La California si oppone a Trump e al fracking forsennato

Una causa contro lo Stato

Lo Stato della California non ne può più. Per fare in modo di tenere il governo federale statunitense fuori dai propri giacimenti di olio e gas, a Sacramento hanno deciso di passare alle vie legali. L’amministrazione Trump, notoriamente sorda alla tematica ambientale e prima sostenitrice mondiale della a dir poco dannosa tecnica del fracking, vorrebbe consentire la perforazione su oltre un milione di ettari pubblici. Nessuno dell’amministrazione californiana è d’accordo con questa scelta di Washington e allora ecco la decisione: una causa contro lo U.S. Bureau of Land Management.

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Il governo Trump intende aumentare la produzione energetica da fonti fossili su suolo pubblico (spesso addirittura in riserve protette e parchi), in barba alle direttive di molte amministrazioni locali. Diversamente dalla Casa Bianca, c’è chi ha programmi di tutela ambientale. La California ha recentemente promulgato una legge ad hoc per contrastare il piano di Washington e, immediatamente dopo, ha deciso di contattare un avvocato.

fracking
Donald Trump

I dettagli dell’azione legale

La causa federale porta la firma di Xavier Becerra, General Attorney per lo Stato della California. Becerra, democratico, ha intentato l’azione legale su mandato del suo ufficio e del governatore Gavin Newsom. Lo scorso venerdì, nel corso di una conferenza stampa tenuta presso il suo ufficio di Sacramento, Becerra aveva precisato come la causa fosse stata aperta in quanto l’amministrazione Trump si stava comportando come se fosse al di sopra della legge. La maggior parte delle attività estrattive federali in California si svolge vicino agli insediamenti delle comunità più vulnerabili. Tali comunità, ha tenuto a sottolineare Becerra, sono già sovraesposte all’inquinamento e la salute dei residenti ne risente. Aggiungere a questa già delicata situazione nuove operazioni di fracking peggiorerebbe ulteriormente le cose. La decisione di Washington, a detta di Becerra, è “insensata e palesemente pericolosa”.

Xavier Becerra

Fracking: favorevoli e contrari

Le posizioni del Bureau per la gestione del suolo e dell’amministrazione californiana sulla fratturazione idraulica, più comunemente chiamata fracking, sono distanti quanto i due Poli terrestri. Secondo Becerra e Newsom “i rischi connessi al fracking per l’ambiente e le persone sono semplicemente troppo grandi per essere ignorati.” La posizione dell’ufficio federale, diametralmente opposta, attesta invece come i rischi siano pressoché nulli. Ogni sito estrattivo riceverà una dedicata analisi ambientale e non si procederà con le operazioni laddove venga evidenziato un tasso di criticità non accettabile.

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Ma che cos’è il fracking e perché è da sempre un’operazione così controversa? Il termine deriva dalla contrazione dell’inglese hydraulic fracturing, sviluppata agli inizi del Novecento per estrarre petrolio e gas naturale dalle rocce di scisto. Tali conformazioni rocciose, presenti nel sottosuolo, sono le più facili da sfaldare. Per raggiungerle si perfora il terreno fino allo strato di sottosuolo che contiene gli agglomerati di scisto. In seguito si inietta, tramite un getto ad altissima pressione, acqua mista a sabbia ed elementi chimici. Tale operazione provoca l’emersione in superficie del gas.

I rischi del fracking

La fratturazione idraulica ha rivoluzionato il mondo dell’approvvigionamento energetico, soprattutto negli Stati Uniti. Accanto a ciò, però, ha anche sollevato una questione ambientale che ultimamente è diventata un polverone, ora che ci stiamo rendendo conto di quel che stiamo facendo al nostro Pianeta.

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L’esplorazione dei siti e l’estrazione del gas richiede quantitativi ingenti di acqua, causando sprechi e costi ambientali da impallidire. Inoltre, le sostanze chimiche iniettate nel sottosuolo, potenzialmente dannose per la salute, possono finire con il contaminare le falde acquifere attorno al sito dell’estrazione; si calcola infatti che solo l’80% circa delle acque iniettate nel sottosuolo per il fracking risalga in superficie come riflusso, mentre la percentuale restante rimanga sepolta. Se ciò non bastasse, bisogna pure prendere in considerazione la teoria (che in quanto tale, resta tutta da dimostrare) secondo la quale la fratturazione idraulica sia correlata, forse addirittura in una relazione di causa ed effetto, con il verificarsi di scosse sismiche di lieve entità.

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Nel novembre del 2011, in Oklahoma, si verificò un terremoto di magnitudo 5,7. Un impianto vicino aveva appena iniettato acqua ad altissima pressione nel sottosuolo. Non ci sono prove che il fracking abbia causato la scossa, sebbene tale possibilità non sia mai stata smentita.

La tecnica del fracking: cos’è e come funziona

La fratturazione delle speranze

Secondo le organizzazioni ambientaliste, nessuna delle principali esclusa, la tecnica del fracking sarebbe l’ultima trovata delle compagnie petrolifere per ritardare l’adozione di politiche energetiche basate sulle fonti rinnovabili. La fratturazione idraulica è il più avanzato sistema di sfruttamento delle risorse fossili. Per quanto meno sporco del carbone, il fracking rappresenta un sistema antiquato di produrre energia. Esso è la quintessenza dello sfruttamento di combustibili dai quali dovremmo liberarci, per proiettarci finalmente in un futuro energetico rinnovabile.

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La California è uno degli Stati americani più ricchi di petrolio e presenta già una regolamentazione piuttosto severa in termini di estrazione di questa risorsa. La decisione di questa causa contro il governo americano rappresenta un positivo precedente all’interno della lotta mondiale contro il cambiamento climatico. “I californiani non consentiranno all’industria petrolifera di inquinare ancora acqua ed aria”, è stato il commento del Centro per la Diversità Biologica. Il Centro, che ha sede in Arizona, è stato fiero sostenitore dell’azione legale.

E’ importante fare nostro tale messaggio. In fondo, alla parola californiani, si può sostituire l’aggettivo relativo ad una qualsiasi comunità.