Si tratta di una campagna dello Stato Italiano avviata al fine di raccontare ai cittadini lo stato in cui il mare versa e come lo Stato agisce per prendersene cura. L’iniziativa inaugurata oggi durerà per quasi tutto il 2019, esattamente fino al 2 dicembre. Data della 21esima Conferenza delle Parti della Convenzione di Bacellona per la Protezione del Mar Mediterraneo dall’Inquinamento, che si terrà a Napoli. IoSonoMare ha come obiettivo la messa a disposizione dei dati del monitoriaggio svolto riguardante i mari che bagnano la penisola. Con particolare focus su rifiuti, specie aliene e aree protette.

La campagna prevede anche una serie di giornate dedicate su tutto il territorio nazionale durante le quali saranno presentati i risultati aggiornati. Risultati derivanti dalla Direttiva Strategia Marina e accessibili direttamente sul sito ufficiale (link). Per la Giornata del Mare l’ISPRA ha pubblicato un video promozionale: IO SONO MARE – Conoscerlo per tutelarlo
Oggi stesso, alla presentazione della campagna, sono già stati menzionati alcuni dati salienti. Come, ad esempio, i quasi 800 oggetti in media per ogni 100 metri di spiaggia, 80% dei quali è composto di plastica: bottiglie, sacchetti, contenitori, polistirolo, equipaggiamento per la pesca; che rendono le nostre spiagge delle piccole discariche a cielo aperto (link al nostro articolo sull’inquinamento degli oceani). O ancora, le 263 specie aliene (ovvero non del luogo) che dimorano lungo le coste italiane. 68% delle quali “residenti”.
Anche il WWF supporta “La Giornata del Mare”
L’iniziativa ha ricevuto il supporto del WWF. Il suo slogan è “Un mare di attenzioni, un’agenda di priorità” e segue l’impegno preso nei mesi scorsi (nonché anni) e che ha portato alla raccolta di oltre 729 mila firme (in Italia) per la petizione #plasticfree (link) per salvare i mari italiani e quasi 400.000 a livello globale per un accordo internazionale vincolante sulla plastica in mare #StopPlasticPollution (link).
La presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, ritiene positivo il percorso avviato dal ministero dell’Ambiente, ma richiede che venga redatta una «agenda di priorità a tutela del mare in quattro mosse: pacchetto normativo che rilanci la leadership Europa dell’Italia come Paese #plasticfree; più SIC marini e più forza alle Aree Marine Protette (AMP); dare finalmente gambe e concretezza alla Strategia Marina Nazionale; mettere fine al sovrasfruttamento delle risorse ittiche e dare sostegno alla piccola pesca». Di cui il recentemente approvato disegno di legge “Salva mare” rappresenta il primo passo.
La redazione di L’EcoPost coglie l’occasione per invitare i lettori ad approfondire le problematiche dei mari, non riducibili al solo inquinamento da plastica, grazie alla visione del documentario Mission Blue, targato Netflix.
