Econews: le notizie del 5 Aprile

Italia ai primi posti in Europa per l’economia circolare, male tutti gli altri indicatori ambientali

L’Unione Europea ha pubblicato il secondo rapporto sull’applicazione della legislazione ambientale comunitaria. I risultati per il nostro paese sono altalenanti. Sebbene infatti il Belpaese sia riuscito a piazzarsi ai primi posti della graduatoria per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti, la situazione è opposta per l’inquinamento dell’aria, delle acque di scarico dei centri urbani e per l’ efficienza delle discariche. Le cause principali di queste mancanze sono riconducibili ad un eccessivo utilizzo dei mezzi inquinanti, la mancanza del rispetto dei piani regolatori europei per i centri di raccolta dei rifiuti indifferenziati, la mancata messa a norma in delle fognature e un’insufficiente efficienza degli edifici dal punto di vista energetico.

Sono 17 le province italiane già al di sopra della soglia di polveri sottili consentite

Secondo il rapporto “Mal Aria” di Legambiente, che studia la qualità dell’aria nelle province italiane, già 17 di queste hanno già superato i limiti massimi consentiti per la presenza di Pm10 nell’aria. Queste le dichiarazioni da parte dell’associazione ambientalista: “La situazione più critica è in Veneto dove tutti i capoluoghi, con l’unica eccezione di Belluno, hanno superato il limite. Le città peggiori al momento sono: Torino; Rovigo; Verona; Cremona e Milano”. Hanno oltrepassato i limiti anche Vicenza, Padova, Venezia, Pavia, Alessandria, Frosinone, Treviso, Ferrara, Mantova, Asti, Brescia, Lodi. Risulta urgente costruire l’uscita dalla mobilità inquinante per contrastare i cambiamenti climatici, ridurre lo smog e rendere più vivibili le nostre città”

Svolta storica in Norvegia: più di 1 bilione di Euro stanziati per sostenere le energie rinnovabili

Il governo norvegese ha detto basta ai sussidi pubblici per i progetti in ambito petrolio e gas. Tutti i fondi che vi erano destinati verranno ristanziati per incrementare gli investimenti nel settore delle rinnovabili. La decisione da parte del paese scandinavo, che segue quella di più di 1.000 fondi di investimento a livello mondiale, contribuirà a sviluppare quindi il settore dell’energia pulita destinato a dominare il mercato in un futuro non troppo lontano. Secondo gli esperti la Norvegia non sarà l’ultima nazione a prendere una decisione del genere, dato il riconoscimento, anche da parte di chi per anni ha lucrato sui combustibili fossili, di una necessità di differenziare gli investimenti anche per una convenienza economica.   

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