Consiglio nordico richiede trattato internazionale sull’inquinamento marino da plastica
Si tratta di una dichiarazione storica quella presentata oggi a Reykjavik dai ministri dell’ambiente dei paesi del Consiglio nordico: Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. Il contenuto di tale dichiarazione è di fatto un invito a trovare un accordo globale per fermare l’inquinamento marino causato dalla plastica e microplastica. Questa iniziativa, che potrà servire da punto di partenza per governi di tutto il mondo, è la risposta al mancato accordo in occasione dell’Assemblea dell’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEA), tenutasi il mese scorso a Nairobi. Il WWF Italia, per mezzo della sua presidente Donatella Bianchi, invita il ministro dell’ambiente Costa a rilanciare l’idea di un trattato globale vincolante presso l’Assemblea Generale dell’ONU di settembre.
Energia dai rifiuti: distribuzione inadeguata degli impianti in Italia
Il “Rapporto sul Recupero Energetico da rifiuti in Italia” a cui hanno cooperato Ispra e Utilitalia rivela che nel 2017 dai rifiuti è stata prodotta energia per soddisfare il fabbisogno di 2,8 milioni di abitazioni. La fotografia scattata dal rapporto dimostra un grande discrepanza sul territorio nazionale. Infatti la dislocazione dei vari impianti (compostaggio, digestione anaerobica e di incenerimento) è squilibrata, con il nord del paese che domina la scena e Sud e Centro nettamente indietro. Questo rappresenta un problema, perché costringe le regioni peggio munite a trasportare i propri rifiuti fino a centinaia di chilometri di distanza. Il che comporta una duplice assurdità: da un lato, così facendo, si causano notevoli emissioni di CO2 legate al trasporto su ruote, vanificando dunque in parte il contributo di questa tipologia di produzione energetica. Dall’altra, questo sottrae ai cittadini il valore aggiunto che loro stessi hanno creato grazie la raccolta differenziata, poiché l’energia intrinseca dei loro rifiuti finisce per essere prodotta e utilizzata in regioni distanti.
Dunque è necessario ripianificare la strategia nazionale, in modo da riequilibrare la situazione del paese. Inoltre, si tratta di una necessità impellente, poiché l’UE ha stabilito che entro il 2035 solo il 10% dei rifiuti potrà finire in discarica, mentre in Italia ci troviamo attualmente al 23%. L’energia prodotta dai rifiuti negli impianti di compostaggio è al 100% rinnovabile, quella dagli impianti di termovalorizzazione lo è al 51%.
Ritrovate particelle di plastica ad alta quota
Dopo gli abissi marini, ora anche nei sedimenti sopraglaciali sono state ritrovate particelle di plastica. Lo rivelano dei ricercatori italiani dell’Università degli Studi di Milano e Milano-Bicocca presso la European Geosciences Union, attualmente in atto a Vienna. Quella che fino ad ora era solo un’ipotesi, per quanto pressoché certa, trova oggi conferma in Italia. Il campionamento appartiene al Parco Nazionale dello Stelvio, al confine con la svizzera, uno dei parchi nazionali più antichi del nostro paese. Sulla lingua del Ghiacciaio dei Forni, si stima la presenza di 130/160 milioni di particelle circa. Ancora sconosciuta è la provenienza di queste particelle di plastica, così come la loro veicolazione.
Una curiosità legata al campionamento è quella del codice di abbigliamento dei ricercatori, vestiti con capi 100% cotone e zoccoli di legno, così da non inquinare a loro volta i dati.
Rapporto Città MEZ: migliora la mobilità in Italia
Il rapporto “Città MEZ – Mobilità Emissioni Zero” è il primo rapporto sulla mobilità a zero emissioni in Italia, realizzato da Legambiente e MotusE. Si tratta di un analisi dei 104 capoluoghi italiani basata su disponibilità di mezzi elettrici, inquinamento, tasso di motorizzazione, presenza di piste ciclabili e modal share. Oltre alla classifica che vede Milano in testa con il 50% di tutti spostamenti a emissioni zero, ne emerge un’immagine positiva. Sì perché nel giro di un anno sono aumentati molto i numeri legati alla mobilità sostenibile, in primo luogo per le prese di ricarica e ricarica veloce. Se siete interessati al tema vi invitiamo a dare un’occhiata al rapporto, redatto in maniera molto chiara e immediata. Nota dolente è anche in questo caso lo spaccato tra nord e sud del paese.

