Le associazioni ambientaliste sono sempre meno sole
La crisi climatica è iniziata e il tema della sostenibilità ambientale guadagna sempre più consensi. I campanelli di allarme arrivano da ogni dove e i governi faticano a dare una risposta immediata e credibile. La più grande delusione viene dall’ultima conferenza sui cambiamenti climatici dell’ONU, tenutasi a Katowice lo scorso dicembre.
Gli stati partecipanti, anche a causa di un grande ostruzionismo di paesi come gli Stati Uniti, la Russia, il Kuwait e l’Arabia Saudita non sono riusciti a definire un piano per tradurre in azioni concrete quanto sottoscritto nell’Accordo di Parigi.
Troppi gli interessi economici in ballo per queste nazioni, che hanno deciso di continuare sulla linea del profitto economico e dell’inquinamento, in barba al benessere delle future generazioni e alla sostenibilità ambientale.
Fortunatamente sono già nati diversi movimenti di protesta verso i rispettivi governi per velocizzare una transizione che, data la non infinita disponibilità dei combustibili fossili, è inevitabile.
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Greta Thunberg: la giovane paladina della sostenibilità ambientale
Durante la conferenza dell’ONU uno degli interventi a maggior impatto è stato quello di Greta Thunberg. Una giovane svedese di 16 anni che da settembre porta avanti uno “sciopero per il clima”.
Ogni venerdì Greta si reca di fronte al Parlamento svedese, saltando la scuola, per protestare contro l’inazione del proprio governo contro i cambiamenti climatici e sono in tanti ad aver deciso di aderire al suo movimento “FridaysForFuture”.
Si sono creati gruppi di giovani studenti, e non solo, in ogni parte del mondo. Se infatti non ci sarà, nei prossimi anni, una netta inversione di rotta in termini di sostenibilità ambientale, coloro che pagheranno dazio maggiormente saranno sicuramente i giovani che, oltre a non essere in alcun modo colpevoli della cecità mostrata dalla classe politica, passata e attuale, dovranno pagare un conto che, se si continua a non trattare il problema con l’urgenza che merita, si prospetta molto salato.
Il discorso di Greta alle Nazioni Unite
Durante il suo discorso di fronte ai delegati delle Nazioni Unite la giovane svedese non ha avuto peli sulla lingua: “Sostenete di amare i vostri figli sopra ogni cosa, eppure gli state rubando il futuro da sotto gli occhi. Voi parlate solo di andare avanti e proponete le solite idee inutili che ci hanno fatto finire in questo casino, anche se l’unica cosa da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire come stanno le cose, e state lasciando questo fardello a noi bambini. Stiamo sacrificando la nostra civiltà e la nostra biosfera, per dare la possibilità a un piccolo numero di persone di continuare a fare un sacco di soldi. Sono le sofferenze di molti che pagano il lusso di pochi. Nel 2078 festeggerò 75 anni. Se avrò dei figli probabilmente passeranno quel giorno con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse mi chiederanno perché non avete fatto niente, quando c’era ancora tempo per agire. Dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e concentrarci sulla giustizia. E se il nostro sistema non ci permette di trovare soluzioni, allora forse dovremmo cambiare il sistema stesso. Non siamo venuti qui a implorare i leader mondiali di prendersi cura di noi. Ci avete ignorato in passato e ci ignorerete ancora. Il tempo delle scuse è finito, così come sta finendo il tempo per agire. Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o meno. Il vero potere appartiene al popolo.”
Il giovane esercito di Greta che lotta per la sostenibilità ambientale
Dopo la Cop24 Greta non si è più fermata. In poco tempo è stata invitata al World Economic Forum di Davos e alla Commissione Europea, solo per citare alcune delle sue apparizioni in pubblico, dove non le ha mandate a dire. l discorsi di Greta sono diventati virali in pochissimo tempo, così come le foto dei suoi sit-in di fronte al Parlamento svedese. E i ragazzi di tutta Europa non l’hanno lasciata sola.
Il movimento “Fridays For Future” è così cresciuto giorno dopo giorno, e come tutti i venerdì anche oggi decine di migliaia di giovani in tutta Europa stanno protestando di fronte ai palazzi delle istituzioni per la loro inazione contro i cambiamenti climatici. Il movimento sta acquisendo sempre più adepti e le proteste continueranno ogni settimana “finchè non avremo finito”, afferma Greta di fronte alla Commissione Europea.
I giovani attivisti hanno indetto lo sciopero globale per il 15 marzo. Si sono tenuti cortei in tutte le principali capitale europee, con tante altre associazioni, esperti e scienziati che hanno aderito al “climate strike”.
Leggi il resoconto della giornata nell’articolo: “Climate strike, la nuova alba dell’ambientalismo”
La sostenibilità ambientale al centro delle proteste in Europa

Non solo Fridays For Future. Diversi sono i movimenti ecologisti che si stanno diffondendo nel mondo. In Europa uno dei più interessanti è “Extinction Rebellion”. Nato in Gran Bretagna da appena qualche mese, conta già diversi eventi sparsi per tutto il paese, ogni weekend.
Proteste pacifiche che inneggiano alla giustizia climatica e ad un’immediata inversione di rotta secondo criteri dettati dalla sostenibilità ambientale. Il movimento è in grande espansione ed è già presente in altri 35 paesi, tra cui anche l’Italia. Lanciata il 31 ottobre 2018, la loro pagina Facebook conta già più di 50.000 followers e la quantità di proteste organizzate sta aumentando di settimana in settimana in vista dell’International Rebellion Week di Aprile, in cui verranno portati avanti movimenti di protesta da tutti i gruppi
Trump e i cambiamenti climatici: chi vincerà?
Anche i cittadini americani non stanno a guardare. La lista di movimenti ambientalisti oltreoceano è lunghissima. Noi vogliamo segnalare “The Sunrise Movement” e 350.org, entrambi già presenti su tutto il territorio. Specialmente dopo le politiche oscurantiste di Trump.
Ma ora che stiamo iniziando a fare i conti con le conseguenze delle nostre azioni passate non sarà più molto facile per il “tycoon” continuare su questa linea. Soprattutto ora che un “Green New Deal” è chiamato a gran voce dai suoi avversari alle prossime elezioni, che pensano di poterne fare un’arma vincente.
Le persone si stanno organizzando per combattere quella che molti personaggi illustri hanno già individuato come la sfida più importante dei prossimi anni: la lotta al cambiamento climatico. La speranza viene dal basso.
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I video dei discorsi di Greta
Il discorso al World Economic Forum
Il discorso alla Commissione Europea
Il discorso alla Cop24

