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L’Earth Overshoot Day quest’anno è caduto il 22 agosto. Anche se con quasi un mese di ritardo rispetto al 2019, l’umanità ha consumato del tutto le risorse annuali disponibili sul Pianeta. Alcuni studiosi ipotizzano che questo ritardo sia da attribuire al blocco totale di alcuni mesi imposto dal Covid-19; il quale avrebbe ridotto il consumo di risorse e diminuito l’impronta ecologica annuale dell’umanità.

Earth Overshoot Day: cos’è ?

Anche detto Ecological Debt Day (EDD), l’Earth overshoot day indica, attraverso un calcolo preciso, il giorno nel quale l’umanità consumerà interamente le risorse prodotte dal Pianeta nell’intero anno.

Si stima che, procedendo ai ritmi attuali, intorno al 2050 l’umanità avrà consumato il doppio delle risorse prodotte dalla Terra.

L’EOD segna la data in cui la domanda dell’umanità di risorse e servizi ecologici, in un dato anno, supera ciò che la Terra può rigenerare in quel medesimo arco di tempo. Manteniamo questo deficit liquidando le scorte di risorse ecologiche e accumulando rifiuti, principalmente anidride carbonica nell’atmosfera.

Il concetto di Earth Overshoot Day è stato concepito da Andrew Simms del think tank britannico New Economics Foundation.

Come viene calcolato?

Il Global Footprint Network si occupa di calcolare il giorno definito come Earth Overshoot. Il calcolo è dato dal rapporto tra la biocapacità del Pianeta, ossia l’ammontare di tutte le risorse che la Terra è in grado di generare annualmente, e l’impronta ecologica dell’umanità, ossia la richiesta totale di risorse per l’intero anno.

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In questo modo otteniamo la frazione dell’anno per la quale le risorse generate riescono a provvedere al fabbisogno umano. Infine moltiplicando per il numero di giorni in un anno si ottiene la data dell’Earth Overshoot Day.

  • {\displaystyle BIO} = biocapacità annuale del pianeta Terra;
  • {\displaystyle HEF} = impronta ecologica annuale dell’umanità

{\displaystyle EOD={\frac {BIO}{HEF}}\times 365}

Il Covid rallenta il consumo delle risorse?

Secondo i ricercatori, la velocità con cui l’umanità consuma le risorse della Terra è diminuita drasticamente quest’anno a causa della pandemia da Covid-19. Di conseguenza, l’Earth Overshoot Day è tornato indietro di oltre tre settimane dal 29 luglio 2019 al 22 agosto di quest’anno.

Secondo uno studio condotto da Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale, il quasi totale stop indotto dal Covid-19 ha portato ad una riduzione del 9,3% dell’impronta ecologica dell’umanità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, per continuare a consumare risorse ecologiche al nostro ritmo attuale, avremmo ancora bisogno dell’equivalente di 1,6 Terre .

L’Earth Overshoot Day è solo un modo per illustrare la portata della sfida biologica che dobbiamo affrontare. Sebbene i dati di quest’anno siano incoraggianti, è necessario che vengano compiuti ulteriori progressi e studi.

Lo spostamento di tre settimane tra le date dell’Earth Overshoot Day nel 2019 e nel 2020 rappresenta il più grande spostamento di un anno da quando è iniziato”l’overshoot” globale negli anni ’70. Da allora, l’aumento della popolazione mondiale e l’aumento dei livelli di consumo pro capite hanno visto l’Earth Overshoot Day spostarsi all’inizio dell’anno, con la data che tocca luglio per la prima volta nel 2019.

Parlano gli esperti

David Lin, che guida il team di ricerca dietro l’Earth Overshoot Day, ha spiegato:

“Quest’anno è stato particolarmente difficile perché volevamo dare un’indicazione di come il Covid-19 abbia influenzato i risultati del 2020 “.

La ricerca di Lin ha rilevato che c’è stato un forte calo delle emissioni di CO2 (del 14,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

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Mike Childs, responsabile delle politiche di Friends of the Earth, ha avvertito che:

“Il miglioramento di quest’anno nel modo in cui utilizziamo le nostre risorse naturali è dovuto esclusivamente al Covid-19 e ai successivi blocchi. A meno che non si verifichi un cambiamento significativo nel modo in cui agiamo, è probabile che la situazione torni alla normalità, o peggio, negli anni successivi “.

Un ritmo insostenibile

La verità è che i ritmi ai quali l’uomo sta sfruttando le risorse disponibili sul Pianeta sono insostenibili. E’ essenziale che avvenga una mobilitazione mondiale verso un diverso tipo di utilizzo delle risorse.

Abbattiamo intere foreste per il legname e per creare ampie zone da pascolo, svuotiamo i nostri mari ed oceani senza dar tempo alla fauna di potersi rigenerare; scarnifichiamo la terra per appropriarci dei suoi minerali e pietre preziose, che alimentano lo sfruttamento umano, abbattendo ogni tipo di diritto.

La realtà dei fatti è che dobbiamo rivoluzionare le nostre vite, guardando al reale utilizzo delle risorse quotidiane e capacitandoci di quanto ognuno di noi effettivamente possa impattare sul Pianeta.

L’Ecopost ha provato a calcolare la propria impronta ecologica e, a malincuore, siamo venuti a conoscenza che servirebbero almeno 2 terre per permetterci di mantenere invariati i nostri stili di vita.

Dato il massiccio ed eccessivo uso delle risorse biologiche del pianeta, le nostre economie sono ora limitate dalla disponibilità della biocapacità della Terra. Per assicurarci di avere un pianeta sano che possa supportarci ora e in futuro, è necessario ridurre la domanda “umana” e mantenere vitale il nostro Pianeta.

Il passato non determina necessariamente il nostro futuro. Le nostre scelte attuali sì. Attraverso decisioni sagge e lungimiranti, possiamo ribaltare le tendenze del consumo di risorse naturali migliorando al contempo la qualità della vita di tutte le persone.

Se siete curiosi di scoprire la vostra “Ecological Footprint” vi rimandiamo al seguente sito.

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