Il Parlamento europeo accoglie le misure della Commissione per ridurre la plastica in mare
Bruxelles – il Parlamento europeo accoglie con una schiacciante maggioranza le ambiziose misure proposte dalla commissione per affrontare il problema dei rifiuti in mare. Questi provvedimenti riguardano principalmente 10 prodotti di plastica monouso, i più diffusi nelle spiagge europee. Interessati sono anche la strumentazione da pesca abbandonata e i prodotti oxo-degradabili. I voti a favore sono stati 560 a favore contro 35 contrari e 28 astuti.
Già a inizio dello scorso anno era stato ufficializzata la Strategia dell’Unione europea sulla plastica che prevede che entro il 2030 tutti i prodotti di imballaggio nei Paesi membri siano riutilizzabili o riciclabili. La direttiva adottata oggi dal PE è un elemento essenziale del Piano di azione per l’economia circolare della Commissione, atto a stimolare alternative che combattano l’inquinamento marino dovuto alla plastica.
Il vice presidente della commissione Timmermans, responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha affermato “Oggi abbiamo fatto un importante passo in avanti nella riduzione dell’inquinamento nei nostri mari e oceani, soprattutto da plastica. Ce l’abbiamo fatta e possiamo farlo. L’Europa ha stabilito nuovi e ambiziosi standard, aprendo la strada al resto del mondo“. Anche il vice presidente Jyrki Katainen ha ribattutto che questo voto porta l’UE a essere il leader mondiale per una politica più sostenibile dell’utilizzo della plastica. Karmenu Vella (commissario per ambiente, affari marittimi e pesca) sostiene che ora l’obiettivo principale è far sì che queste misure per quanto ambiziose siano implementate velocemente a tutti i livelli.
Contenuto delle misure
Nel 2030 l’Europa potrebbe dunque apparire diversa, più libera dalla plastica, soprattutto i mari potrebbero versare in condizioni migliori. Le misure contenute sono le seguenti:
–divieto di utilizzo di prodotti di plastica monouso selezionati per i quali il mercato offre un’alternativa : cotton fioc, cannucce, posate, piatti, mescolatori (come quelli usati dai barman), bastoncini per i palloncini, così come tazze e contenitori di cibi e bevande in oxo-degradabili;
–Utilizzo di etichette e contrassegni per indicare prodotti di plastica dannosi per l’ambiente;
–Schemi di responsabilità estesa per produttori di prodotti come filtri per il tabacco e strumentazione da pesca;
–Raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica entro il 2029 (77% entro il 2025) e introduzione di requisiti di produzione per l’introduzione di plastica riciclata per tappi e bottiglie.
Uno sguardo al futuro
Si calcola che i benefici ecologici e economici corrispondano a una riduzione delle emissioni di CO2 di 3,4 milioni di tonnellate, prevenzione di danni ambientali per un totale di 22 miliardi di euro entro il 2030 e un risparmio di 6,5 miliardi di euro per i consumatori. Ora tocca solo al Consiglio dei Ministri di accettare formalmente l’adozione di queste misure che porterà alla pubblicazione del testo nella Gazzetta Ufficiale. Dopodiché gli Stati membri avranno i soliti 2 anni per tradurre il testo in legge.
Riviera riminese: no alla plastica e al fumare sulle spiagge
Rimini – Romagna plastic free 2023 è un accordo tra pubblico, l’associazione “Basta Plastica in Mare” e le categorie di settore. Dal 15 aprile di quest’anno entrerà in vigore il divieto di utilizzare contenitori monouso di plastica e di fumare su tutti i 15 chilometri di costa del riminese. Inizialmente si riceverà un avviso per poi passare direttamente al multare i trasgressori per un ammontare fino a 50€. Gnassi, il sindaco, ha dichiarato di voler rendere la regione e la riviera, le prime libere dalla plastica.
La sostenibilità in Italia è popolare, è quanto risulta dall’Osservatorio di LifeGate
Milano – Il margine di miglioramento in molti campi è ancora ampio, però i dati sono positivi. Quasi tutti si rendono conto della sfida rappresentata dalla plastica e del suo impatto sui mari. Il 92% dichiara di fare sempre la raccolta differenziata, la stessa percentuale del 2018. A livello statistico LigeGate calcola che ben il 67% della popolazione italiana si interessi o sia appassionata al tema della sostenibilità: 34 milioni. L’Osservatorio tratta molti temi interessanti, dagli elettrodomestici a basso consumo, alle lampadine al LED, dall’alimentazione bio, alle auto ibride o elettriche.
Per approfondire i risultati del sondaggio, vi invitiamo a leggere l’articolo pubblicato oggi da LifeGate, al termine del quale potete anche richiedere il documento contenente tutti i dati. A farla da padrona ad ogni modo sarebbero le donne diplomate o laureate, ma in ogni caso professionalmente attive, tra i 35 e i 54 anni.
Eni vuole sfruttare l’energia del moto ondoso. Installato a Ravenna il prototipo
Eni comunica oggi in una nota di aver installato un progetto per lo sfruttamento del moto ondoso nelle acque del ravennate. L’unita di produzione energetica ha il nome Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC). L’impianto, sotto la cura del Distretto Centro Settentrionale di Eni, ha raggiunto un picco di potenzia superiore a 51 kW, il 103% della capacità nominale.
Il progetto è una sinergia con il Politecnico di Torino e l’azienda spin-off Wave for Energy S.r.l. e mira a sfruttare la potenza del moto ondoso, la fonte di energie più inutilizzata al mondo. Questo metodo di produzione di energia potrebbe essere applicato a contesti off-grid, ovvero a impianti non collegati alla rete terrestre. Qui il comunicato
Settore del green 2,4% del PIL, 500.000 posti di lavoro in 5 anni
Roma – Censis e Confcooperative “Smart & Green, l’economia che genera futuro” prevede un futuro molto environmental-friendly per il mercato del lavoro italiano. Tra i dati del focus – presentato questa mattina a Roma – ci sarebbero 500 mila posti di lavoro creati dal settore entro il 2023. In questo periodo 1 su 5 dei nuovi posti di lavoro deriverebbe dalla cosiddetta industria green. Questa spinta rappresenterebbe un’enorme possibilità di crescita, soprattutto per i paesi del G20.
Seabin installato a Genova
Genova – Installato un Seabin a Genova, esattamente a Sestri Ponente, presso la Marina di Genova. Questo fantastico strumento capace di ripulire le acque marine di oltre 500 chili di rifiuti di plastica è stato posizionato grazie a un progetto a cui cooperano Coop e LifeGate.
Seabin è un progetto ideato e sviluppato da due surfisti: Andrew Turton e Pete Ceglinski: qui il sito del progetto, dove è possibile acquistare il loro prodotto.

