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Energia geotermica: cos’è e a che punto siamo in Italia

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L’acqua calda presente nel suolo arriva in superficie, si canalizza verso case ed edifici attraverso qualche tubo e voilà, tutti hanno riscaldamento e luce elettrica gratuiti. Se fosse tutto così semplice l’energia geotermica non sarebbe sfruttata solo all’1% delle sue possibilità a livello globale. L’Italia, nonostante vanti un onorabile settimo posto nel mondo per la produzione di energia geotermica, non possiede i mezzi né tanto meno la volontà di attuare un cambiamento più radicale verso l’utilizzo diffuso di questa particolare energia pulita.

Come funziona l’energia geotermica

Più si scende nelle profondità della terra, più la temperatura aumenta. Lo scarto è di circa 3° ogni 100 metri. Questo fenomeno è dovuto al decadimento nucleare di alcuni elementi radioattivi presenti nei minerali, come ad esempio l’uranio, il torio e il potassio. Le rocce sono quindi caldissime, tanto da riuscire ad aumentare di molto la temperatura dei liquidi che entrano in contatto con esse. Una volta caldi, l’acqua e il vapore risalgono in superficie. Vengono quindi accumulati all’interno delle centrali geotermiche dove alimentano le turbine che trasformano il calore in energia elettrica. In alternativa, vengono usati in modo diretto per il riscaldamento domestico.

Purtroppo, però, l’energia geotermica non è sfruttabile in ogni luogo della terra nello stesso modo e questo è anche uno dei fattori che ne compromette la diffusione. Infatti in alcune nazioni dove l’attività vulcanica o tettonica è maggiore, come l’Islanda, le temperature delle rocce sottostanti la superficie sono più alte della media, tanto da causare fenomeni quali geyser e fumarole. In questi casi è quindi più facile estrarre l’energia geotermica anche a profondità ridotta.

L’energia geotermica in Italia

L’Italia è uno dei paesi con la maggiore capacità geotermica non solo d’Europa, ma anche del mondo. Secondo il il market report dell’European Geothermal Energy Council il Bel Paese è il secondo nel continente per la produzione di energia geotermica in valore assoluto, battendo la Turchia e persino l’Islanda, dove ad oggi circa l’85% delle abitazioni è riscaldato con energia pulita. Il punto, però, sta proprio qui. La percentuale di energia prodotta non è sufficiente a coprire la domanda di tutti gli italiani. Per l’Islanda, che conta poco più di 300 mila abitanti in tutta il paese, è sicuramente un po’ più semplice.

Nella classifica mondiale l’Italia si aggiudica un buon settimo posto. Dove sono situati, vi chiederete, questi impianti di cui pochi conoscono l’esistenza? Le centrali attive sono tutte in Toscana, divise tra le province di Grosseto, Siena e Pisa. In particolare a Larderello, sulle Colline Metallifere, troviamo l’impianto più antico del mondo, in quanto già nel 1904 il principe Piero Ginori Conti sperimentò il primo generatore geotermico. Anche il Lazio e la Sardegna però potrebbero essere sfruttate in questo senso, seguite da Sicilia, alcune zone del Veneto, dell’Emilia-Romagna, della Campania e della Lombardia. Nonostante questo altissimo potenziale però, sul totale delle rinnovabili italiane, l’energia geotermica costituisce solo il 5%, ultima tra le principali fonti, con l’idroelettrico primo al 41%. Le rinnovabili, a loro volta, occupano solo il 17,8% della domanda di energia totale.

Perché la geotermia non ha successo

Il motivo della mancata diffusione dell’energia geotermica in Italia, ma anche nel mondo, è largamente rappresentato dalla narrazione sbagliata o inesistente riguardo a questo tipo di energia. Nei fatti, invece, i vantaggi sono molto maggiori rispetto agli svantaggi, che comunque ci sono, delle centrali geotermiche. Per rendere il tutto più semplice, elenchiamo di seguito gli uni e gli altri.

Vantaggi dell’energia geotermica

  • È una fonte pulita di energia in quanto non richiede la combustione.
  • La mancata combustione irreversibile di elementi la rende un’energia, di fatto, rinnovabile, nonostante non sia inesauribile.
  • Comunque la quantità di energia geotermica prodotta dalla terra è così tanta da non rappresentare un problema di esauribilità: è pari infatti a 100 miliardi di volte il consumo energetico mondiale annuale. Con il solo geotermico, secondo uno studio del MIT, si potrebbe soddisfare il fabbisogno energico planetario con sola energia pulita per i prossimi 4000 anni 
  • Ha un potenziale altissimo in quanto è utilizzabile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non essendo soggetta alle variazioni meteorologiche.
  • Gli scarti provenienti dalla produzione di questo tipo di energia possono essere riciclati.

Svantaggi dell’energia geotermica

  • Richiede un grande e immediato investimento in termini di denaro, che verrà coperto in un lungo periodo di tempo.
  • A salire in superficie non sono solo l’acqua e vapore acqueo, ma anche altri gas come anidride carbonica, metano e ammoniaca. Questi si riversano inevitabilmente nell’atmosfera contribuendo all’effetto serra e alle piogge acide. Bisogna però dire che una centrale geotermica emette in media 122 kg di CO2 per MWh. In una tradizionale centrale che sfrutta i combustibili fossili il carbone bituminoso (il più pulito) ne emette circa 95 ogni kWh: quindi circa mille volte in più. Inoltre i moderni impianti di estrazione hanno sistemi di misurazione e controllo e riduzione delle emissioni di gas pericolosi.
  • L’acqua che risale in superficie può portare con sé elementi chimici tossici, come il mercurio, l’arsenico, il boro e l’antimonio. Le moderne tecniche di estrazione, però, sono in grado di scambiare calore senza il contatto tra i fluidi “geotermici” e quelli utilizzati per sfruttarne il potere termico. L’acqua “sfruttata” viene poi reimmessa nella superficie terrestre, portando con sé eventuali elementi inquinanti.
  • Gli impianti geotermici potrebbero causare un aumento del rischio sismico, anche se per ora le fluttuazioni della tettonica dovute alla geotermia hanno avuto effetti irrilevanti per la popolazione.

I mini-svantaggi dell’energia geotermica

  • Le centrali occupano, ovviamente, spazio e, quindi, causano consumo di suolo (leggi il nostro articolo “C’è vita sotto la terra: perché è importante la salute del suolo“). Solitamente, però, richiedono una superficie di circa 4 chilometri quadrati per produrre circa un gigawatt, rispetto ai 12 chilometri quadrati che richiederebbe un parco eolico di simili prestazioni.
  • Consumano acqua: circa 20 litri d’acqua per MWh. Nulla però in confronto ad altri sistemi di produzione come nucleare o carbone che ne richiedono oltre mille.
  • Dagli impianti geotermici possono arrivare odori molto sgradevoli (odori sulfurei), che spesso ne impediscono la costruzione vicino ai centri abitati. Si può comunque risolvere il problema grazie alla costruzione di un impianto di abbattimento.
  • Un forte e poco piacevole impatto visivo e, quindi, paesaggistico. L’impianto geotermico, a causa delle moltissime tubature in superficie e delle alte torri di refrigerazione, è molto simile ad un’enorme fabbrica. Si stanno però già sviluppando modi per camuffare l’estetica degli impianti e renderli il più possibile in armonia con l’ambiente esterno.
Terme di Saturnia, Toscana

Disinformazione e assenza di comunicazione

Si può concludere, quindi, che la mancanza di conoscenze da parte delle autorità è determinante nell’assenza di investitori in questo tipo di energia e ha determinato il sostanziale immobilismo dello sviluppo geotermico in Italia. In più la geotermia soffre di una percezione negativa da parte delle popolazioni locali, oltre che di una preoccupazione particolare da parte dei decisori politici e dei potenziali investitori sui possibili impatti ambientali e sui rischi connessi allo sviluppo di progetti geotermici.

Però, per quanto siano necessarie delle precauzioni in concomitanza all’avvio di una centrale geotermica, quello dei suoi potenziali rischi sismici o di inquinamento costituisce uno specchio per le allodole il cui fine sarebbe quello di continuare a trarre profitto dalle ben più fruttuose centrali a carbone; oppure di evitare di investire soldi in questo settore togliendoli ad altri progetti più redditizi. Sappiamo infatti bene quanto sia inquinante e dannoso per l’ambiente e l’umanità lo sfruttamento dei combustibili fossili. Per questi, però, gli investimenti continuano ad esserci e le preoccupazioni da parte delle autorità sono quasi inesistenti.

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di Iris Andreoni
Dic 10, 2020
Nata a Milano nel 1991 ma bergamasca di adozione, è tornata nella sua città natale per conseguire la laurea specialistica in Lettere Moderne, un corso di studi che ha cambiato la sua vita e il suo punto di vista sul mondo. Ha infatti imparato ad approfondire e affrontare criticamente argomenti di varia natura e dare in questo modo priorità a ciò che nella vita è davvero importante. Il rispetto per l’ambiente è una di queste cose e, grazie ad alcuni libri e documentari, ma anche dopo due viaggi in Asia, Iris si interessa in modo particolare a questo ambito. Durante l’università scrive recensioni e interviste sul blog letterario Viaggio nello Scriptorium e, terminati gli studi, si appassiona al mondo del giornalismo, decidendo di sfruttare il grande potere della scrittura per comunicare al mondo i suoi interessi e le notizie più importanti. Collabora come redattrice con il giornale Bergamo Post e ha poi l’onore di frequentare il Corso di Giornalismo Ambientale Laura Conti organizzato da Legambiente. Qui conosce altri aspiranti giornalisti e insieme decidono di dare il loro contributo per informare l’Italia riguardo all’emergenza ambientale cui stiamo assistendo e di cui non molti sembrano essersi accorti. Per l’Ecopost Iris si occupa della redazione di contenuti e comunicazione sui Social Media.

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