Impatto zero: quali soluzioni per la casa

L’elettricità e il gas che supportano le nostre case inquinano, e questo è un dato di fatto. A livello mondiale la percentuale di emissioni derivanti da questo specifico settore si attesta infatti al 24,6%. Nonostante questo il passaggio alle fonti rinnovabili, seppur già iniziato, procede a ritmi troppo bassi. Si parla, infatti, di economie “carbon free” entro il 2040. Un obiettivo che potrebbe sembrare ambizioso, ma secondo gli esperti non abbastanza.

Anche il gas, molto presente nei nostri sistemi di approvvigionamento, per quanto a volte fatto erroneamente passare come fonte sostenibile, inquina. Il metano è infatti un gas climalterante 25 volte più potente della CO2 nonostante non se ne parli molto. Avere una casa a impatto zero è possibile. Ed anche in questo caso le nostre scelte possono fare la differenza: come ci ha infatti insegnato la questione olio di palma, sparito dagli ingredienti della maggior parte dei prodotti che troviamo al supermercato a meno di un mese dallo scoppio della polemica sul web, il mercato esiste per soddisfare i consumatori. Proviamo a mettere in pratica quanto imparato.

Fotovoltaico per l’autoconsumo

Per diventare completamente indipendenti e avere una casa a impatto zero dal punto di vista energetico, un primo possibile step è sicuramente l’installazione di pannelli solari sul tetto della propria casa. Un impianto da 4kwh al momento ha un prezzo di circa 10.000 euro. Il 65% di questa somma è detraibile dalle tasse in 10 anni e il risultante abbattimento della bolletta della luce penserà a fare il resto in termini di ritorno dell’investimento.

Per i più abbienti, abbinare un accumulatore per la casa all’installazione di un impianto fotovoltaico costituirebbe la “ciliegina sulla torta”. I prezzi di questi ultimi sono ancora abbastanza alti ma il trend di diminuzione che hanno subito negli ultimi anni proseguirà. I rivenditori offrono anche finanziamenti sui 10 anni, ed alla fine di questo arco temporale l’impianto si sarà già ripagato da solo da diverso tempo.

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Impatto zero: riscaldamento e non solo

I principali modi di utilizzare il gas in casa sono la caldaia, il riscaldamento ed i fornelli. Per quanto riguarda questi ultimi la soluzione è piuttosto semplice: passare ad un piano cottura ad induzione, alimentato quindi ad energia elettrica. Per quanto riguarda invece caldaia e riscaldamento, considerando che il biometano (unico gas che può essere considerato rinnovabile) difficilmente sarà in grado di coprire tutto il fabbisogno nazionale, la soluzione migliore è sicuramente l’installazione di una pompa di calore a sostituzione della caldaia.

Pompe di calore e i loro vantaggi

Questa tecnologia permette di riscaldare, o raffreddare quando necessario, l’acqua al suo interno grazie all’elettricità, più facilmente reperibile tramite fonti rinnovabili e, se abbinato all’installazione di pannelli solari, porterebbe ad un abbattimento totale dell’impatto ambientale della propria casa. Se il prezzo iniziale può spaventare – tra 5.000 e 6.000 euro al momento – bisogna però considerare la possibilità di detrarre dalle tasse il 65% della spesa con le stesse modalità dei pannelli. Il resto dell’investimento viene facilmente ammortizzato in qualche anno grazie all’abbattimento della bolletta del gas. Spesso, infatti, queste soluzioni vengono vendute con finanziamenti simili a quelli dei sistemi fotovoltaici. Alla fine dei 10 anni il risparmio si sarà già trasformato in guadagno da diverso tempo. Anche in questo caso quindi, sul lungo periodo, la scelta green conviene anche da un punto di vista economico.

Impatto zero ed energia: fornitori di energia elettrica green

Per chi non si potesse permettere di installare tutta questa apparecchiatura ma desidera comunque avere una casa a impatto zero c’è una soluzione. I fornitori di energia green stanno, infatti, mangiando una sempre maggiore fetta di mercato. I prezzi sono infatti simili a quelli della concorrenza, ma l’impatto ambientale è ovviamente molto ridotto.

In ascesa in Italia troviamo i servizi energetici forniti da Sorgenia, Lifegate, Iberdrola e PLT Puregreen. Il passaggio si può effettuare anche online in non più di 10 minuti, servono solo delle vecchie bollette e un conto corrente bancario. Per “i meno tecnologici” si può anche effettuare il passaggio via telefono. In questo modo la vostra casa può diventare più green entro due mesi dalla sottoscrizione del contratto. Per chi non potesse permettersi una pompa di calore Lifegate offre anche un servizio di compensazione di emissioni di CO2 generate dal gas utilizzato grazie a progetti di riforestazione, con un piccolo prezzo aggiuntivo sulla bolletta.

Combustibili fossili: una fine annunciata

Le soluzioni ci sono, e nei prossimi anni l’innovazione in questo settore risulterà in un ulteriore abbattimento dei costi per ognuna di queste alternative. La transizione è tuttavia molto più lenta di come potrebbe essere. I principali produttori di energia poggiano, infatti, su un sistema costruito per i combustibili fossili e preferiscono un cambiamento a velocità ridotta. Ma questo business è destinato a morire a causa della quantità non infinita di tali risorse sul pianeta, oltre che per la sua comprovata insostenibilità.

Si stima infatti che le riserve di petrolio e di uranio finiranno entro 40 anni, quelle di gas entro 60 e quelle di carbone entro 180 anni. Il cambiamento è quindi inevitabile. Sorgono spontanee alcune domande. Perché continuare a finanziare un sistema destinato ad essere soppiantato? Perché non cambiare prima che le conseguenze diventino irreversibili? Ognuno di noi con le proprie scelte può fare la differenza e scegliere da che parte stare. Chiunque può dare il suo contributo.

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