Domani in piazza per il Quarto Sciopero Globale per il Clima

15 marzo, 24 maggio, 27 settembre. Queste le date dei primi tre Climate Strike che hanno segnato una svolta nella storia della lotta ambientalista. Domani, a poco più di due mesi dall’ultimo, i giovani sono pronti a scendere nuovamente in piazza per il Quarto Sciopero Globale per il Clima. La ragione è sempre la stessa: protestare contro le istituzioni, ree di non fare abbastanza per la crisi climatica in atto. Le tre precedenti manifestazioni hanno avuto un successo a dir poco inaspettato con un picco di partecipazione di 7,6 milioni di persone di tutto il mondo. L’obiettivo è, ovviamente, superare quel numero, già di per sé mostruoso.

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Le azioni che hanno preceduto il Quarto Sciopero Globale per il Clima

Partiamo dalla scelta della data, assolutamente non casuale per due motivi. Il primo riguarda la concomitanza con il Black Friday, massima espressione della cultura consumista e capitalista che sta distruggendo il pianeta. Inoltre, a partire dal 4 Dicembre, i “potenti” del mondo si riuniranno a Madrid per prendere parte alla COP 25 – la Conferenza tra le Parti organizzata dall’ONU per discutere proprio del cambiamenti climatico. Inoltre questa volta la settimana che ha preceduto il Climate Strike è stata ben più movimentata. Sono state diverse infatti le azioni di protesta portate avanti dagli attivisti di tutto il mondo.

A Roma, diversi ragazzi si sono incatenati di fronte alla sede dell’Eni “per protestare contro i piani di espansione della multinazionale nella ricerca e nello sfruttamento di petrolio e gas. L’azione di protesta pacifica vuole inoltre accendere i riflettori sulle vaste operazioni di greenwashing su cui il Cane a sei zampe punta per dare di sé un’immagine pulita”. Eni è infatti tra le 30 aziende che hanno immesso più combustibili fossili in atmosfera nella storia dell’umanità ed è sicuramente nel podio delle più inquinanti d’Italia. Diverse sono state anche le forme di protesta di portata minore, come i die-in organizzati in svariate città d’Italia.

Il comunicato di Fridays For Future Italia per il Quarto Sciopero Globale per il Clima

 29 Novembre: tutti in piazza per il Futuro! 

I leader mondiali ci hanno tradito di nuovo.
Li avevamo avvisati.
Ci vediamo il 29 Novembre.

“Non c’è più tempo da perdere”

Sono le parole di António Guterres, Segretario Generale dell’ONU. Lo dicono gli scienziati, che, all’unanimità, chiedono un drastico cambio di rotta. Lo ripete l’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dell’ONU (il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici), ricordandoci che abbiamo circa 11 anni prima di superare il punto di non ritorno. Lo gridiamo noi attivisti di #FridaysForFuture, invocando il diritto a un futuro dignitoso. Per noi e per le generazioni a venire.

​Eravamo in piazza il 15 marzo in più di 2 milioni. Ci siamo tornati il 24 Maggio, raggiungendo oltre 130 paesi in tutto il mondo. E durante la Climate Action Week, tra il 20 e il 27 Settembre 2019, hanno scioperato più di 7.5 milioni di studenti in tutto il mondo, dall’Islanda all’Antartide. Tutto questo, però, non è bastato: le emissioni di CO2 del 2019 non accennano a diminuire. Ecco perché torneremo in piazza il 29 Novembre!

Leggi il nostro articolo: “Lettera ai negazionisti. Smontiamo le bufale sul clima”

​La data del 29 Novembre è stata scelta perché cade esattamente ad una settimana dalla COP25 (United Nations Climate Change Conference), la conferenza ONU sui cambiamenti climatici che si terrà dal 2 al 13 dicembre a Madrid, in Spagna. Il nostro intento a livello globale è quello di mettere pressione ai leader politici che si incontreranno in Spagna affinché prendano misure immediate ed efficaci per contrastare la crisi climatica, dopo il sostanziale fallimento degli accordi di Kyoto e di Parigi.​

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Noi però non vogliamo limitarci a indicare qual è il problema. Ascoltando la voce di migliaia di scienziati che da anni ci avvertono sui rischi che corriamo, abbiamo scritto un manifesto di #FridaysForFuture per il FU.TU.RO. In questo modo risponderemo a chi vuole screditarci dicendo che “siamo solo dei ragazzini che vogliono saltare la scuola” o che “non sappiamo neanche per cosa protestiamo”. In realtà questi sono solo alibi di persone che non vogliono (o non credono) nella possibilità di cambiare le cose, di prendere in mano il nostro destino.
Per questo noi gli risponderemo con un semplice manifesto. Tre richieste chiare, brevi, ma rivoluzionarie. Eccole.

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Le manifestazioni di Fridays For Future

Solamente in Italia gli scioperi saranno 138 in altrettante città diverse. I raggruppamenti più grossi, almeno a giudicare dalle esperienze passate, saranno a Roma, Torino, Milano, Bologna, Firenze e Napoli. A livello mondiali gli eventi saranno invece 3.406 sparsi per 157 paesi e 2432 città. Dall’Alaska alla Nuova Zelanda, passando per Sud America, Asia e l’Europa tutta. Sono previste manifestazioni anche in Antartide, proprio come in occasione del terzo sciopero globale per il clima.

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Greta Thunberg non potrà prendere parte a nessuna delle manifestazioni a causa della concomitanza con il suo viaggio di ritorno dagli Stati Uniti in catamarano. La giovane attivista svedese ha nel mirino la COP25 che si svolgerà a Madrid a partire dal 4 dicembre e, per questa volta, dovrà fare a meno di scioperare con i suoi coetanei. Ma se i presupposti sono questi domani ci sarà da divertirsi. Riempiamo le strade, facciamo sentire la nostra voce. La portata che ha assunto questa movimentazione mondiale ha dell’incredibile e non è questo il momento di fermarsi. Il recente annuncio da parte della BEI di interrompere, a partire dal 2021, ogni finanziamento per progetti legati al fossile dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. D’altronde, come ha più volte detto Greta, “il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o meno”.

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