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Julia Hill, la ragazza che visse 2 anni su un albero per salvarlo

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Siamo nel 1997 e la società dei consumi di massa è all’apice del suo splendore. L’ America è il paese dove tutto è iniziato poiché qui sono nati i marchi più famosi del mondo. Ma qui è nata anche Julia Hill, una 23enne dell’Arkansas, che è rimasta due anni e otto giorni sulla cima di un albero per salvarlo dall’abbattimento.

L’incidente e l’epifania

Nel 1996 Julia è scampata alla morte dopo un grave incidente d’auto. La ragazza ha raccontato che nei dieci mesi di terapia intensiva che seguirono ha avuto come un’epifania: l’idea che nulla dovesse essere dato per scontato e che tutti i beni materiali che possedeva derivavano, prima di tutto, da Madre Natura.

E Madre Natura, in quegli anni, è stata duramente messa alla prova. Le leggi per proteggere l’ambiente erano già state emanate, ma l’industria del legno Pacific Lumber ha continuato imperterrita nel taglio delle foreste, grazie a un accordo con il governo.

Terminata la terapia, Julia si mette in viaggio e percorre la costa Occidentale degli Stati Uniti. Giunge nella foresta di Humboldt County dove incontra Earth First!, un gruppo di attivisti che lottano per salvaguardare le foreste, specialmente in quella zona, dove il nuovo proprietario della Pacific Lumber, la Maxxam Corporation, avrebbe effettuato un taglio a raso, avrebbe cioè tagliato tutti gli alberi e incendiato l’area.

Leggi il nostro articolo: l’Amazzonia brucia. 20.000 ettari in fumo

Comincia la salita di Julia Hill

Le loro manifestazioni non funzionavano ed era necessaria un’azione più radicale. Julia Hill si offre volontaria per arrampicarsi sull’albero più alto e più prezioso denominato “Luna”, una sequoia millenaria alta più di 70 metri. L’intenzione iniziale, concordata con Earth First! era che rimanesse sull’albero una settimana. Julia avrebbe vissuto su una piattaforma di 6 metri per 6 e gli altri attivisti sarebbero saliti di tanto in tanto per portarle cibo e acqua.

julia hill

Dopo 100 giorni, Julia era ancora su Luna ed era, ovviamente, su tutti i giornali: il piano stava funzionando.

“Sapevo che se avessi continuato a discutere di politica e scienza e se fossi rimasta nella mente invece che nel cuore e nello spirito, si sarebbe sempre trattato di “una parte contro l’altra”. Tutti noi, invece, capiamo l’amore, tutti noi comprendiamo il rispetto, tutti comprendiamo la dignità e tutti noi comprendiamo la compassione.

La vita di Julia Hill sull’albero

Per Julia, ci si può immaginare, non è stato semplice. Viveva letteralmente in bilico, con continue minacce da parte di taglialegna e la polizia che le puntava contro, durante la notte, luci potenti da un elicottero in volo. È anche sopravvissuta al freddo dell’inverno e a una forte tempesta. Julia dice di aver trovato la forza nella saggezza dell’albero, con cui in tutto quel tempo aveva sviluppato un legame forte, poiché Luna è in tutto e per tutto un essere vivente. A un certo punto, dice, non sapeva se era lei a proteggere l’albero o l’albero a proteggere lei.

julia hill

Non siamo certo noi a dovervi convincere dei sentimenti di Julia Hill. Per questo lei ha scritto il libro “La ragazza sull’albero”, sicuramente più efficace e che puoi acquistare a questo link. Oppure si può visitare il suo sito, nel quale racconta la sua storia, ma illustra anche varie iniziative da lei promosse. A noi basta sapere che, anche grazie all’intervento del Presidente Bill Clinton, nel 1999 La Maxxam Corporation ha promesso che Luna e l’area intorno sarebbero state risparmiate.

Trova il tuo albero

Questo episodio rimarrà per sempre nella memoria degli ambientalisti come una grande vittoria ottenuta dal gesto di una persona qualunque. Ha dato a molti, negli anni a venire, anche solo una piccola parte del coraggio e della forza di Julia per cercare di cambiare il mondo. E, per farlo, non è necessario salire su un albero.

La stessa Julia, diventata attivista ambientale, ha promosso per anni la campagna “Qual è il tuo albero?” che sfida gli individui a trovare qualcosa di cui appassionarsi e per cui lottare in modo pacifico ma tenace, tanto da poter fare la differenza.

Speriamo che, vent’anni dopo, tutti noi facciamo della lotta al riscaldamento globale il nostro grande, vivo, bellissimo albero.

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di Iris Andreoni
Mar 8, 2019
Nata a Milano nel 1991 ma bergamasca di adozione, è tornata nella sua città natale per conseguire la laurea specialistica in Lettere Moderne, un corso di studi che ha cambiato la sua vita e il suo punto di vista sul mondo. Ha infatti imparato ad approfondire e affrontare criticamente argomenti di varia natura e dare in questo modo priorità a ciò che nella vita è davvero importante. Il rispetto per l’ambiente è una di queste cose e, grazie ad alcuni libri e documentari, ma anche dopo due viaggi in Asia, Iris si interessa in modo particolare a questo ambito. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Collabora come redattrice con il giornale Bergamo Post e ha poi l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Qui conosce altri aspiranti giornalisti e insieme decidono di dare il loro contributo per informare l’Italia riguardo all’emergenza ambientale cui stiamo assistendo e di cui non molti sembrano essersi accorti. Per l’Ecopost Iris si occupa della redazione di contenuti e comunicazione sui Social Media.

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