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Gli americani e i loro scarti in un romanzo di Jonathan Miles

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Tre personaggi, tre storie, una città e un’infintà di scarti. Talmadge, Elwin e Sara vivono a New York, non si conoscono e conducono vite totalmente differenti.

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I personaggi

Elwin, un uomo di mezza età appena separato dalla moglie e con il padre malato chiuso in un ospizio, attraversa una crisi che lo porterà a riflettere sull’utilità dei suoi scarti, cioè di tutti gli oggetti da lui posseduti che ormai, nella sua nuova vita, non trovano più ragione di esistere.

Sara, una vedova risposata con una vita apparentemente perfetta, fa di tutto per tenere lontano tutto ciò che non è socialmente accettabile, ma anche e soprattutto il suo passato, un ricordo troppo doloroso che invece la figlia vuole mantenere vivo.

Talmadge, insieme alla fidanzata Micah, vive per scelta fuori dalla società, senza lavoro e senza soldi, raccattando cibo nella spazzatura, tra gli avanzi ancora commestibili di ristoranti e supermercati.

Cercare cibo nei cassonetti significa rifiutarsi di contribuire all’eccesso di consumo che sta succhiando la vita al pianeta. Significa respingere la cultura delle merci, la cultura usa e getta. La nostra società produce abbastanza da nutrire, vestire e sostenere intere altre nazioni. Quindi vivere di quel flusso di scarti non solo è possibile, è anche fattibile.

Tanto fumo ma anche tanto arrosto

Un romanzo tutto americano, con una trama a tratti troppo inverosimile raccontata con espressioni ricercate, metaforiche, arzigogolate fino allo stremo e che spesso non arricchiscono la storia. Una storia che però c’è, si sente fortemente, la si vede e la si vive insieme ai personaggi, uomini come noi ingurgitati da una società impietosa, i cui meccanismi non risparmiano nessuno, nemmeno Micah e Talmadge che rincorrono una libertà ormai inesistente.

Proprio adesso qualcuno sta comprando un’auto ibrida perché vuole salvare il pianeta […]. Sono cose insignificanti, sono placebo, capisci? Sono strumenti concepiti per far credere alle persone che stanno facendo qualcosa e allo stesso tempo fargli comprare qualcosa […]. Non puoi combattere il sistema se sei parte del sistema.

Scarti

I veri protagonisti del romanzo, però, sono gli scarti. Incarnati in semplici oggetti o addirittura in persone e ricordi, la loro funzione viene ribaltata, sono nobilitati e spesso viene data loro una seconda, terza, quarta possibilità. “Scarti” però non è un romanzo con un punto di vista totalmente ecologista. È piuttosto un libro che racconta la verità, rappresentando anche la sofferenza e il dramma di chi decide di buttare qualcosa, ma soprattutto la difficoltà di donare quel qualcosa, quei ricordi, la propria stessa persona a qualcun altro, per dargli nuova vita.

Tutto è recuperabile, si disse […]. Perfino tu.

Soltanto ingranaggi

La ricompensa per aver fatto quel gesto, però, non si vede. I protagonisti non diventano eroi riciclando gli scarti, né questo li salverà dalla loro condizione. Sono ingranaggi della macchina sociale e nessuno li libererà. Se non altro, però, possono rendere quella macchina un posto migliore.

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di Iris Andreoni
Mar 10, 2019
Nata a Milano nel 1991 ma bergamasca di adozione, è tornata nella sua città natale per conseguire la laurea specialistica in Lettere Moderne, un corso di studi che ha cambiato la sua vita e il suo punto di vista sul mondo. Ha infatti imparato ad approfondire e affrontare criticamente argomenti di varia natura e dare in questo modo priorità a ciò che nella vita è davvero importante. Il rispetto per l’ambiente è una di queste cose e, grazie ad alcuni libri e documentari, ma anche dopo due viaggi in Asia, Iris si interessa in modo particolare a questo ambito. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Collabora come redattrice con il giornale Bergamo Post e ha poi l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Qui conosce altri aspiranti giornalisti e insieme decidono di dare il loro contributo per informare l’Italia riguardo all’emergenza ambientale cui stiamo assistendo e di cui non molti sembrano essersi accorti. Per l’Ecopost Iris si occupa della redazione di contenuti e comunicazione sui Social Media.

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