Un festival sulla sostenibilità
Atlante, nella antica mitologia greca, era figlio del titano Giapeto e di Climene. Considerato il primo studioso di quella che viene conosciuta come scienza dell’astronomia fu anche il primo a rappresentare il mondo per mezzo di una sfera e, perciò, si diceva che portasse il cielo sulle spalle, alludendo alla sua invenzione. Leggenda vuole che Atlante fu condannato da Zeus a tenere sulle sue spalle quella stessa volta celeste che rappresentava il globo terrestre. Tutto questo perchè, secondo il mito, il figlio di Giapeto e Climene si era alleato con il padre dello stesso Zeus, Crono, che guidò la rivolta dei titani contro gli dèi dell’Olimpo. A questa figura verrà dedicato il festival intitolato “Atlante fest- Mappe, saperi e strumenti per le ecologie di domani” organizzato dall’associazione ambientalista A Sud e dal CDCA (Centro di Documentazione dei Conflitti Ambientali).

Quando e dove
L’evento si terrà a Roma, l’8, il 9 e il 10 marzo 2019, tra i quartieri Casilino e del Pigneto. Di seguito riportiamo ciò che è stato scritto dalla stessa associazione ambientalista per presentare il festival: “Si è imposto il predominio di una specie che non ha saputo sostenere il Pianeta, che ha curvato le spalle e piegato le ginocchia; resta poco tempo per risollevare la volta celeste e non servono Titani né eroi, ma donne e uomini coraggiosi che insieme ne condividano il peso. Abbiamo deciso di dedicare il nostro festival ad Atlante: atlanti sono gli strumenti con cui portiamo avanti il nostro lavoro, dall’Atlante italiano dei conflitti ambientali a quello dell’economia circolare, a quello fotografico dell’Italia dei veleni; il disegno del mondo intero si chiama Atlante, come la prima vertebra, quella che regge le nostre teste. Lo abbiamo fatto perché siamo convinte che questo sia il tempo delle responsabilità, quello in cui porre i problemi e imporre le soluzioni. Chi governa il Pianeta è affannato nella difesa di interessi e valori che, lungi dal sollevarlo, lo hanno portato sull’orlo del collasso, ma ovunque esistono persone e comunità che hanno in testa un altro mondo possibile, che offrono soluzioni grandi e piccole cui occorre dare voce e spazio, che hanno idee da raccontare e obiettivi da perseguire. Non abbiamo la presunzione di averle raccolte tutte ma, negli ultimi quindici anni, ne abbiamo incontrate tantissime, che proviamo a sostenere con i nostri strumenti, nel nostro piccolo, ogni giorno”.
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