Tre personaggi, tre storie, una città e un’infintà di scarti. Talmadge, Elwin e Sara vivono a New York, non si conoscono e conducono vite totalmente differenti.
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I personaggi
Elwin, un uomo di mezza età appena separato dalla moglie e con il padre malato chiuso in un ospizio, attraversa una crisi che lo porterà a riflettere sull’utilità dei suoi scarti, cioè di tutti gli oggetti da lui posseduti che ormai, nella sua nuova vita, non trovano più ragione di esistere.
Sara, una vedova risposata con una vita apparentemente perfetta, fa di tutto per tenere lontano tutto ciò che non è socialmente accettabile, ma anche e soprattutto il suo passato, un ricordo troppo doloroso che invece la figlia vuole mantenere vivo.
Talmadge, insieme alla fidanzata Micah, vive per scelta fuori dalla società, senza lavoro e senza soldi, raccattando cibo nella spazzatura, tra gli avanzi ancora commestibili di ristoranti e supermercati.
Cercare cibo nei cassonetti significa rifiutarsi di contribuire all’eccesso di consumo che sta succhiando la vita al pianeta. Significa respingere la cultura delle merci, la cultura usa e getta. La nostra società produce abbastanza da nutrire, vestire e sostenere intere altre nazioni. Quindi vivere di quel flusso di scarti non solo è possibile, è anche fattibile.
Tanto fumo ma anche tanto arrosto
Un romanzo tutto americano, con una trama a tratti troppo inverosimile raccontata con espressioni ricercate, metaforiche, arzigogolate fino allo stremo e che spesso non arricchiscono la storia. Una storia che però c’è, si sente fortemente, la si vede e la si vive insieme ai personaggi, uomini come noi ingurgitati da una società impietosa, i cui meccanismi non risparmiano nessuno, nemmeno Micah e Talmadge che rincorrono una libertà ormai inesistente.
Proprio adesso qualcuno sta comprando un’auto ibrida perché vuole salvare il pianeta […]. Sono cose insignificanti, sono placebo, capisci? Sono strumenti concepiti per far credere alle persone che stanno facendo qualcosa e allo stesso tempo fargli comprare qualcosa […]. Non puoi combattere il sistema se sei parte del sistema.
Scarti
I veri protagonisti del romanzo, però, sono gli scarti. Incarnati in semplici oggetti o addirittura in persone e ricordi, la loro funzione viene ribaltata, sono nobilitati e spesso viene data loro una seconda, terza, quarta possibilità. “Scarti” però non è un romanzo con un punto di vista totalmente ecologista. È piuttosto un libro che racconta la verità, rappresentando anche la sofferenza e il dramma di chi decide di buttare qualcosa, ma soprattutto la difficoltà di donare quel qualcosa, quei ricordi, la propria stessa persona a qualcun altro, per dargli nuova vita.
Tutto è recuperabile, si disse […]. Perfino tu.
Soltanto ingranaggi
La ricompensa per aver fatto quel gesto, però, non si vede. I protagonisti non diventano eroi riciclando gli scarti, né questo li salverà dalla loro condizione. Sono ingranaggi della macchina sociale e nessuno li libererà. Se non altro, però, possono rendere quella macchina un posto migliore.
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