conservazione e difesa dell’ambiente, oltre a promuovere l’educazione ambientale tra bambini e adolescenti. Insomma, tutte attività che potrebbero minare il potere costituito che sfrutta le ricche risorse ambientali del Messico per rincorrere un modello economico basato sul profitto.

Il presidente Obrador, infatti, aveva promesso durante la campagna elettorale di combattere la povertà nella nazione sudamericana. Per raggiungere e l’obiettivo Obrador non ha esitato ad utilizzare il metodo più veloce, ma anche quello più dannoso sul lungo termine, ovvero il finanziamento di progetti estrattivi molto redditizi. Le stesse attività, insomma, che gli ecoattivisti messicani come Eugui cercano valorosamente di combattere per preservare l’integrità degli ecosistemi. 

Leggi anche: “Brasile, ucciso guardiano della Foresta Amazzonica”

Non era il primo, si spera sia l’ultimo

Come si legge nell’annuale rapporto pubblicato da Front Line Defenders, solo nel 2019 in Messico sono stati uccisi 24 attivisti ambientali. Dal 2012 il numero sale a 83. Ecco alcuni nomi: Adán Vez Lira, è stato ucciso a colpi di pistola lo scorso 8 aprile. Egli si stava fortemente opponendo a un progetto minerario molto invasivo per l’ambiente.

Il 13 gennaio è scomparso Homero Gómez González, il cui corpo senza vita venne ritrovato pochi giorni dopo con evidenti segni di tortura. Homero si stava di recente battendo contro la deforestazione illegale. Un altro noto caso è quello di Isidro Baldenegro López, ucciso nel 2017. L’uomo aveva vinto il Goldman Environmental Prize per le sue iniziative in difesa della foresta minacciata da imprese del legname e narcotrafficanti. La stessa sorte è toccata a un’altra vincitrice dello stesso importante premio ambientale, Berta Caceres, di origine honduregna. La donna, ambientalista e attivista per i diritti degli indigeni, aveva solo 44 anni quando è stata assassinata nella sua casa, dopo anni di continue minacce.

Cosa puoi fare tu

Il tuo voto politico è importante, così come la diffusione di questa e altre notizie, per mostrare al mondo qual è il prezzo dello sfruttamento ambientale. È poi importante informarsi sulla provenienza di tutto ciò che si acquista, cercando di evitare il più possibile le multinazionali che non dichiarano la sostenibilità e l’eticità dei loro prodotti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: